Scritta da: Angela Randisi
in Poesie (Poesie personali)
Neve
Pura e delicata
breve il suo riposo
magicamente
in terra posa.
Bella semplice
è questa neve
artisticamente
complicata.
Composta mercoledì 28 dicembre 2016
Pura e delicata
breve il suo riposo
magicamente
in terra posa.
Bella semplice
è questa neve
artisticamente
complicata.
Sfumature di rosso
come guance di bambini
in giardini surreali
mettono in scena
le danze di corte
nei giardini del re.
La vita
che cerchi nell'affetto
di qualcuno che non c'è,
che cerchi nel sorriso
di un ragazzo che non ti vuole bene,
che trovi solo nelle tue mani vuote,
nella rabbia dei tuoi diciott'anni perduti.
Dove il generale inverno?
Il vento dell'est raro ora soffia
su queste terre, la neve come
acqua scende e va via su nel cielo
come nebbia del mattino che ai
primi raggi dissolve le sue gocce.
I letti di torrenti stanchi attendono
le acque di cieli sterili.
Fiori si aprono alla luce e al tepore
dell'aria che non sa che l'inverno
è arrivato.
Alberi spogli si preparano a coprirsi
di gemme e foglie vecchie che si
chiedono perché sono morte,
cappotti e cappelli insieme agli
ombrelli non volano al vento
e rimangono in case riscaldate
senza sapere il perché.
Il mare è calmo e nei monti
Il gelo appare come una comparsa
teatrale e fugace lasciando i prati
verdi con timide margherite
uscite a riscaldarsi al sole
dell'inverno che non c'è!
Voci alte, parole gridate,
le canzoni nei vicoli stretti,
poi rumori che arrivano ai tetti
da marmitte di moto truccate.
Gente campa affacciata ai balconi
o per strada dinnanzi a una porta,
una sedia e il riposo conforta
una chiacchiera accesa nei toni.
Qualcheduno esce il tavolo fuori,
apparecchia e poi invita alla cena,
c'è un richiamo di amici a catena
per chi porta taralli e liquori.
Si festeggia ai quartieri spagnoli
tra i turisti nei vicoli stretti,
con "Nennella" (1) che offre spaghetti,
fritto misto e dei "bei puparuoli" (2).
E di notte... c'è tanto altro ancora...
Dall'ora sesta il mondo fu oscurato
fin che alla nona Gesù esclamò a gran voce:
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"
Poi emesso un grido spirò sopr'alla croce.
Allora il velo si squarciò del tempio
in due, dall'alto e fino a tutto il basso.
"Figlio davvero era quest'uomo a Dio!"
Disse il soldato che gli stava a un passo.
Erano quivi pure alcune donne (1)
che da lontano stavano osservando:
quelle da cui Gesù seguito venne
in Galilea ed a Gerusalemme andando.
Fattosi sera, poi ch'era Parasceve (2)
un membro del consiglio, tale Giuseppe (3)
ottenne da Pilato in tempo breve
il corpo crocifisso di cui seppe.
Comprato un panno in lino, fece deporre
Gesù che avvolse e pose nel sepolcro,
dinnanzi alla cui porta ebbe ad apporre
una gran pietra a custodire il corpo.
Trascorso il sabato, appena spuntò il sole
nel primo giorno della settimana
le donne (4) non trovarono il Signore:
era risorto per la Fede umana.
In un continuo evolversi di stato
a gran fatica e immane sacrificio
la donna i suoi diritti ha riscattato
dal giorno dell'incendio all'opificio.
Oggi festeggia con mimose gialle
in ogni luogo della bella Italia
dalle piccine a curve con lo scialle
dalla Marcella, a Nadia, alla Cecilia.
Così che il mondo al dì dell'8 marzo
ha uno Stivale dall'unico colore
che a fiori appare con pallini a sfarzo
e al gentil piede calza a protezione.
D'amaro e d'amore
stillano cieli
e le onde dell'adorato mare
sanno. Accordo smarrito
dal vento, invito
a non perdere tempo.
Noi scampati alla vita
a poetiche rive devoti
ci tramandiamo radici d'argento
mentre alla morte sgraditi
voliamo più in alto di dio
sino a lenire l'oblio
dei giorni a venire.
Osai guardarla
come si osserva
un alba col sole
che splende sul mare,
i suoi occhi
come luce
di raggi
filtrati in acque azzurre,
il suo sguardo mite
produceva tempesta,
vi era scompiglio
nell'anima mia!
Scrutai in attimi
tanta beltà,
e mi sentii
ugualmente
scoperto
letto
vissuto
quegli occhi
che avevo appena visto
mi conoscevano
m'interrogavano
denudavano
tutti i miei più
intimi segreti!
In lei vi era deposta
la mia storia
la mia vita
custodita
e scolpita nel suo cuore
lei era in me
ed io ero in lei
benché fosse
un incontro
in realtà
era misteriosamente
un riscontro!
L'anno in corso è passato
ha disilluso il tempo
lasciandogli problemi,
si applaude l'anno nuovo
coi fuochi d'artificio
sperando che sia buono.
L'orologio continua la sua corsa
col verso contro il peso di pensieri,
il tempo non confonde le parole
ripete con le foglie inaridite
gli stessi versi della primavera.
L'anno nuovo grava
sui strapiombi
sospesi alle vertigini del monte,
la fantasia del cuore
non si arrende,
illusa dagli sprazzi di sereno
abbraccia un qualche canto di sirena,
non si lascia legare come Ulisse
rivive incanto dolce di ricordi,
ma pensieri smarriti di dicembre
sono come il grigio delle nubi
ascoltano su ceppo delle querce
la danza delle foglie
contro il vento dell'ultima stagione.