Scritta da: Antonio Belsito
in Poesie (Poesie personali)
Parole carezze le stesse
dolcezze mezze forse
abbracci raggi sorseggi
fremiti accorati cadenzati
incessanti sorprendenti travolgenti
ansimanti fermenti ferventi
Candidi
Amanti.
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Parole carezze le stesse
dolcezze mezze forse
abbracci raggi sorseggi
fremiti accorati cadenzati
incessanti sorprendenti travolgenti
ansimanti fermenti ferventi
Candidi
Amanti.
Suggello il cuore
lo perscruto forte
e nell'arem dei ricordi
trovo pensieri felici.
Soggiogo lo sguardo
l'imago di lei appare
perpetua ed eterna
com'era e sarà
per sempre.
Il sonno avviene
ed ebbrezza contiene.
Vago in selve ridenti
rive incontaminate
e paesaggi rinomati.
Miro un mondo antitetico
senza malizia
odio razziale
né brama da declamare.
Non v'è droga da sniffare
ambascia di procreare
o grana per acquistare.
Ivi la gente ama lealmente
senza remore veniente
e pargoli celiano nel prato
con il leone
il cervo e l'orso bruno.
Che scenario singolare
un mondo nuovo
ove niuno sta male.
Non destatemi ancora
voglio indugiare
il sogno continuare.
Donna
amabile creatura
colma di lussuriosa bellezza
adorna di sublime candore.
Completi l'altrui esistenza
concedi la vita
ma possiedi ambiguità.
Tessi intrecciati teli d'eros
verso uomini sprovveduti
che come tori al macello
si lasciamo fuorviare
nelle vie del tuo amplesso.
Come dea dell'amore
offuschi la ragione d'essere.
Con te e per te
cambi la vile realtà.
Non volevo portarti un fiore
espressione d'intenso amore,
era solo anginoso dolore
in ricordo della tua assenza,
che lacera le mie membra.
Passato è il tempo delle lacrime,
di mestizia e incertezza,
rancore pur stupore.
Un vuoto mi circonda,
rimembra la tua essenza,
nostalgia per ciò che fu.
Con un fiore ti penserò,
l'adagerò sul grigio marmo
ove inciso sta il tuo nome
per dar così,
sollievo al mio dolore.
Siamo speciali io e te
lo siamo nella presenza
lo siamo nell'assenza
lo siamo nelle parole
lo siamo nell'intrecciarsi di pensieri
di musica, di parole
lo siamo quando ci arrendiamo
dopo aver messo a tacere le parole
e messe via le complicazioni
lo siamo quando
ci abbandoniamo
a quel nostro essere scemi
e viviamo l'attimo di noi
per quello che siamo
quando smettiamo di farci la guerra
quando dopo aver preso la tangenziale
mi aspetti al nostro "raccordo"
e mi abbracci.
Siamo due scemi speciali.
E poi si arriva alla frutta,
certo è una strana sensazione.
Ma forse è così che vanno le cose.
Credo che sia il mio carattere,
il mio modo di pensare,
il voler vedere sempre il bello,
in ogni azione.
La mia sindrome di peter pan.
Che non ammette la falsità.
Ma noi, siamo adulti,
e non bambini.
Non siamo stupidi, nè cretini,
per cui, ci sta,
che ci vorrebbe la verità.
Ma questa è la vita,
ne prendo atto,
anche se in cuor me ne dispiaccio!
Come un moderno Cyrano,
io non comprendo la menzogna,
sfodero la penna, e quindi scrivo.
Non uso armi, ma l'alfabeto,
e dico ciò che penso,
ma non sempre viene recepito.
Per cui, che dirti mio caro amico,
a buon intenditore non servono parole.
Se nella menzogna vuoi restare,
sei libero di fare come ti pare.
Io mi chiudo, nel mio silenzio,
accettando, il tuo modo di fare.
Non c'è rimpianto,
in ciò che è stato.
Solo un velo di tristezza,
in quello sguardo che mi hai donato.
Ho visto il mondo,
e poi lo hai annullato.
Spero che i miei occhi,
ti hanno trasmesso "t'amo".
Almeno non tutto, è stato vano.
Eh già, ci si sbaglia.
Ci si fa un'idea di una persona,
ma poi ci si rende conto,
che l'idea era solo il frutto,
di ciò che volevamo sperare.
Ma le idee, sono sempre valide,
giuste o sbagliate.
Vuol dire che abbiamo un infinita fantasia,
e avere fantasia,
è indice di credere ancora,
nonostante tutto.
E la vita è, soprattutto credere.
Nascondiamo gli idoli del cuore
nei crepaci degli scogli umani.
Dormiamo nelle caverne dell'eco
come pipistrelli in attesa.
S'apriranno gli occhi dei ciechi
nel deserto di sabbie future,
riconosceremo una lingua morta
leggendola nelle ombre.
Cerchiamo e domani troveremo
la voce che corre col vento,
il tempo flagellato dal silenzio,
la mano trasformata in carezza.
Pianteremo cedri d'acciaio
lunghe le strade del cielo,
porteremo cardi all'occhiello
il gran giorno dell'amore.
Faremo delle tenebre splendore
spezzando le catene dell'orrore,
saremo gl'indovini del domani
sventando i presagi dei maghi.
Dimmi o uomo nato dalla creta
dov'è finito il tuo stupore?
Tu donna nata dalla carne
ridarai al tronco la speranza.
In due matureremo insieme
asciugandoci le lacrime
che brillano nei nostri occhi.