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Poesie di Andrea Improta

Nato venerdì 24 gennaio 1964 a Firenze (Italia)

Scritta da: Andrea Improta

Dovunque vai

Qui da un po' non volano aeroplani
e neanche tu piccolo sogno mio;
piccolo sì, illuso, alcolico e deriso.
Eppure sei.
Eppure resti,
resti così bello tu,
che ti spettini dentro un volto a metà.
Attore senza copione
tra la pioggia e il sole,
sempre e più di sempre;
dovunque vai,
dovunque va,
dovunque sei.
Dove le barche graffiano ogni mare
e le poesie fanno cantare,
ci sei ancora tu piccolo sogno mio,
che anche le nuvole sono in cielo senza ali.
Tu, dentro una grande storia d'amore
che vivi e poi racconterai;
scrivimi i titoli di coda
senza perdermi mai.

#Permiafortunaamandomisonorovinatolavita
Andrea Improta
Composta mercoledì 17 gennaio 2018
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    Scritta da: Andrea Improta

    Dove sono

    Dov'è,
    dove sei, dove sono.
    Io che torno sui passi
    e dai passi vado altrove, ora,
    in un mondo che non c'è;
    non c'è il bimbo,
    non ci sono più le favole dei lupi
    e allora grido inutili poesie.
    Sono le notti delle curve,
    delle guerre, della nebbia;
    uno specchio ed io,
    sono due uomini e nessuno.
    Dio salvi Mozart, Bukowski, il vino,
    il mare, la donna e l'amore.

    Mi aggrappo al mio vagare
    che tutto cambia ancora,
    al vento e alla morte, perdono,
    per chi non vede più quella ginestra;
    fiore e whisky, c'è chi spera.
    E tu che aspetti occhi belli,
    a che ti serve giudicare?
    Lasciati amare ancora, pelle nuda,
    lasciati amare.
    Che ho visto più di una vita,
    la scienza cadere e i pensieri volare;
    io tremo, bacio le gocce e prego.
    Dio salvi Mozart, Bukowski, il vino,
    il mare, la donna e l'amore.

    #Permiafortunaamandomisonorovinatolavita
    Andrea Improta
    Composta sabato 27 gennaio 2018
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      Scritta da: Andrea Improta

      Solo acqua corrente

      Voglio terra e carne
      che se ha unghie
      graffi fino in fondo,
      che se ha voce
      urli il vero;
      fino a fare male.
      Più dentro,
      più dentro ancora,
      nel marcio della sedia
      da cui cado.
      Cado e ritorno
      di legno nero e radici.
      Più dentro, dove esisto,
      dove mi amo e so amare.
      Ridammi gli occhi e il fiato,
      altri giorni,
      due gocce e domani.
      Cosa credi che io sia?
      Cosa credi che io voglia?
      Solo acqua corrente
      che mi prenda, come sono.
      E te,
      vicina, più vicina,
      nella piazza
      dove i folli si spogliano nudi,
      e saltano per incontrare le nuvole.
      Senza perdersi mai.
      Andrea Improta
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        Scritta da: Andrea Improta

        E poi la chiami storia

        Vedi che grande artista è questa vita.
        Si sveglia, si trucca,
        pennella i grandi occhi a gambe strette
        mentre cammina là su quella strada;
        amica, amante e un po' puttana,
        quando si volta e tu la paghi.
        Però ha la schiena nuda,
        fondo di una luna,
        e lei la adori;
        lanci le carte e punti ancora
        anche se sai,
        lo sai che perderai.
        Ma poi la chiami storia,
        dietro file di bottiglie, di baci, di coltelli,
        la cerchi ovunque
        in mezzo a vetri rotti, marciapiedi soli
        ed angeli sbandati che raccontano di te.
        Di favole fantastiche,
        inquietudini e altre età.
        E lei è di nuovo là,
        con le sue scarpe in mano
        tra la sabbia fredda e il mare,
        dove non sai e sarai;
        come una radio di notte
        che si accende alle tre.
        E ti sorprende,
        ancora,
        a far l'amore.
        Con la tua storia e te.
        Andrea Improta
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          Scritta da: Andrea Improta

          Io ti amo scalza

          Nessuno osi toccare questa notte,
          nessuno osi placare questo silenzio.
          Arriva qua,
          voglio solo il suono
          dei tuoi piedi nudi,
          io ti amo scalza.
          Ho ucciso la rabbia carnefice
          che ora giace là,
          tra i piatti sporchi
          e le pulite ipocrisie.
          Ucciderò anche la morte
          che hai dentro,
          spogliandoti come uva
          dalla vigna verde;
          dov'eri nata te
          quando gemevi giovane.
          E lì rinascerai,
          rugiada di tempesta.
          Giocheremo forte
          io, te e il tempo;
          punteremo tutto.
          Anche i tuoi sogni affogati.
          Punteremo tutto:
          ci azzarderemo ancora
          a credere all'amore.
          Andrea Improta
          Composta venerdì 6 novembre 2015
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