Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz
Quando fu prima il mio signor concetto,
tutti i pianeti in ciel, tutte le stelle
gli dier le grazie, e queste doti e quelle,
perch'ei fosse tra noi solo perfetto.
Saturno diègli altezza d'intelletto;
Giove il cercar le cose degne e belle;
Marte appo lui fece ogn'altr'uomo imbelle;
Febo gli empì di stile e senno il petto;
Vener gli dié bellezza e leggiadria;
eloquenza Mercurio; ma la luna
lo fè gelato più ch'io non vorria.
Di queste tante e rare grazie ognuna
m'infiammò de la chiara fiamma mia,
e per agghiacciar lui restò quell'una.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    È come quando le mie labbra

    Si posano sul flauto
    E ne esce una armonia nuova.
    È come quando
    Dal mio fiato nascono
    Melodie cantate al vento.
    È come quando
    Sfiori con le tue mani
    I petali di un fiore bagnato dalla rugiada.
    È come quando
    La mia mano…
    Cerca altre mani per intraprendere il cammino.
    È come quando
    Il tassello di un puzzle
    Trova il suo giusto collocamento
    Accanto ad un altro.
    È come tutto questo
    La mia amicizia per te.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Da quell'istante

      Da quell'istante,
      dal momento
      che ho scoperto che c'eri,
      la vita è cambiata.

      Da quell'istante
      hai stravolto i miei pensieri,
      i miei progetti,
      i miei traguardi.

      Da quell'istante
      hai occupato la mia mente,
      invaso il mio corpo,
      regalato nuove emozioni.

      Da quell'istante
      non sono più stata sola,
      prima eri dentro di me,
      ora riempi la mia vita.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Isola

        Padre, io a te
        io inchiodato a te su questo scoglio
        divino che conosci la tua alba
        e allacci la tua potenza al fulmine
        da questo culmine di spasimo
        io vinto mando a te
        vincitore di padri
        la prora disorientata delle mie parole.
        Concedi a coloro che erano ciechi
        e a dismisura adesso vedono,
        rotto il sigillo della fiamma,
        l'ustione della carezza, il fragore
        del pugno, ora che sanno
        il tossico del palmo e delle nocche
        ed è notte, profonda notte
        a occidente di ogni immaginare
        ora che le iridi conoscono
        le costellazioni del dolore e del piacere;
        concedi loro di sopportare
        per ogni ciglio sospeso alle tenebre
        al tramonto di ogni palpebra sfinita
        la pronuncia dell'alba e del crepuscolo
        e il rombo immenso, che sale dall'uomo.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Muore così un sogno fra le mani

          Certe notti sono cosi amare
          da spegnere ad uno ad uno le stelle
          coprendo il sole con il dolore di te
          Vittime di quel tempo che non passa.
          Il domani è così lontano
          e irraggiungibile al sorriso.
          Quel tic tac così maledetto
          da essere condanna
          e impedire il volo di un sogno.
          La nebbia delle lacrime
          deposita cenere di cemento
          in fondo al cuore e all'anima.
          Muore così un sogno fra le mani.
          Composta giovedì 29 novembre 2012
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            E se non puoi la vita che desideri
            cerca almeno questo
            per quanto sta in te: non sciuparla
            nel troppo commercio con la gente
            con troppe parole in un viavai frenetico.

            Non sciuparla portandola in giro
            in balìa del quotidiano
            gioco balordo degli incontri
            e degli inviti,
            fino a farne una stucchevole estranea.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Tu non hai affatto capito

              Tu non hai affatto capito,
              mia coscienza esigente, che è solo per debolezza
              se adesso ho bisticciato con te.

              E non hai affatto capito,
              quando con disprezzo ti sei vendicata,
              che causa di debolezza
              non impudenza fu - stanchezza.

              E non mi hai capito,
              e forse io non ho capito te,
              quando ti ho porto la mano
              e tu non mi hai porto la tua.

              Ma molto bene hai capito
              che è la disperazione a portarci
              alla perdita del confine, fatale,
              tra le forze del bene e del male...
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                Scritta da: Silvana Stremiz

                Ora... prima che...

                Siediti qui con me
                ancora un po'
                sul bordo di una nuvola,
                tienimi per mano
                per il tempo che rimane.

                Scriviamo una favola
                su misura
                che parli di Te
                che parli di Me
                che parli di Noi
                da raccontare ai figli
                che verranno.

                Ho bisogno di ricordi
                di memorie, di sorrisi
                di Natali ed aquiloni
                di una corsa in bici
                di quegli abiti cuciti
                di un abbraccio.

                Raccontami Mamma
                quella favola ancora
                mai raccontata,
                inventane una da portare
                con Te e da lasciare a Me
                per affrontare meglio
                il grande freddo
                della separazione.

                Ora...
                Prima che si spalanchi
                la porta dell'eternità.
                Composta sabato 8 novembre 2014
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