Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Il nostro carnevale di Venezia

Sta chiusa nel cassetto
la tua stoffa per il carnevale.
Ordinata,
come i tuoi giorni tutti messi i fila.
Vedrà la luce alla fine di novembre.
Nelle tue mani
diventerà costume poi per il febbraio.
Nuova figura alla tua mutazione.
Non so tu chi sarai da allora in poi,
ma poco importa,
ti riconoscerò dal tuo costume.
Ammesso che abbia voglia di vederti.
Oppure mi volterò da un'altra parte,
ad osservare i mille stracci colorati
uguali ai tuoi.
Nascosto bene,
irriconoscibile dentro ai miei.
Composta martedì 22 dicembre 2015
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie personali)

    I vuoti di memoria a perdere

    Per quanti armadi apra,
    e tiri fuori vesti,
    divise o manti,
    per quanti me ne metta addosso
    io resto nudo.
    Non so più
    se voglio vestirmi,
    coprirmi
    o mascherarmi.
    Ma forse è mascherarmi.
    Non mi voglio riconoscere.
    Sì,
    è così,
    adesso è tutto chiaro.
    So cosa mettere
    ma ho dimenticato
    perché devo vestirmi
    e dove voglio andare.
    Composta martedì 22 dicembre 2015
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie personali)

      L'annodo confuso

      Mi rendo ridicolo.
      Faccio ridere gli altri,
      volutamente.
      Così la gente non mi fa stupide domande,
      costringendomi a risposte intelligenti
      che tradirebbero chi sono veramente.
      Ed anche per non stare a vedermi piangere da solo.
      Ma non mi viene sempre bene.
      Allora piango,
      perché niente mi fa ridere.
      E non ricordo perché mi capita di fare ridere gli altri.
      Composta martedì 22 dicembre 2015
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Fine corsa oltre 31

        Dicembre ha sempre l'affanno.
        Sarà per questo
        che arriva ultimo nell'anno.
        Dicono che sia più lento
        forse per quel 31 che si dice pesi molto.
        E poi non si fa un giorno di riposo,
        neppure il 25.
        Deve sobbarcarsi un sacco di feste e di vigilie,
        di gente scontenta,
        o che ha speso troppo.
        Che ha poco da spendere.
        o troppo da pretendere.
        Dicembre però ha l'ultima parola sull'anno,
        e si prende anche un po' di gennaio,
        per togliersi dalle orecchie i frastuoni,
        per smaltire le sbronze degli altri,
        mettere a posto le cose,
        fare pulizia.
        E ricominciare a correre,
        in coda all'anno che verrà.
        Composta mercoledì 16 dicembre 2015
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Una sera a novembre, che i pensieri hanno vinto (la serie dei bicchieri)

          C'è molta gente in sala.
          Anche se il fumo mi impedisce di contarla.
          Ci saranno anche dei ladri.
          Meglio che tenga stretto il mio bicchiere.
          Non posso farmelo rubare.
          Fuori dal mio bicchiere
          va tutto così male.
          Composta martedì 15 dicembre 2015
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)
            La speranza del fedele
            il miraggio che lo induce
            a vedere il paradiso
            lo lascia senza freno
            alla meta illusoria
            di quel certo
            che è sostanza
            che lui tocca
            ma non gusta!
            Tutto è impuro
            quel che tocca
            solo ciò che non raggiunge
            lo rincorre senza presa.
            A quel Dio
            che non risponde
            lui rinnega l'evidenza
            la materia che lui tocca
            è un cancro alla vita.
            Ahimè
            povero illuso
            tu non guardi questa terra
            che tuo figlio
            avrà in vita
            esentarti al suo bene
            per un Dio che non si vede
            è un errore
            una bestemmia
            a quel Dio
            che è un fantasma!
            Composta lunedì 23 novembre 2015
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie personali)

              Il sasso in mente

              Il giorno comincia con la notte.
              Passano le immagini,
              e vedo quello che non ricordavo,
              quello che non volevo vedere,
              o rivedere.
              Si rompe
              il sasso che teneva dentro la memoria.
              Tutto si squaglia,
              mi soffoca,
              mi affoga....
              Eppure non ero in acqua,
              ero disteso nel letto.
              ... Adesso sono seduto.
              E sudo.
              Gocce di acqua di mare.
              Composta domenica 13 dicembre 2015
              Vota la poesia: Commenta
                in Poesie (Poesie personali)

                Martedì mattina a Tintagel, Cornwall

                Ha un cielo nero,
                un cielo che tocca la terra.
                Un cielo nero
                come le scarpe della festa
                che in fondo alle mie gambe bevono la nebbia.
                Ho intorno l'Inghilterra.
                Alle spalle i pochi passi fatti
                lunghi negli anni,
                e sotto di me c'è così tanto mare.
                È tornare.
                All'Inghilterra delle promesse tradite.
                Quelle fatte davanti a me
                e quelle fatte ad un viso rabbuiato.
                Sera d'addio,
                davanti ad una birra chiara.
                Chiara come le mie scarpe da fuga
                di allora.
                Le stesse che ho sempre calzato,
                fino a ieri.
                Adesso sono in fondo all'acqua di Calais.
                Con i sassi dentro
                per non riaffiorare.
                Ha un cielo nero il canale.
                Quello che vedo di schiena.
                Quello dell'andata di troppi ieri fa
                e del ritorno di oggi.
                E quasi mi avvolge
                la mia nuvola di fiato
                e mi sta ferma davanti agli occhi.
                Succede,
                è novembre a Tintagel
                Ancora pochi attimi del mio benvenuto
                dato da solo
                e le mie scarpe da festa
                potranno portarmi dove meritavo di tornare.
                E sarà gioia,
                per le mie scarpe e per me.
                Ma non troppa,
                non sono abituato.
                Bentornato a una casa,
                mi dico.
                Composta sabato 12 dicembre 2015
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Andrea De Candia
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Il mare mai s'abbassa,
                  anzi s'allarga... s'alza

                  Volumi d'onde spinti
                  finanche oltre la riva

                  Nessuno se n'accorge
                  che sol'io me n'accorgo

                  di un nuovo altro ripiano
                  di lacrime che cresce,

                  versate da quei pesci,
                  in fila qui vicino,

                  che voglion far capire
                  agli uomini lo stato

                  di tristezza inquinata
                  del mare, nerazzurra

                  cadente barricata
                  di squame grigiospente

                  per un ultimo attacco
                  sia pur solo di pianto

                  sia prima che ogni bocca
                  la soffochi pur l'aria,

                  sia prima che la morte
                  li lasci galleggiare.
                  Composta domenica 29 novembre 2015
                  Vota la poesia: Commenta