Poesie personali


Scritta da: Donato Caione
in Poesie (Poesie personali)

Pianto al faro

Ho sentito piangere gli uccelli
quella sera di luglio al faro
camminando tra sentieri belli
al calar del giorno, di luce avaro.
Ho ascoltato le Diomedee
e il loro mesto pianto
delle Tremiti son le dee
e un vagito è il loro canto.
Piangono sulla tomba di Diomede
e sull'isola di San Nicola gli albatros
rendono al condottier la loro fede
e ricordano tristezza e tanatos.
Da molto lontano son partite
per rendere omaggio al loro Dio
per sempre punito da Afrodite
qui Diomede a pagare il fio.
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    Scritta da: Andrea Improta
    in Poesie (Poesie personali)

    Io ti amo scalza

    Nessuno osi toccare questa notte,
    nessuno osi placare questo silenzio.
    Arriva qua,
    voglio solo il suono
    dei tuoi piedi nudi,
    io ti amo scalza.
    Ho ucciso la rabbia carnefice
    che ora giace là,
    tra i piatti sporchi
    e le pulite ipocrisie.
    Ucciderò anche la morte
    che hai dentro,
    spogliandoti come uva
    dalla vigna verde;
    dov'eri nata te
    quando gemevi giovane.
    E lì rinascerai,
    rugiada di tempesta.
    Giocheremo forte
    io, te e il tempo;
    punteremo tutto.
    Anche i tuoi sogni affogati.
    Punteremo tutto:
    ci azzarderemo ancora
    a credere all'amore.
    Composta venerdì 6 novembre 2015
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      Scritta da: ROBERTO POZZI
      in Poesie (Poesie personali)

      Piedestalli

      Certamente è sbagliato
      collocare le anime vicine al cuore
      su piedestalli così in alto
      che per ammirarli bisogna inchinarsi
      e guadare verso il cielo.

      Frutti di malate fantasie
      benediciamo come nuovi santi
      esseri considerati grandi amici,
      li investiamo di qualità divine
      che neanche nei sogni posseggono,
      permettendo a loro la libertà
      di arrecarci inimmaginabili torti.

      Eccetto per il peggiore di tutti,
      il peccato commesso a fin di bene,
      la cattiveria dietro l'apparenza dell'affetto
      espressa in una superficiale valutazione
      da farci vergognare chi siamo
      e in cosa crediamo veramente.

      Dopo l'apertura del nefasto vaso,
      l'inizio della fine comincerà da subito,
      l'abbattimento di quell'oscuro semidio
      ci trascinerà nell'infinito barato
      a contemplare quell'assurdità
      tra le rovine della sua statua.
      Composta martedì 17 novembre 2015
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        Scritta da: Gioele Pelonero
        in Poesie (Poesie personali)

        Humus

        Terra mia, benedetta la tua aurora,
        il giorno del tuo glorioso riscatto!

        Fra i colli le brezze ne spargono la voce,
        nell'aria le rondini ne portano il canto!
        Le aquile indomite ne annunciano la gloria
        più grande del sole!
        Fra i luoghi e nei tempi più arcani,
        nei laghi e i giardini più ameni,
        voce santa ti elesse come stella,
        sacro dire in te accese la scintilla!

        Non poté tanto grande bellezza
        sottrarsi alle brame più oscure,
        né la lotta da inique sventure
        a fermare il destino riuscì.
        Nell'affanno sopraggiunsero i pianti,
        le ombre se ne andarono ridenti;
        caligine e buio per le valli,
        grigiore e oscurità sui ruscelli.

        Da allora fra tramonti e primavere,
        con il gelo, un pensiero si svolse:
        il tempo che il riso ci tolse
        al nemico la vendetta porterà!
        Fra le danze passarono gli anni,
        come sorsi trascorsero indenni.
        Le grida di ragazzi e di fanciulle
        rischiaravano le notti come stelle,
        inneggiando fra quelle sacre fiamme
        al perduto tempo delle gemme.

        Nuove gesta ed imprese gloriose
        di ardore la storia portò!
        In quei giorni esultanza e vittoria
        il Signore ci donò!
        Composta domenica 22 novembre 2015
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          Scritta da: Maia
          in Poesie (Poesie personali)

          Differenziata indifferenza

          E ci sarà un domani
          in cui raccoglierò in silenzio
          i miei quattro stracci trascurati
          e sarà quel segno: un tappo di bottiglia
          il biglietto di un treno
          un numero, una sbrindellata "G"
          a portarmi qui
          dove l'oggi ancora mi connette
          ad un passato
          di verdure decomposte
          da scaraventare nel bidone
          della differenziata indifferenza.
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            Scritta da: virtuoso
            in Poesie (Poesie personali)
            Mio spirito,
            che mostri lineamenti d'infinito
            e sovverti la logica dell'indifferenza
            rivestendo sembianze d'amore.
            Mia pace,
            spodestata dall'espressione più autentica
            che potessi mai riconoscere.
            Mio essere,
            che assapori la dolcezza di esistere
            in un luogo ignoto, come fossi bendato.
            Miei sensi tutti,
            che danzate come ospiti d'una festa
            io vi guardo, attonito ed estasiato,
            spettatore inerme e mai pago,
            ad applaudire senza fine.
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              Scritta da: Giovanni Lufino
              in Poesie (Poesie personali, Poesie d'amore)

              E vorrei...

              Vorrei essere un gabbiano
              per volare libero nel cielo;
              vorrei essere il vento
              per soffiare nei tuoi capelli e accarezzare il tuo viso;
              vorrei essere un torrente
              per trascinarti via con me;
              vorrei essere il sole
              per scaldare il tuo cuore;
              vorrei essere la luna
              per vederti sognare;
              vorrei essere la pioggia
              per bagnarti d'amore;
              vorrei essere una lacrima
              per scivolare sul tuo viso;
              vorrei essere un libro
              per farmi leggere dentro;
              vorrei essere la tua anima
              per restarti sempre vicina;
              vorrei essere un fiore
              per confondermi con la tua bellezza;
              vorrei essere un quadro
              per piacerti ogni volta che lo vedi;
              vorrei essere un violino
              per farti sentire la dolcezza del suono;
              vorrei essere un fuoco
              per accendere il tuo amore;
              vorrei essere una stella
              per illuminare i tuoi occhi;
              vorrei essere un pagliaccio
              per vederti sorridere sempre;
              vorrei essere un oceano
              per farti immergere in me stesso;
              vorrei essere una montagna
              per osservarti ovunque tu sia;
              vorrei essere un poeta
              per lodare la tua persona;
              mi basta che tu sia con me per avere tutto di te.
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                Scritta da: Giacomo Moglia
                in Poesie (Poesie personali)

                Il riposo dell'anima

                Quando muovo questo debole corpo
                sento rumore
                trafigge il riposo della mente assopita
                che cerca il colore
                dove impossibile si tinge
                e crea nero
                nero di seppia
                talmente devastata
                l'immagine fugge
                il sotterraneo labirinto non
                ha dimora
                e piange di brutto
                voce soave mi avverte
                e non tendo l'udito
                che privo di calma
                reagisce
                dona a noi la pace
                tu che aspetti preghiera
                imprimi il sigillo
                nel petto tremante
                e addormenta la rabbia
                che consuma la vita
                e così protetto
                mi addormento
                nel soffio dell'anima
                che si piega pacifica
                aspettando la pace.
                Composta giovedì 17 settembre 2015
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