Poesie personali


Scritta da: Luigi Berti
in Poesie (Poesie personali)

Santa Claus

Le luci che si accendono,
sul profilo del mio albero,
sono sogni di un bambino,
abbracciato al suo cuscino.

La neve fuori scende
e ricopre le montagne,
c'è la slitta di Natale,
nel cielo a volteggiare.

Con le renne e con il sacco,
dei regali che mi aspetto,
sotto l'albero nella notte,
Santa Claus me li mette.

C'è chi dice che è un sogno
e Santa Claus non esiste,
la mattina poi mi sveglio
e il Natale è già alle porte.
Composta domenica 13 dicembre 2015
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    Scritta da: Francesca Berger
    in Poesie (Poesie personali)

    A Thierry

    Accovacciati e silenziosi
    restano i ricordi
    destati
    all'improvviso da una
    categorica fine.

    Senza averti mai dimenticato
    in quella fine
    ti ho ritrovato,
    con le tue grida
    i tuoi sorrisi
    e la gioia
    di bambino.

    Nulla è cambiato.
    Tu sai che la tristezza di
    altri decise.

    Accovacciati e silenziosi
    restano i ricordi
    destati all'improvviso
    da lacrime accorate
    che solcano la pelle
    e falciano un cuore sconsacrato.

    Accovacciati e silenziosi
    restano i ricordi
    di quell'isola assolata
    del suo mare azzurro
    di me spensierata
    che ti cantavo a squarciagola
    di una vita che credevo incantata.

    Solo un bambino
    sembravi piccolino!
    Un bimbo bello
    quello mai avuto.

    Ora mi han detto
    che i ricordi dei tuoi riccioli
    d'oro dormono forse sereni
    tra le acque
    del fiume affatato

    eppure vaga
    talvolta l'essenza
    inquieta di te
    e danza intorno leggera.

    Accovacciati e silenziosi
    sopravvivono i ricordi
    e da lontano
    tra le onde splendenti
    del mare
    che tanto amavi,
    su un cavallo
    ti vedo correre
    finalmente felice
    col sorriso della tua
    più splendida e serena ingenuità.
    Composta mercoledì 18 novembre 2015
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      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      La mia penna ribelle

      Penna gialla, penna rossa,
      la mia penna è diventata
      una bandiera,
      un po' per tutti,
      un a penna un po' beat,
      un po' strana,
      un artista di strada,
      un cantore,
      un cantastorie metropolitano;
      e la mia penna eccola qua,
      intinta nella ribellione,
      e nella trasgressione,
      e non mi pento di quello
      che sono,
      e mi ribello ancora,
      anche adesso,
      che sono mesto e canuto;
      penna gialla,
      penna rossa,
      il tuo nome è diventato
      una bandiera.
      Composta domenica 29 novembre 2015
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Essere beat

        Beat generation,
        non è riconducibile a nessuna
        accademia o scuola
        letteraria;
        essere beat, o on the road,
        non è solo uno stilismo,
        un appartenenza a qualche
        nicchia culturale;
        beat,
        è un modo di pensare,
        di ragionare,
        di credere,
        di ribellarsi,
        di contestare i conformismi,
        e il sistema,
        i dogmi e i baroni della cultura;
        è un uscire dagli schemi,
        e scrivere in modo parco
        ed essenziale,
        rustico e immediato,
        descrivendo la realtà circostante,
        con occhio realista e crudo;
        e un a ricerca di umanità
        e di libertà,
        al di fuori,
        dei sistemi sociali,
        e del conformismo di massa;
        beat.
        Composta venerdì 27 novembre 2015
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Brevità della vita

          Tutto passa,
          senza fermarsi mai;
          tutto se ne va;
          il tempo è inesorabile,
          e non si cura delle cose umane,
          è perfido e crudele,
          e non aspetta nessuno;
          il tempo passa,
          senza che ce ne accorgiamo troppo,
          ma gli anni volano veloci,
          e ogni cosa lasciata è persa.
          Bisognerebbe avere più tempo,
          fermarsi e riflettere,
          ponderare e pensare, ma la vita dell'uomo è breve;
          veloce come quella di una farfalla;
          bisogna sempre decidere, anche quando si vorrebbe rimandare;
          e non sono tanti, gli autobus,
          che puoi permetterti di perdere;
          ecco perché è importante,
          che in questo poco tempo,
          ci sia l'amicizia
          e la condivisione
          con qualcuno,
          cercare di amare,
          finché
          si può.
          Composta mercoledì 25 novembre 2015
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            in Poesie (Poesie personali)

            Sequestrami vento e portami via

            Si è alzato chissà dove
            un vento stasera, sbuffa
            e fa udire inquieto la sua voce:
            spasimano le poche foglie su rami
            dondolano ombre e luci su viali
            carte turbinano in erme strade;
            passa, passò prima, passera dopo
            così come pensiero per la mente.

            Che è vento questo risuonar
            interior lieve lento o acuto
            di nostalgie e memorie?
            Oh tu orchestral strumento
            che il mio silenzio fendi
            e vele ideali enfi
            sei di ponente o di scirocco?

            Come orienterai la mezzana
            sulla cui tela è ricamato
            in un cuore in nome del mio amore?
            Su sirti gibbose o al largo
            mi spingeranno i tuoi soffi
            mi risparmierà la tempesta
            che attacca il regno dei ricordi?

            Oh dimmi, come fai tu inconsistente
            ad avere tanta forza
            e optare per tante direzioni?
            Sussurro leno o urlante sibilo
            che accarezzi o scompigli
            animator di chiome veli e vessilli
            al tuo ritmo batte il mio petto
            se dimentica il passo delle parche
            che mute incedono funeste
            per condurmi all'abisso.

            Sequestrami o vento che passi
            prendimi nel tuo viaggio
            più non sbadigli al mio destino
            se ancor a solitudini cedo
            o nei loro gorghi affondo:
            una folata mi strappi
            all'istante in cui languori
            e un corpo senza vita sento!
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