Esperienze


Scritto da: fucku
in Diario (Esperienze)
L'amore non corrisposto è qualcosa di orribile, vederlo mentre parla, scherza e guarda un'altra è terribile, ricevere le sue risposte fredde, quando invece gli hai detto qualcosa che per te era importante perché ti faceva battere il cuore è tremendo, ma a mio parere la cosa più dolorosa di tutte è l'essere consapevole di non potere fare nulla per farlo sentire male come stai tu. So che è qualcosa di cattivo e vendicativo, ma delle volte capita che nella tua testa inizino a scorrere quelle parole mute: "bene ora non ti rivolgo più la parola, cerco di allontanarmi da te per stare meglio, così ti rendi conto di avermi ferita ancora una volta", capita e il dolore e l'impotenza che sento quando mi rendo conto che se fosse per lui potrei anche svanire nel nulla, che per lui non fa alcuna differenza, che non ho modo di fargli capire quanto ci sto male facendoglielo provare, mi distrugge più di ogni cosa.
Composto giovedì 7 maggio 2015
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    Scritto da: Rosita Ramirez
    in Diario (Esperienze)
    Nel cammino della vita, ho imparato che non sempre si può ottenere quello che si vuole. Perché non sempre quello che vogliamo fa bene. Porto con me il dolore perché così ho imparato a versare le lacrime. Ho bisogno di ridere, in modo da non fare vedere la mia sofferenza. Prendo le rocce, per me, per costruire la mia strada. Dio non mi ha fatto perdere la fede, così non c'era modo che io non perdessi la speranza. C'è voluto tempo per arrivare alla cima. E'stato il silenzio che era chiaramente sentito. Poi ho fatto la strada, il cammino da sola non è stato facile, senza l'approvazione di nessuno. E senza ottenere la vittoria è un'illusione. E la più grande virtù dei forti è nella loro umiltà, nel loro coraggio.
    Composto lunedì 8 luglio 2013
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      Scritto da: Gigliola Perin
      in Diario (Esperienze)
      Le ho viste allontanate, crollate, ho inciso il nome "speranza" tra le barriere che lasciavo cadere. Ora dal fondo della terra riemergono lente ora dopo ora. Non più speranza, ma delusione vi è impresso. Non esiste la parola amicizia, ma lama che colpisce la schiena. Avevo tentato di lasciarle cadere, di credere ancora. Ma nulla è mai come speri e credi. Tornerà tutto com'era, maschera di giorno fatta di sorrisi e silenzi, non una parola in più, ma di notte, quando sarò sola con me stessa, le lascerò scivolare sul cuscino, unico posto dove non potrà mai nuocermi. Non allungherò più la mia mano per rialzarti, oggi l'hai gettata. Ho abbassato la testa e persa nei miei pensieri guardando i tuoi occhi ho deciso. Ora anche con te le ho innalzate al cielo, ora non potrai abbatterle mai più.
      Composto sabato 14 dicembre 2013
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        Scritto da: Silvia Nelli
        in Diario (Esperienze)
        Essere quello che si è veramente è la cosa più difficile che ci sia. Credetemi. A volte la tentazione di restare dentro a quel "guscio", che con estrema fatica ti sei costruito, è così grande che quasi ti ci chiuderesti dentro fino a morire. Lì, al sicuro, dove nessuno può sfiorarti, dove non ti senti giudicata o stupida. In quel guscio dove non sei obbligata a spiegare molte cose. Ho sempre pensato che esistessero persone capaci di vedere oltre. Capaci di leggere paure, pensieri, idee e se pur diverse dalle proprie riuscire a capirle. Il rispetto verso i sentimenti, il modo diverso di impostare la vita, di fare delle scelte e i tempi con cui ognuno raggiunge i propri obbiettivi. Non credo sia il tempo a cambiare le cose, se quell'obbiettivo tu lo vuoi veramente. Non credo sia mancanza di rispetto, se serve più tempo. Credo fortemente in quello che ogni giorno faccio verso gli altri, ossia cercare di capirli. Cercare di rispettare le loro vite, i loro problemi e di comprendere i "si" e i "no". Di dare spazio ai "perché" e ai "forse", ma puntualmente mi trovo a dover lottare sempre nella direzione opposta. Quando è il turno mio di essere capita, di leggere oltre a un mio atteggiamento, a un mio modo, perché non si cerca di fare la stessa cosa? Si diventa stanchi di aprirsi, stanchi di descriversi e di spiegare che ci sono cose che alcuni riescono a raggiungere in 5 minuti e altri in più tempo e questo non vuol dire che ci ci mette più tempo non abbia la stessa voglia dell'altro di raggiungere quello che desidera.
        Composto mercoledì 20 maggio 2015
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          Scritto da: Sabrina
          in Diario (Esperienze)
          Quante parole riecheggiano nel silenzio, quanti rumori e quanti pianti. Quante parole sussurrate a me stessa, quanta amarezza e quanta ingiustizia. Sola, nella penombra e nel silenzio, raccolgo i frammenti della mia vita, stringendo i denti per non soccombere sotto il peso dei torti subiti ed al sapore amaro dell'impotenza. Poi le risate cristalline dei miei figli e i loro sguardi pieni di luce tornano a scaldarmi il cuore e allora trovo una forza che neppure immaginavo di avere, tante ragioni per continuare a lottare e quella speranza custodita nel mio petto, conforta e mi esorta a lottare, sempre, a testa alta e con le mie mani chiuse in pugni, le stesse che si sono alzate per difendermi adesso sono pronte a difendere chi ha bisogno del mio amore, pretendendo rispetto per me e i miei figli.
          Composto lunedì 18 maggio 2015
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            Scritto da: Rosita Ramirez
            in Diario (Esperienze)
            Ho bisogno di un posto dove mettere la faccia per nascondere le lacrime. Allora immagino di non esser forte, ma io sono forte. Ma anche piangere è umano. Sono una persona. Sono un essere umano. Io sono così. Io voglio che le cose accadano presto, in un momento. Voglio che i miei errori non mi impediscano di andare e guardare avanti. E voglio continuare a fare errori, perché non sarò mai perfetta (per fortuna!). Ho voglia di ridere, sorridere e piangere. Mi sento le farfalle nello stomaco, nel petto e le gambe tremanti. Sento che le cose funzionano e devo cambiare il mio modo di fare quando penso di avere sbagliato. Voglio imparare e continuare a cambiare. Voglio vedere, sentire il sole, il vento freddo sul naso. Voglio sentire l'odore dell'erba tagliata, prendere un caffè appena fatto. Sentire l'odore della pioggia, dei fiori, l'odore della vita. Apprezzare le cose semplici, e voglio vivere. Sembra complicato, ogni tanto invece è semplice. Se funziona mi va bene così. In caso contrario, lascio andare. La vita non è complicata o difficile, tutto dipende da come si la guarda. Continuo il mio cammino, il mio sguardo è fisso verso l'orizzonte. Non voglio mollare, voglio continuare a sognare, a vivere e a sapere che un domani sarò completamente felice. Voglio andare dove mi porterà il mio cuore. E questa è la parte migliore di me.
            Composto domenica 7 luglio 2013
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              Scritto da: Mariella Buscemi
              in Diario (Esperienze)
              Preparo le mie parole con l'olio perché scivolino lente. Si separano le gole dove i significati diventano scomodi. Mi ammacco sulle comprensioni che mi ha dato il tempo e che mi conduce sempre dove non dovrebbe. Lontana da ieri, lontana da qui. Credo a poche cose, riassumibili in una manciata di profumi che passano sotto al naso o di immagini che catturano fugacemente l'attenzione e portano a far scattare la testa una seconda volta per accertarmi se quel che ho visto sia vero o frutto di ciò che vorrei fosse. Sei. Saresti stato. Sagome. Contorni senza contenuti. Questi giorni non appartengono agli anni e fuggono dalle stagioni, non tengono in conto i durante e io vorrei vivere dei mentre tra gli spazi, incuneata a malapena. Riflessi che nulla tolgono alle immagini, ma le fanno appartenere ancor più. La luce che vi passa in mezzo lo sa. L'ombra subisce. Gli occhi si sbriciolano e le mani anticipano i passi per scoprire l'ostacolo prima dell'inciampo. Mi vivo in prima persona, in una coniugazione errata e dalla declinazione imprecisa. A mutare è la radice. Anche le origini mi hanno tradita.
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                Scritto da: Mariella Buscemi
                in Diario (Esperienze)
                Perché mi chiedi del dolore? Lo sai. Non chiedere. Quando la tua terra trema e io mi ritrovo alle pendici delle tue urla. Quando, tra le crepe, mi vedo insinuata tra le fessure e muoio di siccità. Di tutte le volte che son rimasta spogliata, la volta che mi sono sentita più nuda è stato quando più non mi guardavi e i muri di casa sono diventati specchi a riflettermi la vergogna. Spogliarsi per nessuno e spogliata d'ogni cosa. Anche le ossa in vista. E gli organi. Ma le mie mani non sono le tue. E i vestiti in terra somigliano a una carcassa. Non chiedermi dell'ovvio, delle cose che già sai, delle risposte che ti sei dato, né di quelle che non mi dai quando sono io a chiederti. Le tue parole mi fanno gioco e smorzano le mie. Mi rimani nel tempo che va tra gli occhi che si aprono e che si chiudono. E quando non ci sei, l'attesa mi somiglia alla cinta troppo stretta in vita. Non voglio essere "quella dell'ultima volta", ma voglio appuntamenti a ogni stagione, anche quando la sensazione dell'esserci persi di vista sarà sabotata dal vederci casuale anche se casuale non è mai. Incontriamoci il ventuno d'ogni primavera e quando farà troppo caldo, andiamo al mare. Sarà un autunno da ricordare per tutto l'inverno. Sfuggiamoci per renderci indimenticabili. Io ti dimentico come chi non dimentica.
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                  Scritto da: Rosita Ramirez
                  in Diario (Esperienze)
                  A volte è necessario escludere le persone, cancellare i ricordi, buttare quello che ti fa piangere, abbandonare ciò che ci rende il male, la libertà dalle cose che ci imprigionano. Sempre si aspetta il meglio, ma bisogna prepararsi al peggio e prendere quello che viene. Un cambiamento, sì, bisogna avere il coraggio di non arrenderci mai, e di valorizzare chi amiamo e chi ci ama, quelle persone meritano il nostro rispetto. Per il resto, beh, nessuno ha bisogno di nessuno, del resto spetta a noi essere felici.
                  Composto lunedì 8 luglio 2013
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                    Scritto da: amber
                    in Diario (Esperienze)
                    Quello che non sono non lo diventerò mai, però devo almeno riuscire a diventare quello che sono. Inutile dire che non è facile, e che il mondo vuole tutto da me tranne questo. Ma, in fin dei conti chi è il mondo? Ognuno chiama mondo la realtà che conosce, le persone con cui (magari suo malgrado ) ha a che fare, ma questa per quando grande sia non è che una minima parte di ciò che è il mondo, il quale mondo non è che una minima parte di ciò che è l'universo nel quale si trova.
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