Poesie personali


Scritta da: Nadia Consani
in Poesie (Poesie personali)

Dedicata

Quando impreviste parole
regalano gioia e stupore insieme,
volano lontano pensieri incontrollati
come aquiloni in balìa del vento,
oltrepassano quel monte che separa vecchie emozioni,
sfiorano il tuo viso stanco
come amorevoli carezze mai conosciute.
La ragione è violentata da mille perché,
mentre il profumo del biancospino
si spinge oltre i confini dell'impossibile.
Si erano spezzati teneri germogli
appena concepiti dalla primavera,
distacco blindato da un futuro crudele
che ha lasciato un segno indelebile
su due essenze provate dalla vita,
ma un giorno non lontano
su una nuvola vista mare,
troveranno una risposta a quei mille perché.
Composta lunedì 8 giugno 2015
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    in Poesie (Poesie personali)
    Vorrei innamorarmi di nuovo
    una volta sola
    respirare insieme a lui
    sorridere solo perché c'è lui
    abbracciare il sole
    perché lui esiste
    sentire il palpito delle rose
    viaggiare su sentieri inesplorati
    giocare con le luci dell'alba
    non riuscire più a dormire
    sapere che posso ancora
    innamorarmi
    una volta sola
    come se avessi 15 anni
    come se non dovesse mai finire.
    Composta venerdì 5 giugno 2015
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      in Poesie (Poesie personali)

      Sappi che

      Ti scrivo da un pensiero da te,
      un pensiero che ci rende distanti.
      La distanza fra noi l'hanno colmata gli altri
      e si sono talmente impegnati
      che non solo hanno riempito il vuoto
      ma hanno costruito una montagna invalicabile.
      Io di qua,
      tu di là.
      Condividiamo solo la poca luce che ci arriva da molto in alto.
      Ed ogni volta che alzo gli occhi
      spero che anche tu faccia lo stesso in quel momento.
      Così almeno avremo qualcosa in comune.
      Composta venerdì 5 giugno 2015
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        Scritta da: Alessio Canestrale
        in Poesie (Poesie personali)
        Sabbia rodente,
        sapore di mare.
        Pelle bollente,
        gabbiano schizzar via dal mare.
        Odi canzoni di rondini,
        al ritmo di onde,
        balzar fuori dall'acqua due delfini
        assaporare il gusto del mar.
        Al tramontar del sole,
        una nuova canzone,
        gabbiani in fuga,
        a volteggiare in aria in cerca
        di quel che sarà un nuovo giorno anche per lei, tartaruga.
        Composta giovedì 4 giugno 2015
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          Scritta da: Giacomo Moglia
          in Poesie (Poesie personali)

          Nel mondo

          Incombe il pericolo
          quando si ferma il battito ed il pulsar
          della ragione
          si manifesta
          odio e povertà.
          Troneggia tra le mura
          nessun grido verrà ascoltato
          uguale il fuori
          visibile
          ma non per questo
          meno rabbioso
          tutti sordi i passanti
          regna l'indifferenza
          che spietata li accoglie
          umani inermi si sbracciano
          e ridono nell'oblio
          della paura
          sanno che vita è breve
          e non si chiedono
          dove poter guarire il cuore
          per rendere migliore
          al prossimo
          un attimo d'amore.
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            Scritta da: Santi Cicardo
            in Poesie (Poesie personali)
            aprì la piccola valigia
            tirò fuori i vestiti
            li poggiò sul letto sfatto
            ancora umido
            li dispose per colore dal più chiaro al più scuro.
            s'allontanò e si piazzò davanti allo specchio lasciandoseli alle spalle.
            per ognuno rivisse
            i giorni in cui lei li aveva indossati
            quello della sera
            in cui avevano inventato le loro parole
            quello della spiaggia
            che il mare non aveva conosciuto
            quello che l'altro le aveva sfilato
            addossandola al muro e poi sul tavolo
            che ora non era più di legno ma di muscoli
            e nervi e piacere
            e rantoli
            carezze
            e umori di maschio e femmina
            si scrutò senza alcun interesse
            non sentì nulla
            niente d'affilato che tagliasse
            o lacerasse
            o trafiggesse
            eccetto un ago di pino
            conficcato in un occhio che colava resina
            s'adagiò
            combaciando colla forma che lei aveva lasciato
            attorniato da un arcobaleno di stoffe
            inzuppò
            il cuscino di liquido colloso
            che prima di chiudere gli occhi
            l'antichità delle carezze di lei ci avrebbe incollato
            ché l'amore si sa non è fatto per durare
            e archeologi di cocci bisogna diventare
            poi
            dormì
            e dormì ancora
            dormì.
            Composta lunedì 1 giugno 2015
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