Scritta da: Andrea De Candia
in Poesie (Poesie personali)
La pupilla di tuorlo
si versa sull'azzurra
schiena del drago a scaglie
finché spersa è la curva,
la palpebra di sangue.
Composta domenica 29 novembre 2015
La pupilla di tuorlo
si versa sull'azzurra
schiena del drago a scaglie
finché spersa è la curva,
la palpebra di sangue.
E poi arriva il giorno in cui,
ti stanchi di tutto,
di aspettare,
di credere a promesse
che mai verranno mantenute,
di aspettare il giorno migliore,
quello che non arriverà mai,
ti stanchi di tutte le volte
che avresti voluto dire no
e non ce l'hai fatta!
Ti stanchi di vivere
una vita che non ti appartiene
e dici basta!
Basta,
perché il tempo passa,
la vita non ritorna due volte.
E decidi di vivere,
questa volta però
a modo tuo.
La coscienza del tempo che passa
uno specchio che non mi guarda
il vuoto dentro che mi inghiotte
il sentirmi vero solo nella mia ombra di notte
Capire il senso di tutto
cercando le chiavi di quello scrigno
che da qualche parte è nascosto in me,
cercare in esso quella felicità,
vera e semplice,
che vive nel ridere singhiozzato di un neonato
Trovare invece ad aspettarmi
un baule sempre aperto,
pieno di urla disperate
di gabbiani non capiti.
E allora rido, rido... chiudo il baule e rido
Ma sono sorrisi disadorni
come nei quadri posti in soffitta
nel loro esistere stesso
la più profonda sconfitta.
E mi sono innamorato di te
senza un nome, senza un perché
alla luce della luna
che illuminava i tuoi occhi,
mentre le stelle erano alte in cielo a guardare
le nostre anime brillare!
Nella scia del firmamento
le stelle sorridono
ai nostri sbagli
così, ci inviano messaggi di luce
carichi d'amore
e noi, allor, quando lo sguardo
rovesciamo all'insù
e una stella cadente
appare nel nostro
ritaglio di cielo,
cerchiamo di catturar il loro
splendido movimento
giunto per noi da un remoto tempo,
per rasserenar l'animo
che diventerà sì contento.
L'aborto è il trionfo dell'ignoranza,
dell'incoscienza,
dell'egoismo e della viltà.
I bambini sono piccoli,
sono indifesi,
sono innocenti ed hanno diritto alla vita!
Di solitudine lacrime amare
scorrono
da sguardo sofferente
non s'accorge il cuore
che vita la stagione offre.
Spenta s'è l'essenza
notte d'inverno glaciale
allorché
l'amore adorato
è stato chiamato.
Lo sguardo mi ha donato
e a Dio s'è affidato.
Più cammino non distinguo
rinata son io
a vita di morte.
Nella lacrima sta
l'inespugnabile.
Scorrono come la corrente
del fiume della nostra anima.
Nella stanza chiusa del cuore
c'è la sala d'aspetto
dove tutti attendono nessuno,
vanno dove la carne sparisce
e le ossa si spezzano
e alla fine ritornano
dove la lacrima sta.
Costringiamo la notte a venire fuori,
liberiamo il mondo da questi orrori,
che la pioggia scenda e lavi il sangue,
versato innocente da chi non c'entra niente.
Che i fiori nascano cullati dal vento
e il plagio nascosto sparisca dal mondo,
che un'arma comune svanisca per sempre,
e un fanciullo sbocci senza saperne niente.
Un'altra alba dobbiamo vedere
e non un kamikaze che si fa saltare,
per una religione che è solo conveniente,
urlata al vento e non compresa sempre.
Un'altra alba sorgerà ancora,
su questa terra e sull'aurora,
un altro giorno un altro sole,
riscalderà il cuore delle persone.
Fatti inventati
rendono la narrazione
favola
e qui il paesaggio
si trasforma
cose piccole si fanno grandi
animali strani dal linguaggio umano
predicano proverbi
uomini magici
con schioccare di dita
trasformano il vento
leggero
in nuvole dolci di panna
bimbi dai costumi grotteschi
divorano libri di pongo
dai mille colori
che insegnano a guardare
le stelle
e cavalcare il cavallo
dal crine dorato
ed è subito festa
la morale
accompagna la fine
che insegna
la via per non arrendersi
mai.