Non dire ti amo se non lo senti perché poi vivrai tra rimorsi e pentimenti illudendo colei che ti stava accanto mandando il suo cuore in pezzi come un vaso infranto.
Non dire ti amo se non è il vero, se è solo un gran bene anche se sincero, non dire ti amo perché sei creduto e poi torni indietro e dici di esser frainteso.
Non dire ti amo perché l'amore è altro è soffio di vento che guarisce un cuore infranto, è pioggia d'estate che rinfresca la rabbia è un emozione grande che si dona senza nebbia...
Nell'eterno frangere di un rio in festa inseguo l'ombra della luce, battito d'ali d'argentea pioggia; specchio rotto di mille stelle dove solo il pensiero osa.
Ed eccomi qui nella sosta obbligata della riflessione, per guardare oltre la tempesta: dove gocce di solitudine incalzano nella quiete della malinconia.
A volte penso che nulla sia più forte del rumore del silenzio; la mia mente è scossa da sensazioni che regalano emozioni intense: dentro di me, me stessa.
Infrangere lo specchio per riflettere in una moltitudine di io, e sono ognuna di loro: solo ombra della luce che s'infrange nel silenzio delle parole.
Ancora... crudele tristezza dentro me, uccidimi ogni giorno. Chiudi i miei occhi con la tua bieca felicità. Inganna i miei sospiri con il tuo finto calore. Ancora... dolce speranza dentro me, accarezzami ogni giorno. Apri le mie mani con la tua reale tenerezza. Alimenta il mio sogno d'amore con la tua fugace occhiata ogni giorno...
Tu che sola mi sai dare la forza di andare avanti... Sapere che ti ho vicina, sapere di vederti, di baciarti e sfiorarti riscalda in me ciò che oramai, col tempo era agghiacciato... Sei Tu e solamente Tu a gestire le mie emozioni... Io non sono altro che un burattino mosso dai fili invisibili ed inesorabili... dell'Amore che ho per te.
Mo vi scrivo quattro versi, dato che siete diversi, no, non froci né ricchioni: fumatori tosti e buoni, che fumate notte e giorno mentre chi vi sta d'intorno condivide il vizio audace senza mai trovare pace. Io fumavo da trent'anni nelle gioie e negli affanni respirando con fatica anche a quella vista antica (qual?, La rima ve lo dica), m'illudevo d'esser toro se ciucciavo una Marlboro, ma la resa peggiorava ogni giorno che passava. Non vi dico dei viaggi eran incubi selvaggi, sempre in cerca di un ritiro per sbafarmi qualche tiro, poi vietato dappertutto e qui venne proprio il brutto: ore e giorni d'agonia per la sigaretta mia, non potendo, come adesso, manco accenderla nel cesso. Così dissi: caro amico lascia questo vizio antico dà una svolta alla tua vita prima che sia già finita se finire devi in cenere sia per Bacco, sia per Venere, non sprecare soldi e fiato, non tossire a mozzafiato, smetti e goditi la vita, gioca nuova la partita: così feci e, non vi mento, ne son sempre più contento: se vi servono più dati meditate gli allegati.