Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Località mulino piccolo

Nel mulino piccolo abitava un nonno
che aveva nipoti lontani.
Il mulino è ancora lì,
lui no,
ha un posto al cimitero,
vicino alla moglie.
Ai lati della porta del mulino
due panche di sasso
messe per accogliere chi passa.
Una vite americana vecchia di cent'anni
fa ombra alle panche ed alla porta.
Ma non c'è più il sole di una volta
e non passa quasi nessuno,
e chi passa ha fretta.
La curva del mulino piccolo è quella dove i sassi attraversano il fiume.
Di giorno
passaggio di serpi d'acqua.
La sera
passaggio di ruffiani,
sosta di guardoni.
È il posto per farci l'amore davvero,
quello in auto.
Non quello che si fa nelle ultime file al cinema a Bologna.
Ma non riguarda me,
non sono qui per questo.
Io volto le spalle a chi c'è,
a chi arriva ed a chi parte,
a chi guarda.
Io ho un amore nascosto in fondo al fiume.
È una piccola luce fra i sassi nell'acqua.
Appare solo la notte.
E solo a me.
Composta domenica 29 novembre 2015
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie personali)

    La lei che fu fatale

    Vive nuda per casa.
    Scende soltanto per le sue serate a invito.
    Ospiti di rango,
    vecchi ammiratori
    che ancora la vedono con gli occhi dell'altro ieri.
    Per l'occasione indossa i suoi capi migliori.
    Si mostra
    si nega.
    Ritorna l'attrice.
    Quella che è sempre stata
    sulla scena come nella vita.
    Ride,
    sorride e recita,
    è prima donna.
    Solo a fine nottata le pesano un po' gli anni
    ed entra nel dramma.
    Ma stavolta non finge.
    Si strappa le vesti per dieci minuti
    poi nuda e incazzata
    risale nelle sue stanze di zucchero.
    Lascia da soli uomini e bottiglie.
    Qualcuno,
    a mattina inoltrata
    porterà via bicchieri vuoti e cuori infranti.
    Composta lunedì 30 novembre 2015
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie personali)

      Buongiorno e vai

      Ti commento la notizia della radio del mattino.
      Ad alta voce.
      Rispondi che non puoi sentirmi.
      Forse ti stai lavando i denti
      o ti stai vestendo.
      O sei seccata.
      Capisco che non hai interesse.
      Ci ho provato.
      Restano luci acese
      sul tuo percorso in casa.
      Quando richiuderai la porta
      per andare
      io farò il giro,
      come sempre a controllare,
      a sistemare.
      Spegnere tutto e lamentarmi.
      Guardiano stanco di questo focolare spento.
      Composta giovedì 26 novembre 2015
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Album di ex famiglia

        In questa foto vedo un lui felice
        ed una lei che sogna.
        Lui che le cinge la vita
        e guarda avanti sorridendo
        lei che lo guarda
        tenendogli la mano sulla spalla.
        Foto d'agosto,
        foto di vacanza.
        Se volto pagina vedo una lei col velo,
        un velo bianco ed il trucco adatto per quel giorno.
        Lui rivestito come damerino,
        lui che non sopporta la cravatta,
        né i lacci al collo.
        Ridono,
        forse per gli altri,
        a testa bassa fra chicchi di riso,
        applausi ed urla
        uscendo dal luogo in ombra
        dove hanno firmato il gran contratto.
        Foto di giugno,
        foto di suggello.
        L'ultima pagina li mostra due più uno,
        hanno il sorriso,
        ma giusto per l'arrivo.
        Guardano entrambi il terzo,
        non l'uno dei due.
        Hanno il sorriso a colla.
        Non l'hanno fatta volentieri
        quella foto.
        Il resto manca.
        Finisce tutto lì.
        Pagine bianche fino alla copertina.
        Composta mercoledì 25 novembre 2015
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          La donna ai piani

          Non lo so
          se faccia quel mestiere perché non ha di meglio,
          oppure per sua scelta.
          Passa a pulire quando la stanza è vuota,
          dopo qualche ora.
          E non ci fa più caso
          se il letto è stato testimone di un amore,
          di un tradimento,
          o di una prestazione a prezzo.
          Gli basta il colpo d'occhio.
          Se è molto sfatto c'era la passione,
          se invece è quasi a posto c'era la professione.
          Ma poi chi se ne frega.
          Basta lavorare.
          Li sente
          mentre passa per i corridoi.
          Le grida,
          i lamenti di piacere
          e tutto il resto.
          Le liti all'improvviso
          per le richieste non previste.
          Le promesse mai negate in quei momenti
          che diventano parole rinnegate a fine tempo,
          fuori dalla stanza.
          E poi li vede andare in fretta.
          Qualcuna torna ad invitare il prossimo,
          altre hanno un marito che le aspetta.
          Una moglie.
          E poi ci sono quelli che vanno lì da anni.
          Prima da amanti.
          Ed anche adesso,
          che sembrano due sposi che lasciano a casa un marito ed una moglie,
          e tornano sul luogo del peccato originale.
          Che dopo anni sembra più il luogo del misfatto.
          Chissà perché lo fanno.
          La incontro spesso quella donna ai piani,
          che dà il buongiorno con un cenno a testa bassa,
          certo per far pensare che non vede.
          O forse è il suo modo di salutare
          uno che va lì spesso.
          E sono quasi certo che non si chiede mai
          perché non prenda camere e sia solo.
          Percorra il corridoio
          ed arrivato a quella stanza
          faccia come per bussare,
          mi fermi un attimo
          e poi ritorni indietro.
          Così da tempo.
          Composta mercoledì 25 novembre 2015
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)

            A casa in due

            Anche se quello che pensi di me è sbagliato
            non posso impedirti di pensarlo.
            Conta così tanto per te il sentito dire,
            anzi
            conta solo quello.
            È l'unico parlare che capisci.
            Non so se sia perché sono gli altri a chiacchierare
            o solo perché ti piace farmi male.
            Non passa giorno che non torni
            (ed io mi chiedo perché torni)
            col tuo raccolto di parole
            da sputacchiarmi addosso.
            Invece che ascoltarti mi pulisco il viso.
            E forse è meglio.
            Del resto quello che dici è solo il ripetuto ritornello
            di una canzone che ormai conosco a mente.
            Se ti avvicini troppo poi mi tappo il naso
            per non sentire il puzzo che ti esce dalla bocca.
            Da quella bocca
            che per disgrazia ho anche baciato.
            Quel giorno che non ero io...
            Purtroppo so però per certo
            che tu eri tu,
            e tu rimani.
            Mentre io
            non so chi fossi.
            Composta mercoledì 25 novembre 2015
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie personali)

              In servizio

              Sarà pure capitato
              ai più sensibili di voi
              di farci un po' un pensiero
              quando andate a ritirare un corpo steso
              o appeso,
              di chiedervi come sia morto
              e quando,
              e magari anche il perché.
              Chiedetevi invece come è vissuto
              prima di quel momento.
              Come è stato fatto vivere.
              E da chi.
              Chiedetevi se non è anche un po' colpa vostra
              e magari vergognatevi.
              Composta mercoledì 25 novembre 2015
              Vota la poesia: Commenta
                in Poesie (Poesie personali)

                Gli addii senza pubblico

                Vite finite.
                Famiglie spaccate.
                Da una parte loro,
                chi resta.
                Dall'altra lui
                che va.
                Figli
                che potranno odiare i padri
                perché non capiscono il loro andare via.
                Padri che odieranno il mondo
                per ciò che gli ha ingiustamente riservato.
                Prima in corsa per lottare,
                poi
                piano piano,
                verso la fine,
                a malapena trascinati.
                Giustizieri solo nella loro testa.
                Giustizieri mancati
                che alla fine giustiziano se stessi,
                lasciando storie senza parole
                ed il posto alle grandi morti.
                Quelle dei grandi titoli,
                dei servizi,
                dei dibattiti.
                Quelle utili agli altri.
                Composta mercoledì 25 novembre 2015
                Vota la poesia: Commenta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Due per adesso

                  Camminano,
                  parlano.
                  Si tengono per mano.
                  Chissà
                  forse si abbracciano,
                  ma non davanti agli altri.
                  "È cosa di noi due".
                  Li sento già rispondere
                  a chi dovesse chiedere
                  se davvero lo fanno ancora.
                  Uno nell'altra,
                  due come uno,
                  così da sempre.
                  Con gli anni
                  l'amore ha fatto posto al bene.
                  Si sono messi il corpo in pace
                  ma non il cuore.
                  Senza che l'uno lo dica all'altra
                  condividono quell'unico segreto.
                  Riguarda il tempo peggiore,
                  l'ultimo che dovrà venire.
                  Quello in cui ognuno dei due,
                  dovendo andare
                  vorrebbe che fosse l'altro a farlo
                  per evitargli il dolore del restare solo.
                  Composta mercoledì 25 novembre 2015
                  Vota la poesia: Commenta