Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

La lei che fu fatale

Vive nuda per casa.
Scende soltanto per le sue serate a invito.
Ospiti di rango,
vecchi ammiratori
che ancora la vedono con gli occhi dell'altro ieri.
Per l'occasione indossa i suoi capi migliori.
Si mostra
si nega.
Ritorna l'attrice.
Quella che è sempre stata
sulla scena come nella vita.
Ride,
sorride e recita,
è prima donna.
Solo a fine nottata le pesano un po' gli anni
ed entra nel dramma.
Ma stavolta non finge.
Si strappa le vesti per dieci minuti
poi nuda e incazzata
risale nelle sue stanze di zucchero.
Lascia da soli uomini e bottiglie.
Qualcuno,
a mattina inoltrata
porterà via bicchieri vuoti e cuori infranti.
Composta lunedì 30 novembre 2015
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    in Poesie (Poesie personali)

    Buongiorno e vai

    Ti commento la notizia della radio del mattino.
    Ad alta voce.
    Rispondi che non puoi sentirmi.
    Forse ti stai lavando i denti
    o ti stai vestendo.
    O sei seccata.
    Capisco che non hai interesse.
    Ci ho provato.
    Restano luci acese
    sul tuo percorso in casa.
    Quando richiuderai la porta
    per andare
    io farò il giro,
    come sempre a controllare,
    a sistemare.
    Spegnere tutto e lamentarmi.
    Guardiano stanco di questo focolare spento.
    Composta giovedì 26 novembre 2015
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      in Poesie (Poesie personali)

      Album di ex famiglia

      In questa foto vedo un lui felice
      ed una lei che sogna.
      Lui che le cinge la vita
      e guarda avanti sorridendo
      lei che lo guarda
      tenendogli la mano sulla spalla.
      Foto d'agosto,
      foto di vacanza.
      Se volto pagina vedo una lei col velo,
      un velo bianco ed il trucco adatto per quel giorno.
      Lui rivestito come damerino,
      lui che non sopporta la cravatta,
      né i lacci al collo.
      Ridono,
      forse per gli altri,
      a testa bassa fra chicchi di riso,
      applausi ed urla
      uscendo dal luogo in ombra
      dove hanno firmato il gran contratto.
      Foto di giugno,
      foto di suggello.
      L'ultima pagina li mostra due più uno,
      hanno il sorriso,
      ma giusto per l'arrivo.
      Guardano entrambi il terzo,
      non l'uno dei due.
      Hanno il sorriso a colla.
      Non l'hanno fatta volentieri
      quella foto.
      Il resto manca.
      Finisce tutto lì.
      Pagine bianche fino alla copertina.
      Composta mercoledì 25 novembre 2015
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        in Poesie (Poesie personali)

        La donna ai piani

        Non lo so
        se faccia quel mestiere perché non ha di meglio,
        oppure per sua scelta.
        Passa a pulire quando la stanza è vuota,
        dopo qualche ora.
        E non ci fa più caso
        se il letto è stato testimone di un amore,
        di un tradimento,
        o di una prestazione a prezzo.
        Gli basta il colpo d'occhio.
        Se è molto sfatto c'era la passione,
        se invece è quasi a posto c'era la professione.
        Ma poi chi se ne frega.
        Basta lavorare.
        Li sente
        mentre passa per i corridoi.
        Le grida,
        i lamenti di piacere
        e tutto il resto.
        Le liti all'improvviso
        per le richieste non previste.
        Le promesse mai negate in quei momenti
        che diventano parole rinnegate a fine tempo,
        fuori dalla stanza.
        E poi li vede andare in fretta.
        Qualcuna torna ad invitare il prossimo,
        altre hanno un marito che le aspetta.
        Una moglie.
        E poi ci sono quelli che vanno lì da anni.
        Prima da amanti.
        Ed anche adesso,
        che sembrano due sposi che lasciano a casa un marito ed una moglie,
        e tornano sul luogo del peccato originale.
        Che dopo anni sembra più il luogo del misfatto.
        Chissà perché lo fanno.
        La incontro spesso quella donna ai piani,
        che dà il buongiorno con un cenno a testa bassa,
        certo per far pensare che non vede.
        O forse è il suo modo di salutare
        uno che va lì spesso.
        E sono quasi certo che non si chiede mai
        perché non prenda camere e sia solo.
        Percorra il corridoio
        ed arrivato a quella stanza
        faccia come per bussare,
        mi fermi un attimo
        e poi ritorni indietro.
        Così da tempo.
        Composta mercoledì 25 novembre 2015
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          in Poesie (Poesie personali)

          A casa in due

          Anche se quello che pensi di me è sbagliato
          non posso impedirti di pensarlo.
          Conta così tanto per te il sentito dire,
          anzi
          conta solo quello.
          È l'unico parlare che capisci.
          Non so se sia perché sono gli altri a chiacchierare
          o solo perché ti piace farmi male.
          Non passa giorno che non torni
          (ed io mi chiedo perché torni)
          col tuo raccolto di parole
          da sputacchiarmi addosso.
          Invece che ascoltarti mi pulisco il viso.
          E forse è meglio.
          Del resto quello che dici è solo il ripetuto ritornello
          di una canzone che ormai conosco a mente.
          Se ti avvicini troppo poi mi tappo il naso
          per non sentire il puzzo che ti esce dalla bocca.
          Da quella bocca
          che per disgrazia ho anche baciato.
          Quel giorno che non ero io...
          Purtroppo so però per certo
          che tu eri tu,
          e tu rimani.
          Mentre io
          non so chi fossi.
          Composta mercoledì 25 novembre 2015
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            in Poesie (Poesie personali)

            In servizio

            Sarà pure capitato
            ai più sensibili di voi
            di farci un po' un pensiero
            quando andate a ritirare un corpo steso
            o appeso,
            di chiedervi come sia morto
            e quando,
            e magari anche il perché.
            Chiedetevi invece come è vissuto
            prima di quel momento.
            Come è stato fatto vivere.
            E da chi.
            Chiedetevi se non è anche un po' colpa vostra
            e magari vergognatevi.
            Composta mercoledì 25 novembre 2015
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              in Poesie (Poesie personali)

              Gli addii senza pubblico

              Vite finite.
              Famiglie spaccate.
              Da una parte loro,
              chi resta.
              Dall'altra lui
              che va.
              Figli
              che potranno odiare i padri
              perché non capiscono il loro andare via.
              Padri che odieranno il mondo
              per ciò che gli ha ingiustamente riservato.
              Prima in corsa per lottare,
              poi
              piano piano,
              verso la fine,
              a malapena trascinati.
              Giustizieri solo nella loro testa.
              Giustizieri mancati
              che alla fine giustiziano se stessi,
              lasciando storie senza parole
              ed il posto alle grandi morti.
              Quelle dei grandi titoli,
              dei servizi,
              dei dibattiti.
              Quelle utili agli altri.
              Composta mercoledì 25 novembre 2015
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                in Poesie (Poesie personali)

                Due per adesso

                Camminano,
                parlano.
                Si tengono per mano.
                Chissà
                forse si abbracciano,
                ma non davanti agli altri.
                "È cosa di noi due".
                Li sento già rispondere
                a chi dovesse chiedere
                se davvero lo fanno ancora.
                Uno nell'altra,
                due come uno,
                così da sempre.
                Con gli anni
                l'amore ha fatto posto al bene.
                Si sono messi il corpo in pace
                ma non il cuore.
                Senza che l'uno lo dica all'altra
                condividono quell'unico segreto.
                Riguarda il tempo peggiore,
                l'ultimo che dovrà venire.
                Quello in cui ognuno dei due,
                dovendo andare
                vorrebbe che fosse l'altro a farlo
                per evitargli il dolore del restare solo.
                Composta mercoledì 25 novembre 2015
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Le donne che abitano in piazza

                  Indossano il volto di chi va a messa la domenica.
                  Maschere tristi di un carnevale molto antico.
                  Abiti scuri,
                  d'ordinanza.
                  Tutti a guardarsi,
                  tutti a guardare.
                  Poche parole.
                  Che c'è da dire?
                  Qualcuno si inventa un piccolo peccato fatto ieri,
                  giusto per trovare un prete con cui parlare.
                  Le due donne che abitano in piazza si inginocchiano
                  e stanno a testa bassa.
                  Chissà se a scuoterle si possono svegliare.
                  Ci proverò
                  durante la funzione
                  a fare quel dispetto,
                  per poi potermi confessare.
                  Composta sabato 21 novembre 2015
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