Scritta da: Nastjia

Girotondo

Se nell'animo tuo
albeggia il rancore,
può il tuo giudizio
essere scevro d'errore?

E se l'amore acceca il tuo sentire,
puoi mai,
fino in fondo,
l'immane torto
percepire?

Ma il senso di queste domande
ormai non trovo.

Eppure è la mente,
che stanca del cuore,
le ricorda di nuovo.
Anonimo
Composta lunedì 14 gennaio 2013
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    Scrivo

    Scrivo...
    scrivo perché sogno
    scrivo perché ti voglio
    scrivo perché spero
    scrivo perché ti penso
    scrivo nell'immenso
    scrivo nel cielo il tuo nome
    scrivo nel cielo il mio nome
    nello spazio si fondono
    dove il buio è più profondo
    e li... tra stelle splendenti
    comete e pianeti c'è
    l'Amore che ho per te.
    Ti amo tesoro
    ti amo mio dono.
    Anonimo
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      Le Quattro Stagioni

      La Primavera è nelle tue gambe:
      flessuose, snelle, nervose;
      sempre scattanti nell'impeto
      del giovanile ardore...

      L'Estate è nella tua bocca:
      sensuale, sorridente, fragoosa;
      caldo invito irrinunciabile
      ad un fremente bacio d'Amore...

      L'Autunno è nei tuoi occhi:
      sapienti, furtivi, ammiccanti;
      capaci di far ricordare sensazioni
      dimenticate nel tempo...

      L'Inverno è nei tuoi capelli:
      imbiancati, fruscianti,
      vaporosi;
      accarezzati in una dolce promessa
      di eterna devozione.
      Anonimo
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        Scritta da: Consuelo

        Parigi mercenario boulevard

        Non ti ho mai amata Parigi arrogante e perbenista,
        brulicante di ricchezza sbandierata pietre luccicanti
        e miserie nascoste, anime dannate che fingono in
        lussuose maison in riva alla Senna,
        case lussuriose e in squallidi locali.
        Parigi di notte ai limiti dell'ardore,
        falsamente pudica... e vergognosamente esibita.
        Silente e monotona... chiusa nel suo oblio,
        ai confini della sua tristezza.
        È di te Parigi che quando parlo mi commuovo,
        mi altero, per poi trovare pace.
        Parigi mercenaria e disillusa, amante e consigliera,
        bigotta e trasgressiva, gaia e nostalgica,
        frenetica e pacifica, nobile di gusto,
        e miserabile di gesti.
        Parigi a te che io non ho mai regalato rispetto,
        pensieri o parole,
        a te che ho tolto dai miei occhi,
        cancellato dai pensieri
        che ho guardato con tristezza e orgoglio smisurato,
        Parigi a te che io non ho dedicato molto,
        Se non per deriderti e sottolineare i difetti,
        Dimora di sciocchi barboni e furfanti,
        che ti tolgono il respiro e ti offrono il tormento,
        instupidita dal corteggiamento turista,
        da quello che gli occhi stranieri annullano,
        io ti vedo in profondità.
        Sorridente a contemplare le tue glorie, madame,
        come una matrona ti offri a tutti.
        Il cliente più danaroso è quello che ti aggrada,
        lo appaghi senza stenti,
        per lui cedi il tuo rispetto, per lui celi il mistero,
        adesso sei semplicemente bella.
        È questa Parigi, adorabile ribelle senza freni
        e senza lotte, preda di colori e superbe meraviglie.
        Parigi nuda e defraudata,
        indifesa e cristallina, generosa negli affanni.
        Parigi chiassosa e persa nei tuoi silenzi,
        desolata e poi piangente, così mi appari tu,
        e senza offenderti o sentirti vittima scegli di sorridermi,
        vuoi ancora offrirmi un po' di te,
        unica e magica come sei.
        Tre monete sfiorano le acque della Senna,
        questo è il tuo prezzo,
        madame anche io ti ho avuta.
        Anonimo
        Composta sabato 26 settembre 2009
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