Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Tanto gentil e tanto onesta pare

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Herbert Marshall

    Tutto il tuo dolore, Louise, e il tuo odio per me
    nacquero dalla tua illusione, che fosse leggerezza
    di spirito e disprezzo dei diritti della tua anima
    ciò che mi fece volgere ad Annabella e abbandonarti.
    In realtà tu prendesti ad odiarmi per amor mio,
    poiché io ero la gioia della tua anima,
    formato e temprato
    per risolverti la vita, e non volli.
    Ma tu eri la mia disgrazia. Se tu fossi stata
    la mia gioia, non mi sarei forse attaccato a te?
    Questo è il dolore della vita:
    le si può essere felici solo in due;
    e i nostri cuori rispondono a stelle
    che non voglion saperne di noi.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Julia Miller

      Bisticciammo quella mattina,
      perché lui aveva sessantacinque anni, e io trenta,
      ed ero nervosa e greve del bimbo
      la cui nascita mi atterriva.
      Io pensavo all'ultima lettera scrittami
      da quella giovane anima straniata
      il cui abbandono nascosi
      sposando quel vecchio.
      Poi presi la morfina e sedetti a leggere.
      Attraverso l'oscurità che mi scese sugli occhi
      io vedo ancora la luce vacillante di queste parole:
      "E Gesù gli disse: In verità
      io ti dico, Oggi tu
      sarai con me in paradiso"
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Minerva Jones

        Sono Minerva, la poetessa del villaggio,
        fischiata, schernita dai villanzoni della strada
        per il mio corpo goffo, l'occhio guercio, e il passo largo
        e tanto più quando "Butch" Weldy
        mi prese dopo una lotta brutale.
        Mi abbandonò al mio destino col dottor Meyers;
        e io sprofondai nella morte, gelando dai piedi alla faccia, come chi scenda in un'acqua di ghiaccio.
        Vorrà qualcuno recarsi al giornale,
        e raccogliere i versi che scrissi? —
        Ero tanto assetata d'amore!
        Ero tanto affamata di vita!
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Il giudice Somers

          Come accade, ditemi,
          che io, il più erudito degli avvocati,
          che conoscevo Blackstone e Coke
          quasi a memoria, che feci il più gran discorso
          che il tribunale avesse mai udito, e scrissi
          un esposto che meritò l'elogio del pretore Breese —
          come accade, ditemi,
          che io giaccio qui, dimenticato, ignoto,
          mentre Chase Henry, l'ubriacone della città,
          ha un cippo di marmo, sormontato da un'urna,
          su cui la Natura in un capriccio d'ironia
          ha seminato un cespo in fiore?
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Il dottor Siegfried Iseman

            Dissi, quando mi consegnarono il diploma,
            dissi a me stesso che sarei stato buono
            e saggio e coraggioso e caritatevole col prossimo;
            dissi che avrei trasportato il Credo cristiano
            nella pratica della medicina!
            Ma, non so come, il mondo e gli altri dottori
            subodorano ciò che si ha in cuore non appena si prende
            questa magnanima risoluzione.
            E il sistema è pigliarvi per fame.
            Da voi non verranno che i poveri.
            Voi vi accorgerete troppo tardi che fare il dottore
            non è che un modo di guadagnarsi la vita.
            E quando siete povero e dovete reggere
            il Credo cristiano e la moglie e i figli
            tutto sulla vostra schiena, è troppo!
            Ecco perché fabbricai l'Elisir di Giovinezza,
            che mi portò alla prigione di Peoria
            bollato come truffatore e imbroglione
            dall'integerrimo Giudice federale!
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Sam Hookey

              Fuggii da casa col circo,
              perché mi ero innamorato di Mademoiselle Estralada, la domatrice di leoni.
              Una volta, dopo aver lasciato digiuni i leoni
              per più di un giorno,
              entrai nella gabbia e incominciai a percuotere Brutus
              e Leo e Gypsy.
              Ma all'improvviso Brutus mi balzò addosso,
              e mi uccise.
              Entrando in queste regioni
              incontrai un'ombra che m'ingiuriò,
              e disse che me l'ero meritato...
              era Robespierre!
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Louise Smith

                Herbert ruppe il nostro fidanzamento di Otto anni
                quando Annabella ritornò al villaggio
                dal collegio, ahimè!
                Se avessi rispettato il mio amore,
                forse sarebbe diventato un bel dolore —
                chi sa? — riempiendomi la vita di profumo.
                Ma io lo torturai, lo avvelenai,
                lo accecai, ed esso si mutò in odio —
                edera mortale invece che clematide.
                E l'anima cadde dal suo sostegno,
                i suoi viticci s'intricarono in rovina.
                Non lasciate la volontà farvi da giardiniere nell'anima,
                a meno che siate sicuri
                ch'essa è più saggia dell'anima vostra.
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                  Scritta da: Silvana Stremiz
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  George Gray

                  Molte volte ho studiato
                  la lapide che mi hanno scolpito:
                  una barca con vele ammainate, in un porto.
                  In realtà non è questa la mia destinazione
                  ma la mia vita.
                  Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
                  il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
                  l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
                  Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
                  E adesso so che bisogna alzare le vele
                  e prendere i venti del destino,
                  dovunque spingano la barca.
                  Dare un senso alla vita può condurre a follia
                  ma una vita senza senso è la tortura
                  dell'inquietudine e del vano desiderio —
                  una barca che anela al mare eppure lo teme.
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                    Scritta da: Silvana Stremiz
                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Knowlt Hoheimer

                    Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge.
                    Quando sentii la pallottola entrarmi nei cuore
                    mi augurai di esser rimasto a casa e finito in prigione
                    per quel furto dei porci di Curl Trenary,
                    invece di fuggire e arruolarmi.
                    Mille volte meglio il penitenziario
                    che avere addosso questa statua di marmo alata,
                    e il piedistallo di granito
                    con le parole "Pro Patria".
                    Tanto, che vogliono dire?
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