Poesie personali


Scritta da: Emanuele O'Brien
in Poesie (Poesie personali)
Solitario vagabondo senza fato,
tu solo hai visto lo splendore delle bianche luci,
candide vie degli esseri dolenti
segnati dal marchio porpora dello sguardo fiero,
azzurrina luce dei suoi occhi
stanco e malfermo avanza il suo passo,
montagna scossa dalle grandi radici
la cui cima nera non comprende
e nell'ovattato silenzio attende il mediatore,
che dorme fra gli spiriti
sorriso dal sole.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)

    Il Bibi

    All'ombra di un albero solitario
    aspetto il Bibi del villaggio.
    La sua risposta mi viene da lontano
    da un mondo abitato da persone
    piene di sapienza e poche parole.

    Immobile scrutava l'aria del mattino
    posata sui fiori del mango secolare.
    Un tucano batteva il suo becco
    richiamando la notte nella tana.

    Lo guardai racchiuso nel silenzio.
    Non ruppi il suo segreto.
    Era un vecchio che parlava coi morti
    consultando l'oggi, ieri e il domani.

    All'ombra di un mango mi fermai
    ascoltando il Bibi che parlava.
    La sua voce limpida di silenzio
    mi riempì il cuore e mi lasciò contento.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)

      Il danzatore

      Era un'ombra che danzava con la notte
      masticando i ricordi di leggenda
      sperduta nel ventre delle zucche
      di una marimba con note senza vento.

      Era un'ombra germinata da semi
      raccolti in segreto in piena foresta.
      Le mani toccavano dei raggi di luce
      caduti da un ramo di um mango in festa.

      Era un'ombra che danzava da ore
      al ritmo dei tamburi scavati nel tempo.
      Cercava nell'aria un'estasi d'ebrezza
      battendo la terra con umana dolcezza.

      Era un'ombra di uomo o donna, non so,
      giocando a nascondiglio con la notte.
      Era vestita di conterie, semi e conchiglie
      e la luna guardava senza parlare.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)

        Temporale tropicale

        D'improvviso il cielo è nero,
        la foresta cambia la sua voce,
        un lampo spacca le nuvole
        un fragore esce dalle rocce.

        Il Dio della pioggia è sceso
        cammina sullo zingo della casa
        l'accompagnano tamburi forestieri
        e "makocho" venuti da lontano.

        Gli alberi cadono frustrati dal vento,
        il tetto di paglia è un nido nell'aria,
        un cane abbaia al Dio che passa
        e rantola all'angolo come frustato.

        Le foglie di mandioca sono d'argento,
        il miglio s'inchina baciando la terra,
        le papaie cadono su foglie antiche
        mentre un pipistrello resta appeso
        sotto il mio tetto amico.

        Così piove in questa terra d'Africa
        quando il Dio maschio decide di pisciare.
        Quando invece col sole piove dolcemente
        dicono: "È Dio femmina che ci vuol bagnare".
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          in Poesie (Poesie personali)

          Quando l'aureo disco del giorno

          Quando l'aureo disco del giorno
          più non vedrò apparire all'orizzonte
          e nel mio cielo non vi saranno stelle,
          quando più non mi giungerà il suono
          vario dell'onda o gridìo di voci,
          tacerà per sempre questo mio cuore
          ma fino ad allora, ancor vi parli
          la tortura di questa passione,
          che voi, brama prediletta,
          con indifferenza, appena ascoltate!
          Quando dal vuoto imprigionato
          a voi libera ripenso, in alto vanno
          le mie inumidite orbite;
          alle illusioni, promesse strappo
          perché nel vostro petto cavo
          un posto sicuro io trovi.
          Se sapeste nel chiaro guardare,
          vedreste i miei occhi scuri
          fissarvi senza tregua;
          se dai vostri pensieri non escluso,
          meno penoso sarebbe il ritmo
          scandito dal mio dimesso andare.
          È da troppo tempo che guardo
          le pieghe della vostra bocca
          senza baciarle; voi non sapete
          che mi chinerei, fino a spezzarmi,
          per raccogliere, come primizia,
          un sorriso, da voi lasciato cadere!
          Non ponete altri sgambetti
          a questo cuore che inciampa
          sulle crespe del vostro animo gelato.
          Udienza accordate ad un amor
          che non s'affioca e arrestate
          la dolce tortura che perpetrate!
          Guardatemi come la prima volta:
          un rossore, vi ritornerà dal mio volto.
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            Scritta da: Alessandro Bonfanti
            in Poesie (Poesie personali)

            Ho sognato di essere vento

            Volare sui campi di grano,
            scendere sul mare ad increspare le sue onde,
            scomodare il manto di mille animali,
            muovere un vecchio mulino,
            cantare sulla cima di una montagna.
            Ho sognato di essere vento,
            ho sognato di soffiar contento.
            Ma dove soffierò:
            se i campi di grano diventano centri commerciali,
            se il mare altro non sarà che una che una chiazza d'olio,
            se gli animali li potrò trovare soltanto nelle enciclopedie,
            dove soffierò,
            se le pale del mulino saranno bucate,
            dove soffierò,
            se le cime saranno appianate?
            Ho sognato di essere vento
            ma il mio soffiare ore è un grido e un lamento.
            Potrei portare la mia voce fra i grattaceli di New York,
            Potrei scuotere auto e camion perennemente in coda sulle autostrade,
            ma non mi abbasserò a tanto.
            Perciò aiutatemi, amici miei, a soffiare con me
            perché in questo momento mi sento solo
            e ho bisogno della vostra forza per continuare a soffiare.
            Ho sognato di essere vento
            e soffierò finché anche l'aria non diverrà cemento.
            Forse un giorno l'uomo riuscirà a chiudermi impotente in una scatola
            ma adesso lasciatemi soffiare perché ho ancora qualcosa da dire.
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              Scritta da: Giuseppe Pizzuti
              in Poesie (Poesie personali)

              Il sogno... realtà, la realtà... il sogno.

              Il cuore batte forte mentre i minuti scorrono lenti,
              ancora più lenti
              nella frenesia dell'ora X.
              Il trillo del campanello...
              ... sei tu...
              ... la bocca secca...
              ... il corpo un fremito.
              L'ansia mi assale,
              il cuore in gola...
              ... un abbraccio, un bacio
              e tutto svanisce.
              Un sogno, il mio sogno
              nel lago dei tuoi occhi
              trova pace nell'ardente bacio
              di un tanto atteso desiderio.
              Carezze, sguardi,
              non si hanno parole
              solo risposte ai nostri pensieri
              che si fondono core oro
              dietro lo sprigionio di una fiamma
              per poi ricomporsi in qualcosa di più prezioso,
              non cedibile, non acquistabile
              se non dalle nostre anime.
              Imbarazzo mentre i vestiti cadono giù
              nell'attesa di un giudizio
              che la dolcezza dei tuoi gesti
              e il calore delle tue mani placa
              come l'onda del mare si placa
              nell'immensità delle acque limpide
              in un giorno d'estate.
              Sei in me, tu ed io. Un solo io
              I sospiri risuonano nella mia mente
              catturando il mio sogno
              che, consapevole dell'incertezza
              assapora ogni istante
              lasciando libero sfogo alle emozioni
              che forte fanno battere il cuore.
              Le immagini di noi riflesse allo specchio,
              i nostri corpi abbracciati
              cullano i pensieri
              nella speranza di un domani
              fatto d'Amore.
              È successo,
              il Sogno, il mio Sogno,
              è divenuto realtà.
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                Scritta da: Emanuele Caccia
                in Poesie (Poesie personali)

                Chiedo

                Ho visto come trattiamo
                la nostra Casa.
                Come distruggiamo
                il nostro mondo.
                Come ci diamo da fare
                per estinguerci.
                Si versano lacrime e cibo
                in nome della Carità.
                Ho visto tutto questo
                e so.
                Quanto siamo folli
                a pensare di poter scappare.
                Quanto ignoriamo del mondo
                se pensiamo di dominarlo.
                E mi chiedo:
                che accadrà quando il mondo
                griderà vendetta?
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Solitudini

                  Quando solo ti senti
                  e l'ultimo malinconico
                  spinoso passo di spirale
                  serrandosi ti avvolge
                  e l'animo costringe
                  in oblique tristezze,
                  finisci col tirar pugni nell'aria
                  o sputarti allo specchio
                  pur di sottrarti
                  ai colpi mortali
                  che il dolor vibra
                  al tuo esser vivo.
                  Ad altri dir vorresti
                  di te, delle tue pene...
                  dell'esilio forzato
                  del cuor che indomito
                  non si prostra
                  al corteo d'ombre
                  dei giorni vuoti
                  che passano morti
                  lungo i viali che un tempo
                  furono della giovinezza.
                  Murate restano le parole
                  che sulle labbra mute,
                  come semi rattrappiti
                  in aride zolle,
                  agonizzano inerte.
                  Ignorato dal mondo
                  che con sguardo idiota
                  senza guardarti ti fissa,
                  soffri e contorci te stesso
                  cercando di rifarti le forze,
                  riemergere dal gorgo
                  e aggrapparti all'istinto
                  che trascina alla vita.
                  Al vano gioco ritorni:
                  altre albe verranno
                  dalla volta trapunta di stelle!
                  E se anche la ruota
                  del torchio che le speranze
                  macina non si inceppa,
                  se anche non cessa
                  l'ansia che ti fa infelice,
                  nel sogno amico aspetti
                  che qualcuno raccolga
                  l'opaca sorte
                  che ti inserra
                  per trasformarla
                  in un brivido di luce.
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