Scritta da: NikkiPinki
A volte penso che tu sia uno Stronzo...
E se ritorni lo fai per dispetto...
e che se mi allontano ritorni a succhiarmi il sangue apposta...
e poi mi lasci lì, vite ed inganni...
Nei respiri miei ti sento...
e in questa notte bastarda e avida di dolci carezze...
tu dove sei?
Nei casini di tutti i giorni ti cerco insistente...
e Ora mi rendo conto che Ti Amo...
e come è possibile?
Ma che dico, è praticamente impossibile...
Non ti ho vissuto...
Ma ti sogno...
Tra le braccia di un altro ti vedo...
mi sfiori, mi baci, e spesso chiudo gli occhi... e sei tu...
E faccio male a chi mi ha dato l'anima...
Perché bastarda la mia l'ho data a te...
E mi rendo conto che un altro non sei te...
Continuo ad uccidermi... con te...
lo so che mi vuoi fino all'ultima goccia...
E chissà un giorno passerai di qua... in giù...
10 minuti... passerà... forse...
e Continuo a vivere di te.
Anonimo
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    Scende la neve purificatrice
    La domenica mattina
    Mentre dalla finestra io la guardo
    Ondeggiare nell'aria e posarsi
    Sulla cuccia del cane stanco
    Troppo stanco
    Per potersi alzare e correre per i prati.
    Bianchi
    Scendono i coriandoli di ghiaccio
    E si posano sul mio volto
    E sui miei capelli neri
    Intanto che il mio respiro si
    Espande lento nell'aria.
    Tutto è coperto,
    mascherato
    dalla fredda corazza bianca
    che racchiude un mondo
    ancora più freddo.
    Il mio corpo è paralizzato
    Non posso e non voglio
    Muovermi.
    Anche sulla mia anima
    Cade la neve.
    Tutto si è congelato
    Il caldo dei vecchi momenti
    Si sta spegnendo
    Delusione
    Tristezza
    Consapevolezza
    Rabbia
    Rassegnazione
    Stanchezza
    Ogni petalo cristallino
    Porta un fardello
    Insopportabile
    Ed al contempo
    Una fresca rinascita.
    Neve purificatrice
    Ti prego
    Conserva i momenti
    Ibernali per l'eternità
    In piccole sfere trasparenti
    Custodiscile
    Fino al nuovo avvenire
    Quando il sole tornerà
    Per liberarli nuovamente
    Quando io non ci sarò più.
    Anonimo
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      Scritta da: Hannele
      Amore è temere, amore è osare,
      amore è il suono che arriva dal mare.
      Amore è terra, amore è sole,
      amore è una nuvola in cui si rispecchia un fiore.
      Amore è saggio, amore è Berlino,
      amore è un vecchio che si riscopre bambino.
      Amore è neve, amore è seme,
      amore è l'immobilizzante abbraccio della neve.
      Amore è volpe, amore è gregge,
      amore è un miracolo di scelte.
      Amore è tempesta, amore è candore,
      amore è tenere la mano a un pazzo, o un sognatore.
      Amore è entrata, amore è uscita,
      amore è il tuo dolce passo nella mia vita.
      Amore è libero, amore è volo,
      Amore è felicità emanata da ogni poro.
      Anonimo
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        Fotografo

        Son là, sdraiato su un manto d'acqua
        per ammirare l'albore, e nel mirino,
        un occhio fisso e attento e vigile,
        un rosso chiarore sta aspettando.

        Ed è, quest'attesa infinita,
        della mia immaginazione l'autrice.
        Ed ecco che un'immagine

        dinanzi ai miei occhi compare:
        di aranci e rosse sfumature
        il ciel si è tinto; e una luce
        vibrante l'azzurra distesa pervade;

        che abbagliata da cotanta purezza,
        s'illumina di quel fragrante riverbero,
        regalando all'occhio mio impareggiabile emozione.
        Anonimo
        Composta sabato 5 gennaio 2019
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          Scritta da: Venere
          Ho voglia che i tuoi fugaci abbracci diventino qualcosa di più serio ed esplicito.
          Ho voglia che i tuoi occhi mi guardino come non hanno mai fatto e che mi facciano capire quello che provi.
          Ho voglia che col tuo sguardo tu possa entrare nel mio cuore e capire cosa vuoi da me.
          Ho voglia che le tue mani mi tocchino come nessun altro mi abbia mai toccato.
          Ho voglia che le tue labbra sfiorino le mie in un bacio infinito.
          Ho voglia che il tuo cuore e la tua anima possa diventare un tutt'uno con la mia.
          Semplicemente... ho voglia di te.
          Anonimo
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            Scritta da: Hannele
            Dio,
            dicci dove sei nostro dio,
            dicci come fai a restare fermo,
            immobile, inerme, stoico, esterno.
            Dicci come fai a vedere
            questo tuo sacro mondo cadere,
            distruggersi, cospargersi
            in pezzi ridicoli e sparsi.
            Quest'africa sfruttata, odiata, maltrattata,
            amata, adorata, venerata, giocata
            a dadi o in un'unica estrema puntata.
            Quest'America che si stende
            come un velo bianco e congiunge
            i due poli che reggono il mondo.
            Ma di poli in realtà nel profondo
            ne ha miliardi e continua a deteriorarsi
            nel nome di un baratto d'oro e intarsi.
            Quest'oriente e la cara mezzaluna
            solo i telegiornali al chiaro di luna
            occupa costante senza turbare
            nessuna mente che vada a pensare
            nel buio di una stanza al male che canta.
            Quest'infanzia lasciata e compianta:
            protezione, amore, luce, candore,
            dolcezza, arcobaleno, sole, tepore,
            Spariti rubati svaniti o devastati?
            Assenza di verbi e piccoli pianti
            di pace e abbracci fortificanti,
            tutto ribellato a questi falsi cantanti.
            La fame nei campi, la sete sui ponti,
            la stanchezza sui letti e la disillusione.
            Questa vecchiaia in contemplazione
            della morte e della pensione:
            le giunture si spezzano,
            la dignità spazzano,
            la passata felicità dimenticano.
            Questi valori imprescindibili
            sotto culi deplorevoli.
            Il nostro sangue svergognato
            una volta così rosso ambrato.
            Il nostro tono imbarazzato
            ferito e derubato,
            una voce squillante,
            quella del potere sfavillante,
            del petrolio culminante,
            del denaro o l'Aspromonte,
            del dolore mio regnante,
            del candore più buio e urlante.
            Dio, dicci dove sei,
            dicci come fai
            dicci se ci sei,
            dicci se farai.
            Dacci almeno il tuo stoico immobilismo
            o tienitelo quest'ultimo,
            siamo già barricati nel vittimismo,
            un orrido cannibalismo
            di futuro e nuovo umanismo.
            Anonimo
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