Vigile è il cor sul mio sdegnoso aspetto, E qual tu il pingi, Artefice elegante, Dal dì ch'io vidi nel mio patrio tetto Libertà con incerte orme vagante.
Armi vaneggio, e il docile intelletto Contesi alle febee Vergini sante; Armi, armi grido; e Libertade affretto Più ognor deluso e pertinace amante.
Voce inerme che può? Marte raccende, Vedilo, all'opre e a sacra ira le genti: Siede Italia, e al flagel l'omero tende.
Pur, se nell'onta della Patria assorte Fien mie speranze, e i dì taciti e spenti, Per te il mio volto almen vince la morte.
4
Vigile è il cor sul mio sdegnoso aspetto, E qual tu il pingi, Artefice elegante, Dal dì ch'io vidi nel mio patrio tetto Libertà con incerte orme vagante.
Armi vaneggio, e il docile intelletto Contesi alle febee Vergini sante; Armi, armi grido; e Libertade affretto Più ognor deluso e pertinace amante.
Voce inerme che può? Marte raccende, Vedilo, all'opre e a sacra ira le genti: Siede Italia, e al flagel l'omero tende.
Pur, se nell'onta della Patria assorte Fien mie speranze, e i dì taciti e spenti, Per te il mio volto almen vince la morte.
La sentenza che ora tu sai nulla di nuovo aggiunge a quanto già doveva esserti noto da sempre: tutto è scritto. Di nuovo è appena un fatto di calendario.
Eppure è l'evento che tutto muta e di altra natura si fanno le cose e i giorni.
Subito senti il tempo franarti tra le mani: l'ultimo tempo, quando non vedrai più questi colori e il sole, né con gli amici ti troverai a sera… Dunque, per quanto ancora?
Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami dagli aghi dei pini dall'assordante silenzio della grande pineta - cattedrale che più ami - appena velata di nebbia come da diffusa nube d'incenso il tempio.
Ieri all'ora nona mi dissero: il Drago è certo, insediato nel centro del ventre come un re sul suo trono. E calmo risposi: bene! Mettiamoci in orbita: prendiamo finalmente la giusta misura davanti alle cose; e con serenità facciamo l'elenco: e l'elenco è veramente breve.
Appena udibile, nel silenzio, il fruscio delle nostre passioncelle del quotidiano, uguale a un crepitare di foglie sull'erba disseccata.