Poesie personali


Scritta da: Iris Vignola
in Poesie (Poesie personali)

Vieni con me

Dell'onda, infrangente il caldo arenile,
carezzevole sussurro, giunge a me,
immerso nella tua seducente voce
che, sotto spoglia di aitante rapace,
l'ha fatto suo,
al fine di condurre, d'amore,
diafane parole
che, l'anima mia, lusingano,
passando per il cuore.
"Vieni con me, mio dolce amore.
Ti prenderò la mano,
acciocché portarti lontano,
esplorando nuovi mondi,
fra immense stelle e buchi neri,
dentro cui inoltrarci,
per scoprirne l'eterno ignoto.
Vieni con me, mio dolce amore.
Dammi la mano,
qui, sola, non ti lascio,
in questo triste mondo sciagurato;
dagli Angeli, mi farò donare
eteree ali, con cui poter volare
o ribelle unicorno scoverò
e saprò domare
per condurti con me, anima mia,
verso l'azzurro cielo e ancor più su,
tra lucente energia dell'infinito divino,
in cui ci perderemo,
ma tu sarai per sempre mia".
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    Scritta da: Iris Vignola
    in Poesie (Poesie personali)

    Tempesta

    La tempesta sta arrivando,
    violenta,
    devastando tutto,
    nella sua folle corsa.
    Sconvolge il cielo
    e, infida,
    infuria sul mare,
    destandolo dal suo riposo,
    gettando acqua
    su acqua,
    in questa notte
    appena nata
    e tranquilla.
    Il vento sibila,
    soffiando all'impazzata
    su di esso che,
    irato,
    si rivolta,
    sobillando
    e gonfiando
    le sue onde placide,
    coronandole di cresta,
    bianca e schiumosa,
    che va ad infrangersi
    sugli scogli,
    immobili
    e impettiti,
    come sentinelle sparse.
    Miriadi
    di particelle di salsedine
    si effondono nell'aria.
    L'odore del mare
    si fa più intenso.
    Spuma candida
    si riversa sulla battigia,
    ancora calda
    e la riempie,
    come grembo di donna,
    per poi ritirarsi,
    in un andirivieni
    armonicamente ritmato.
    Il mio spirito tormentato
    osserva,
    invidiando
    la fine sabbia
    che si lascia trascinare
    nel fondale buio.
    Oscuro come il mio pensiero.
    Lampi istantanei
    irradiano di luce,
    squarciando
    ogni tenebra,
    ogni ombra,
    fuorché
    tenebre e ombre
    che albergano dentro di me.
    Luce fredda,
    luce vana.
    Altra è la luce che agogno,
    che mi salverebbe.
    Boati fragorosi,
    come fuochi d'artificio,
    esplodono nella testa,
    rimbombando.
    La tempesta si allontana,
    improvvisa,
    così come è arrivata
    e il mare si calma,
    riprendendo
    il sonno interrotto.
    Il silenzio
    regna nella notte,
    tutt'intorno.
    Ma, nel mio cuore,
    c'è ancora tempesta.
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      Scritta da: Iris Vignola
      in Poesie (Poesie personali)

      Triste il pensiero di chi l'ha fatto verbo

      Alberi sacri, sembran meditare,
      l'ombre li sovrastano.
      Immobili custodi della morte,
      respirano, dove il respiro s'è fermato,
      dove i sogni han preso il volo,
      per disgregarsi in cielo.
      S'è arrestato il tempo,
      tra sepolcri infioriti
      ed altri oramai dimenticati.
      In essi, rivive unicamente il ricordo di chi è stato.
      Non più s'ode voce, dai corpi distesi,
      palpebre han serrato gli occhi,
      la carne, putrefatta,
      divengon polvere l'ossa.
      Miseranda fine della spoglia,
      che s'avrebbe voluta infinita.
      Miserevolmente sconfitta,
      la materia, allo spirito, s'inchina.
      Incongruenza d'un viver mendace e fittizio,
      nel concepir la vita come vero.
      Triste il pensiero di chi l'ha fatto verbo,
      senza alcunché di dubbio,
      considerandolo sinonimo di fine eterna,
      nella certezza che non resti nulla
      e tutto, alfin, ridotto solo a cenere.
      Né anime immortali, né vite alternative
      e sempiterne.
      Bieca visione sconfortante, nel precluderci la speme,
      nel proclamar insignificante il senso d'esser vivi,
      confidando nel significato, a noi, velato.
      Nel mesto cimitero solitario,
      il vento smuove le fronde e s'aggira fra le tombe,
      sibilando piano, acciocché non spegner lumi accesi,
      con gran rispetto,
      dacché non ledere il silenzio
      cingente, in un abbraccio, quell'angolo di pace,
      in cui tutto tace, bensì alcun non possa udire.
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        Scritta da: Iris Vignola
        in Poesie (Poesie personali)

        Se l'amore

        Se l'amore di una madre appar incondizionato,
        allor io t'amo,
        dai 40 anni che ci separan dal momento
        in cui ti misi al mondo.
        Se l'esistere d'un figlio è la cosa più importante,
        allor io t'amo,
        dai miei anni in fiore,
        avevo il frutto dell'amore, mia carne e mio sangue.
        Un piccolo fagotto... nulla e nessuno
        sarebbe riuscito, da me, a separarti.
        Nulla avrei, di più, immensamente amato.
        Bello, come radiosa aurora,
        folti capelli scuri,
        occhioni neri, grandi come fari
        e carnose e rosse labbra.
        Come un ossesso, urlavi per la fame
        ma, immediato, t'addormentavi,
        nel sugger dal mio seno.
        Il tuo vagito, deciso, squillava alto
        un canto per l'udito mio, all'inizio!
        Il primo bagno, ancora lo rimembro.
        E poi crescesti in fretta,
        la scuola, il primo amore, le tante marachelle.
        Conflittuale adolescenza, sfuggivi dalle mani.
        Eppur abbiam vissuto, tra gioie e tra dolori.
        Il viver quotidiano s'è palesato, talvolta, girone dell'inferno,
        seppur'altre, giulivo, com'angolo di paradiso.
        Ma, fra sprazzi di luci e d'ombre, abbiamo proceduto,
        lottato, sperato nel domani,
        infranto ostacoli ch'intendevano annientarci,
        consci della certezza d'una forza innata,
        donata a noi, che mai è andata persa.
        Mai s'è spezzato quel cordone ombelicale,
        sottile filo sapiente a superar distanze,
        senz'ombra d'incrinatura,
        che unisce madre e figlio, per la vita,
        come fosse ognor nel materno grembo.
        Forgiato da valori, nel divenir adulto,
        sei luce per chiunque ti stia accanto,
        chi ami t'imperson'amore eterno ed assoluto,
        sei ciò che avrei desiderato, se non t'avessi avuto.
        L'amore mio, per te, è pressoché infinito.
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          Scritta da: Iris Vignola
          in Poesie (Poesie personali)

          Lacrime di cera

          Ad esalar s'appresta l'ultimo respiro,
          lume raggelato, da muto schiaffo d'un truce soffio d'aria,
          entrato di soppiatto, ch'ha osato spegnerlo,
          per poi, fugace alito, dissolversi nel nulla.
          Or ora non rischiara, dissipando l'ombre,
          ripresentatesi, di molto spaventose e ignote.
          Ad avvistar fantasmi, scruta, lo sguardo mio sagace.
          Lacrime di cera,
          ch'eran sgorgate, roventi, raffreddatesi scendendo,
          sono indurite, nel mentre s'adagiavano,
          nel sagomar il fondo del candelabro,
          m'ha assalito la penombra, all'improvviso.
          Mesta, la scrittura solitaria, ho abbandonato,
          giacché s'è fatto tardi.
          Mai mi son detto poeta, né scrittore,
          né tantomeno autore di prosa o di poemi,
          né di poesia o di sonetti brevi.
          M'arrangio a tesser storie d'altri tempi,
          dacché allettanti assai
          ché, dei moderni, non reggono al confronto,
          più fantasiose e affascinanti,
          intrise di maestà, di cavalieri e belle dame,
          nonché giullari estrosi, d'ilarità maestri,
          di serenate alle donzelle, brillanti menestrelli.
          Gl'occhi fatican nel restare aperti,
          scendon le palpebre, nel volerli cinger nell'abbraccio.
          Vacillanti dita s'apron, instabile, la penna cade, su lo scrittoio
          perendo alfin, disgiunta dalla mano, in tal mio libro,
          dov'appassiti crisantemi la copron, nel distendere lo stelo,
          quasi ad onorar transitoria, seppur morte fittizia e dolce.
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            Scritta da: Iris Vignola
            in Poesie (Poesie personali)

            Incontro d'amore

            Assalita d'emozione,
            cercherò, fra tanti, gli occhi tuoi,
            profonde pozze d'acqua cristallina,
            tinte, del cielo azzurro, il colore,
            dentro cui sprofonderò,
            mentre mi parleranno al cuore
            e, tra la folla, mi guideranno,
            verso di te, amore,
            intanto che, nel caotico rumore,
            divenuto, per noi,
            silenzio, all'improvviso,
            percepirò il dolce suono,
            della suadente voce.
            Mi abbraccerai e ti abbraccerò,
            mi bacerai e ti bacerò.
            Aggrappata alla tua mano,
            com'edera avvolgente,
            ovunque vorrai, testè mi condurrai,
            finanche in capo al mondo,
            o nello spazio dell'etereo cosmo,
            seppur ti seguirei, semplicemente,
            sull'ignuda terra, col soffitto di stelle.
            Mi amerai e ti amerò,
            in me, ti perderai e in te, mi perderò.
            Un solo corpo ed anima,
            sublimati nell'incontro d'amore,
            io e te, perdutamente,
            diverremo in quel magico istante,
            bensì, se il ciel vorrà,
            fors'anche eternamente.
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              Scritta da: Iris Vignola
              in Poesie (Poesie personali)

              Portami a ballare

              Portami a ballare,
              stringimi a te, amore.
              Sarai per me amico,
              amante e dolce sposo,
              se non davanti a Dio,
              di certo, nel mio cuore.
              Accettami così,
              senza volermi cambiare,
              com'io farò con te,
              per meglio, l'io tuo, rispettare.
              Portami a ballare
              e balla insieme a me,
              stringendo la mia mano,
              tra un bacio e l'altro,
              sussurrandomi "Ti amo".
              Scordiamo le paure,
              che salgono da dentro,
              lasciamo entrare luce,
              ad arrecarci pace.
              Portami a ballare
              e stringimi a te, amore.
              Nella gremita sala,
              soltanto noi, ci troveremo,
              poiché ci escluderemo,
              da ciò che ruota intorno,
              in questo pazzo mondo.
              Armiamo il nostro spirito
              di stima e di fiducia,
              consapevoli che nulla
              disgregherà l'amore
              che sta nascendo, vivo,
              esondando dal cuore.
              Portami a ballare
              e balla insieme a me.
              Tra suoni e languide note,
              sai già che fuggiremo.
              La nostra fantasia
              ci porterà lontano,
              in volo nello spazio,
              mano nella mano,
              tra stelle luccicanti,
              da cui, sia tu che io,
              ognor, ci sentiamo attratti
              dove, chissà quando,
              nel tempo sconfinato,
              ci siamo forse amati.
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                Scritta da: Iris Vignola
                in Poesie (Poesie personali)

                Dall'oriente, all'agognar mio sovviene

                Dall'oriente, all'agognar mio, sovviene
                l'astro fiammeggiante,
                scaturente riverbero nascente,
                dalla vetta consenziente.
                Malia d'una rinascita perpetua,
                nell'eterno perpetrarsi d'un enigma.
                Riflessi d'accecante albore rivestono l'aurora,
                presagio ammaliator d'un nuovo dì,
                foriera premessa d'anelati messaggi,
                nello sperabile prodigio del risveglio mattutino.
                Connubio con il sole,
                ch'addentra il suo calor desiato,
                nel colpir del raggio ammantato d'oro,
                qual fosse incastro di monile.
                Va a cercar l'anima, maestra d'occultarsi,
                quando la mente percepisce d'esser spenta,
                nell'ombra d'un'afflizione indegna d'esser viva.
                Rigor di morte, ch'assale quando l'amor manca,
                a solitudine, plausibile risposta.
                Sottile filo conduttore, fluente d'energia,
                che incombe, come un dio, nel penetrarmi,
                del corpo e dell'inerte spirito, al fine d'appropriarsi,
                cosicché cacciar gelo dentro e fuori.
                Perenne ambir solar calore, ad irrorarmi il corpo,
                ed a irraggiarmi l'anima depressa e vilipesa.
                Similmente ad esso, vorrei calor di te,
                lo vorrei seduta stante,
                per evitare d'asserir ancora che mi manchi,
                al mio intelletto e al cuore, ch'anelano quel sole.
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                  Scritta da: Iris Vignola
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Ghirlande d'effusioni

                  Ghirlande d'effusioni,
                  preludio dell'amore,
                  accendono i sensi e i cuori,
                  assetando la voglia d'amare.
                  I baci nell'intrecciar di lingue,
                  carezze ardite,
                  sanno alimentar fuoco in noi, avvinghiati,
                  ch'assale la pelle ognor fremente,
                  a divampar dal basso ventre,
                  fin su, alle menti disconnesse dal mondo.
                  S'incentiva la passione,
                  nel volere e nell'offrire,
                  intriganti gesta a scoprire il corpo ignudo,
                  a far dono di sé, completamente,
                  nell'implementar l'impeto d'un trasporto irruente,
                  nella pienezza d'un ardore esasperato dall'attesa,
                  nel pretender tutto e ancora, fino in fondo.
                  Ripercorrere più volte i corpi,
                  nel bramar gemiti e sospiri,
                  Anelar dita sapienti.
                  Seducente, la simbiosi d'intelletto,
                  persa in giochi eccitanti e dissetanti,
                  in cui scordar reale cognizione
                  e dar adito all'istinto ch'appar represso,
                  favorendo il desio prorompente di sesso.
                  Soggiogati dall'estasi conturbante,
                  di cui ribolle il sangue nelle vene,
                  sfociante nel defluir d'amplesso
                  in un fiume di lava bollente,
                  saziamo l'estremo gioire del piacere,
                  all'unisono nel completar l'amore.
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                    Scritta da: Iris Vignola
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                    Essenza della notte

                    Ruoto, levitando nello spazio semioscuro,
                    risucchiata nell'eterea spirale,
                    addentrandomi nel morbido velluto nero,
                    trapuntato d'iridescenti e tremolanti stelle,
                    come preziose e rare gemme,
                    ch'appaiono a ravvivare il firmamento
                    e ad attorniar la misteriosa luna,
                    protagonista sublime della scena,
                    nel teatrale spettacolo del cielo.
                    Volo, elevandomi più in alto,
                    dove lo spirito trova l'assoluta pace,
                    nell'ovattato silenzio della notte,
                    intanto che il corpo mio,
                    di vil materia composto,
                    resta inerme, nel sonno più profondo.
                    Notte che, l'anima mia, hai, a te, attirata,
                    onde coprirla, col tuo mantello scuro,
                    così intrigante e sempre affascinante,
                    seppur, talvolta, possa suscitar paura.
                    A te, mi dono, fautrice dell'amore,
                    unendo, al tuo, il caldo mio respiro.
                    Silente amica, rivelami il segreto,
                    sì magico e magnifico,
                    dell'incantevole tua soave essenza
                    di cui sei, mirabilmente, rivestita.
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