Scritta da: NikkiPinki
A volte penso che tu sia uno Stronzo...
E se ritorni lo fai per dispetto...
e che se mi allontano ritorni a succhiarmi il sangue apposta...
e poi mi lasci lì, vite ed inganni...
Nei respiri miei ti sento...
e in questa notte bastarda e avida di dolci carezze...
tu dove sei?
Nei casini di tutti i giorni ti cerco insistente...
e Ora mi rendo conto che Ti Amo...
e come è possibile?
Ma che dico, è praticamente impossibile...
Non ti ho vissuto...
Ma ti sogno...
Tra le braccia di un altro ti vedo...
mi sfiori, mi baci, e spesso chiudo gli occhi... e sei tu...
E faccio male a chi mi ha dato l'anima...
Perché bastarda la mia l'ho data a te...
E mi rendo conto che un altro non sei te...
Continuo ad uccidermi... con te...
lo so che mi vuoi fino all'ultima goccia...
E chissà un giorno passerai di qua... in giù...
10 minuti... passerà... forse...
e Continuo a vivere di te.
Anonimo
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    Scritta da: Hannele
    Amore è temere, amore è osare,
    amore è il suono che arriva dal mare.
    Amore è terra, amore è sole,
    amore è una nuvola in cui si rispecchia un fiore.
    Amore è saggio, amore è Berlino,
    amore è un vecchio che si riscopre bambino.
    Amore è neve, amore è seme,
    amore è l'immobilizzante abbraccio della neve.
    Amore è volpe, amore è gregge,
    amore è un miracolo di scelte.
    Amore è tempesta, amore è candore,
    amore è tenere la mano a un pazzo, o un sognatore.
    Amore è entrata, amore è uscita,
    amore è il tuo dolce passo nella mia vita.
    Amore è libero, amore è volo,
    Amore è felicità emanata da ogni poro.
    Anonimo
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      Fotografo

      Son là, sdraiato su un manto d'acqua
      per ammirare l'albore, e nel mirino,
      un occhio fisso e attento e vigile,
      un rosso chiarore sta aspettando.

      Ed è, quest'attesa infinita,
      della mia immaginazione l'autrice.
      Ed ecco che un'immagine

      dinanzi ai miei occhi compare:
      di aranci e rosse sfumature
      il ciel si è tinto; e una luce
      vibrante l'azzurra distesa pervade;

      che abbagliata da cotanta purezza,
      s'illumina di quel fragrante riverbero,
      regalando all'occhio mio impareggiabile emozione.
      Anonimo
      Composta sabato 5 gennaio 2019
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        Scritta da: Venere
        Ho voglia che i tuoi fugaci abbracci diventino qualcosa di più serio ed esplicito.
        Ho voglia che i tuoi occhi mi guardino come non hanno mai fatto e che mi facciano capire quello che provi.
        Ho voglia che col tuo sguardo tu possa entrare nel mio cuore e capire cosa vuoi da me.
        Ho voglia che le tue mani mi tocchino come nessun altro mi abbia mai toccato.
        Ho voglia che le tue labbra sfiorino le mie in un bacio infinito.
        Ho voglia che il tuo cuore e la tua anima possa diventare un tutt'uno con la mia.
        Semplicemente... ho voglia di te.
        Anonimo
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          Scritta da: Hannele
          Dio,
          dicci dove sei nostro dio,
          dicci come fai a restare fermo,
          immobile, inerme, stoico, esterno.
          Dicci come fai a vedere
          questo tuo sacro mondo cadere,
          distruggersi, cospargersi
          in pezzi ridicoli e sparsi.
          Quest'africa sfruttata, odiata, maltrattata,
          amata, adorata, venerata, giocata
          a dadi o in un'unica estrema puntata.
          Quest'America che si stende
          come un velo bianco e congiunge
          i due poli che reggono il mondo.
          Ma di poli in realtà nel profondo
          ne ha miliardi e continua a deteriorarsi
          nel nome di un baratto d'oro e intarsi.
          Quest'oriente e la cara mezzaluna
          solo i telegiornali al chiaro di luna
          occupa costante senza turbare
          nessuna mente che vada a pensare
          nel buio di una stanza al male che canta.
          Quest'infanzia lasciata e compianta:
          protezione, amore, luce, candore,
          dolcezza, arcobaleno, sole, tepore,
          Spariti rubati svaniti o devastati?
          Assenza di verbi e piccoli pianti
          di pace e abbracci fortificanti,
          tutto ribellato a questi falsi cantanti.
          La fame nei campi, la sete sui ponti,
          la stanchezza sui letti e la disillusione.
          Questa vecchiaia in contemplazione
          della morte e della pensione:
          le giunture si spezzano,
          la dignità spazzano,
          la passata felicità dimenticano.
          Questi valori imprescindibili
          sotto culi deplorevoli.
          Il nostro sangue svergognato
          una volta così rosso ambrato.
          Il nostro tono imbarazzato
          ferito e derubato,
          una voce squillante,
          quella del potere sfavillante,
          del petrolio culminante,
          del denaro o l'Aspromonte,
          del dolore mio regnante,
          del candore più buio e urlante.
          Dio, dicci dove sei,
          dicci come fai
          dicci se ci sei,
          dicci se farai.
          Dacci almeno il tuo stoico immobilismo
          o tienitelo quest'ultimo,
          siamo già barricati nel vittimismo,
          un orrido cannibalismo
          di futuro e nuovo umanismo.
          Anonimo
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