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Scritta da: Rosita Matera

Perché non vale dire

Oppure cantare, solamente cantare!
Dire che sei tu
il senso sconosciuto delle cose,
questa nostra coscienza:
amore celato nei nostri amori
voce del vento, e il silenzio
che fascia le galassie,
o improvviso, rapito gemito
di fronde sul limitare
appena della selva.

Cantare suoni
che non siano più parole.

Forse è la musica, il suono
puro che ti conviene:
cantare con voce sempre nuova
perché sempre "altro" tu sei;
cantare con libera voce
e lasciare i salmi tumultuosi
perché non vale dire
quanto di te soffersi...
David Maria Turoldo
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    La sentenza che ora tu sai
    nulla di nuovo aggiunge a quanto
    già doveva esserti noto da sempre:
    tutto è scritto. Di nuovo
    è appena un fatto di calendario.

    Eppure è l'evento che tutto muta
    e di altra natura
    si fanno le cose e i giorni.

    Subito senti il tempo franarti
    tra le mani: l'ultimo
    tempo, quando
    non vedrai più questi colori
    e il sole, né con gli amici
    ti troverai a sera…
    Dunque, per quanto ancora?
    David Maria Turoldo
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Ieri all'ora nona mi dissero:
      il Drago è certo, insediato nel centro
      del ventre come un re sul suo trono.
      E calmo risposi: bene! Mettiamoci
      in orbita: prendiamo finalmente
      la giusta misura davanti alle cose;
      e con serenità facciamo l'elenco:
      e l'elenco è veramente breve.

      Appena udibile, nel silenzio,
      il fruscio delle nostre passioncelle
      del quotidiano, uguale
      a un crepitare di foglie
      sull'erba disseccata.
      David Maria Turoldo
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