Poesie personali


Scritta da: ilBianco EilNero
in Poesie (Poesie personali)

Sottopelle

Non mi era mai capitato di sentirti così forte. Sottopelle.
Per poi scorrere con la stessa intensità verso il petto.

Sei desiderio convulso che freme sulla pelle.
Sei voglia che morde affamata la carne.
Un piacere doloroso che attanaglia le viscere.
Come ossigeno dopo un'apnea.
Sei pensieri che pulsano nel mio sesso e colano imperlando le cosce.
Carne scoperta che brucia all'aria e pelle tremante.

Sei fame ossessiva. Bulimica. Insaziabile.

Sei urgenza nell'attesa.

Non mi era mai capitato di sentirti così forte sottopelle.
Di sentirti così prepotente dentro me.
I tuoi pensieri spansi dentro i miei, il tuo cazzo perso dentro me.
Nella mia figa, nel mio culo, nella mia bocca.
Così forte da non riconoscere più i miei confini.
Così travolgente da togliere il respiro.

Non mi era mai capitato di sentirti così forte sottopelle.
Così forte da sentire il tuo piacere e farlo mio.

Non mi era mai capitato.
Mai.
Di sentirti così.
Tra la pelle ed il cuore.
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    Scritta da: Violina Sirola
    in Poesie (Poesie personali)

    Bellezza

    Incantevole mare
    bellezza ardente giù
    dall'Etna sciara sentiero
    rosso oro intorno tinge
    tutti insieme
    nel rogo l'anima vola
    e i fili delle menti
    un cavo solo in verticale
    sale buca il cielo
    anime nude le vesti
    sono ceneri infeconde
    notte di fuoco
    come a Pompei la Vergine
    risorge a Mompileri
    fantastica preghiera
    odorata ginestra
    contenta dei deserti
    adorni le tombe di basalto
    la memoria
    dei morti senza nome.
    Manna dal cielo
    l'oscuro labirinto
    della mente
    la demenza
    la libertà cercata
    a Bronte o nel mare
    di Sicilia la cenere ricopre.
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      Scritta da: Violina Sirola
      in Poesie (Poesie personali)

      Amo il nemico

      Sardonica la luna allarga il riso
      sul mare delle congetture
      un riso amaro inghiotte
      l'onda scura. Mio Dio
      mi trovo qui in trincea
      sono al fronte mi puntano i cecchini
      un occhio solo trasudano i miei pori
      dagli occhi della pelle piange sale
      un riso amaro. Nessun martirio
      non sono un kamikaze sono
      un verme mi trovo faccia
      a faccia con la morte
      che decida la sorte!
      La dignità è denaro nel grembo
      della mamma come un fiore
      raccolto questo il prezzo
      io sono quell'insetto
      sono un verme.
      Proprio così voglio che sia bruciata
      la mia carne è forza senza forma
      la coscienza anima persa
      sfugge al controllo.
      Io sono qui in trincea
      sono al fronte Dio mio
      forse dovrei combattere da
      eroe ero... e sì proprio così
      io ero mi cullano le onde
      è letto il fiume
      la mia coperta il sole
      il fiume corre
      a mare l'acqua inghiotte
      acqua primordiale.
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        Scritta da: Giacomo Moglia
        in Poesie (Poesie personali)

        Apparizione

        Quando il cielo si tinge improvviso
        rimane nell'aria una polvere strana
        si posa invisibile tra nomi e cognomi
        emergono visi e mani piegate dal vento
        di strada in strada crea polvere blu
        trapassa il vestiario
        mentre si sposta solletica il petto
        brucia nell'occhio
        che rosso diventa
        quando una luce illumina il cielo
        ed è subito nero
        tempesta in arrivo emana paura
        tra nomi e cognomi
        si sente il respiro affannoso
        si cerca riparo
        si chiede perdono
        ma l'ombra del male li avvolge
        in quel manto di polvere blu
        chiedono aiuto
        appare
        una vergine Madre
        che nel grande marasma
        tende loro la mano
        poi scompare
        in quel cielo
        lasciando il suo velo
        cadere
        tutto torna sublime
        infinito
        nomi e cognomi
        restano solo memoria
        per l'aldilà.
        Composta mercoledì 23 settembre 2015
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          Scritta da: Mirella Rossi
          in Poesie (Poesie personali)

          L'estate

          L'estate racconta la mia canzone
          di desideri e sogni
          lasciati andare come acqua di sorgente.
          Acqua fresca e dissetante
          che scorre tra le dita della mano
          e lascia solo promesse
          di un futuro incerto.
          Rincorro il torrente con gli occhi,
          mi siedo, assorta e
          ascolto la musica dell'acqua
          che suona la mia canzone d'estate .
          Estate senza te che hai rubato i sogni
          e la speranza di una felicità lontana.
          L'aria è cristallina
          gocce di lacrime calde cadono
          sulle mani bagnate
          si disperdono e muoiono
          proprio come me.
          Ciò che manca alla mia vita è la speranza
          Ciò che manca al mio domani
          è un oggi da vivere
          ciò che manca al mio oggi
          è il coraggio per farlo
          da sola.
          L'estate racconta la mia canzone.
          Composta martedì 7 luglio 2015
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            Scritta da: Giuseppe Mudu
            in Poesie (Poesie personali)
            Sono ombre che non vanno più via
            Come statue scolpite nel buio
            I ricordi lontani nel tempo
            Scandiscono la vita che scorre
            Sono ombre che un sole mi ha dato
            E che nessuno ha mai più cancellato
            Mi accompagnano fedeli nel tempo
            Vicine alle mie nostalgie
            Sono ombre che non vanno più via
            Se un altro sole non sarà solo mio.
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