Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Nei Bimbi un dono prezioso

I bimbi sono privi di colore
Sono radiosi e pieni d'amore.
Sono innocenti e puri
non costruiscono muri.

Non conoscono la diversità
Sono della stessa comunità.

Da loro c'e tutto da imparare,
da loro nasce la parola amare.

Non c'e nei loro gesti finzione
Vivono con entusiasmo ed emozione.

In loro un dono prezioso,
Il vivere in modo gioioso.

In loro la vera ricchezza
una meravigliosa purezza.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Mi Hai Insegnato

    Mi hai insegnato
    che anche il dolore ti concede una sosta,
    che le lacrime mutano al nascere di un sogno,
    che ogni tormento può trovare pace,
    che anche se il tempo nulla cancella,
    tutto può mutare tutto può evolvere,
    tutto può essere, tutto può
    miracolosamente compiersi e "diventare".

    Mi hai insegnato
    che il male si può celare dietro un sorriso
    ma che dietro uno sguardo traspare solo la verità
    dove ogni male si spoglia si veste di sé.

    Mi hai insegnato
    che il silenzio può essere un dono
    o una freccia avvelenata
    pronta a uccidere e togliere il respiro.

    Ed ho imparato ascoltando
    la tua anima, perché l'ho sentita
    guardandoti negli occhi,
    perché ti ho guardato
    e ho sentito che ogni silenzio ha una sua verità.
    Ho Imparato che ogni verità è un dono
    che facciamo a chi crede in noi
    e che tutte le anime si nutrono di verità.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Manchi
      Alle parole sospese
      nelle notti vuote di te.
      A quel cuore spezzato
      che vaga fra le stelle
      in cerca di luce.

      Manchi
      Al comporsi di ogni nuovo giorno.
      A quelle braccia che attendono
      un dove stringersi la notte.
      A quelle labbra che cercano
      Il sapore di te.

      Manchi
      inevitabilmente
      come al cielo mancherebbero le stelle.
      Composta domenica 2 settembre 2012
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        In ascensore fino al cielo

        Come dicono i pompieri,
        non prendete mai camere oltre
        il quinto piano
        negli hotel di New York:
        ci sono scale che vanno piú su
        ma nessuno ci salirebbe.
        Come dice il "New York Times",
        l'ascensore cerca sempre da sé
        il piano in fiamme
        e si apre automaticamente
        e non si chiude piú.
        Sono questi gli avvisi
        che dovete dimenticare
        se volete uscire da voi stessi
        fino a catapultarvi in cielo.

        Sono andata spesso oltre
        il quinto piano
        salendo a manovella,
        ma solo una volta
        andai fino in cima.
        Sessantesimo piano:
        cigni e pianticelle piegàti
        verso la propria tomba.
        Duecentesimo piano:
        montagne con la pazienza di un gatto,
        il silenzio in scarpe da tennis.
        Cinquecentesimo piano:
        messaggi e lettere millenari,
        uccelli da bere,
        una cucina di nuvole.
        Seicentesimo piano:
        le stelle,
        scheletri in fiamme
        con le braccia che cantano.
        E una chiave,
        una chiave enorme,
        che apre qualcosa
        (qualche utile uscio)
        da qualche parte,
        lassú.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Mi manchi

          Mi manchi,
          mi manca,
          la tua voce.
          Mi manca,
          quella parte di te,
          che sognava,
          anche quando,
          eri senza sogni.
          Quel tuo stare bene,
          anche quando stavi male.
          Mi manca quel sorriso,
          che nascondeva le lacrime.
          Quelle lacrime nascoste,
          dietro quei occhi chiusi.
          Quegli occhi blu,
          trasparenti limpidi infiniti
          come il cielo.
          Mi manchi...
          M manchi tu papà.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Lo sfizio di un vivere intenso

            Togli uomo al tuo tempo
            Del frettoloso vivere
            Lo sfizio di un momento
            per un vivere intenso.
            Datti del tempo
            per l'ascolto
            per il guardare
            per farlo veramente.
            Per il cogliere.
            Per toccare
            ed amare intensamente.
            Non fermarti
            Al superficiale
            A quello che è
            a portata di mano
            Cerca infondo del tuo io
            Troverai l'anima.
            In lei la coscienza
            L'amore e la pace.
            Non è poi uno sfizio
            Ma la vera felicità.
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