Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.
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Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.
Come dicono i pompieri,
non prendete mai camere oltre
il quinto piano
negli hotel di New York:
ci sono scale che vanno piú su
ma nessuno ci salirebbe.
Come dice il "New York Times",
l'ascensore cerca sempre da sé
il piano in fiamme
e si apre automaticamente
e non si chiude piú.
Sono questi gli avvisi
che dovete dimenticare
se volete uscire da voi stessi
fino a catapultarvi in cielo.
Sono andata spesso oltre
il quinto piano
salendo a manovella,
ma solo una volta
andai fino in cima.
Sessantesimo piano:
cigni e pianticelle piegàti
verso la propria tomba.
Duecentesimo piano:
montagne con la pazienza di un gatto,
il silenzio in scarpe da tennis.
Cinquecentesimo piano:
messaggi e lettere millenari,
uccelli da bere,
una cucina di nuvole.
Seicentesimo piano:
le stelle,
scheletri in fiamme
con le braccia che cantano.
E una chiave,
una chiave enorme,
che apre qualcosa
(qualche utile uscio)
da qualche parte,
lassú.
Eu amo tudo o que foi,
Tudo o que jà não è,
A dor que jà me não dòi,
A antiga e errònea fè,
O ontem que dor deixou,
O que deixou alegria
Sò porque foi, e voou
E hoje è jà outro dia.
Dall'immagine tesa
vigilo l'istante
con imminenza di attesa -
e non aspetto nessuno:
nell'ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono -
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto
a sbocciare non visto,
verrà d'improvviso,
quando meno l'avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.
Si dice ti amo
con la bocca,
lo si fa col cuore,
ci si aggiunge la passione.
Lo si dimostra coi gesti,
così diventa poi amore.
Mi manchi,
mi manca,
la tua voce.
Mi manca,
quella parte di te,
che sognava,
anche quando,
eri senza sogni.
Quel tuo stare bene,
anche quando stavi male.
Mi manca quel sorriso,
che nascondeva le lacrime.
Quelle lacrime nascoste,
dietro quei occhi chiusi.
Quegli occhi blu,
trasparenti limpidi infiniti
come il cielo.
Mi manchi...
M manchi tu papà.
Quante volte ci capita
di chiudere gli occhi
Di immaginare l'impossibile
Di vedere l'avverarsi
Di ogni sogno.
Ad occhi aperti poi tutto scompare.
Allora chiudi gli occhi
E continua pure a sognare.
Togli uomo al tuo tempo
Del frettoloso vivere
Lo sfizio di un momento
per un vivere intenso.
Datti del tempo
per l'ascolto
per il guardare
per farlo veramente.
Per il cogliere.
Per toccare
ed amare intensamente.
Non fermarti
Al superficiale
A quello che è
a portata di mano
Cerca infondo del tuo io
Troverai l'anima.
In lei la coscienza
L'amore e la pace.
Non è poi uno sfizio
Ma la vera felicità.
Sente l'uomo ciò che vuole udire,
vede l'uomo ciò che vuole vedere.
Sogna l'uomo che vuole sognare,
ama l'uomo che vuole amare.
Arriva solo laddove tiene ad arrivare.
Uomo non mettere limiti al tuo "io"
Ascolta oltre al tuo udire.
Guarda oltre al tuo vedere.
Sogna oltre al tuo solito sognare.
Ama con intensità
lascia spaziare il cuore.
Laddove non porrai limiti
raggiungerai l'infinito,
Nell'infinito l'essenza della vita.
L'ultima poesia
la scriverò con te
sulle tue labbra
sulla tua pelle.
Di me ti lascerò il profumo
nel cuore
ti attraverserò l'anima
mi ritroverai
in un ricordo
che vibrerà
dolcemente nell'eternità
di un attimo.