Un giorno vidi un uomo, un uomo strano a dire il vero chi egli fosse tuttora rimane per me un mistero. Era un soggetto alquanto singolare ciò che lui faceva nessun altro lo riusciva a fare.
Lui giocava, sì, avete capito bene, giocava e di nient'altro si interessava. Come i bambini le novità scopriva ma solo di carta e penna si serviva.
Giocava con le parole, sue amiche erano le congiunzioni che usava come i mattoncini delle costruzioni per creare palazzi fatti per misteriosi abitanti, sue compagne erano le virgole e i punti suoi fedeli aiutanti. Con un verbo dava il movimento ad un soggetto con un aggettivo o un'apposizione arricchiva un concetto.
Se le parole non erano contente di stare come stavano e con lui stonate si lamentavano egli minimamente si indispettiva cominciando invece una nuova trattativa subito le accontentava con un articolo o un verbo in più o in meno.
Una vita del genere a molti provocherebbe noia, ma non per l'uomo che giocava con le parole, ogni giorno era una sfida e una gioia accontentare un verbo, litigare con un complemento tutto questo per lui era un vero divertimento!
C'era chi lo credeva pazzo, a vederlo lì seduto a conversare con la sintassi, c'era chi lo credeva un genio, chi lo chiamava poeta, scrittore, professore! Ma in verità a lui non interessava, l'unica cosa che lo intristiva era lasciare le parole alla deriva.
Come venne così se ne andò un giorno mai più lo si trovò. Io ancora credo che lui giochi con le sue amate parole con cui trascorreva felice tutte le ore.
Arcobaleni sagomati nella sabbia lambiscono i sentieri esportazione sottobanco di futili pensieri seguendo stelle d'ormai sfocata luce sentendo voci roche bagnate da liquor di noce asciutto è il suono di grasse andate feste nature morte... ferme come le tende alle finestre darsene chiuse da naufragate situazioni righe di scogli immobili infrangano emozioni alte maree sommergono doveri e frustrazioni.
Trasporta amore il fiume che attraversa la mia anima ma la paura delle sue correnti... delle sue rapide... le anse i continui mutamenti stravolgono lo scorrere dei sentimenti
Toccare sponde dolci senza un approdo per il cuore e ritornare al centro portando dietro me scie di dolore
Ho già calato ancore nei miei fondali per rimanere fermo cercando appigli... senza assorbire i mali
Ma il vento strappa i miei legami e scivolano via le tue... dalle mie mani
Porta con se i colori dell'amore il lungo fiume che mi divide l'anima ma non ho più paura delle sue correnti il cuore è calmo e segue lo scorrere dei sentimenti.
Vita piena di colori che di rosa odori di nero poi pennelli i momenti meno belli Vesti però in grigio un giorno un poco bigio Giallo, verde e blu servono a tirarci su Ed ecco tinto in rosso un cuore grosso grosso Vita piena di colori fa che il 2009 illumini i nostri cuori.
Sei entrata nella mia fabbrica Al primo sguardo ti sei innamorata mi hai baciato mi hai coccolato Mi hai usato per mesi Mi hai sfruttato per giorni Siamo stati assieme minuto per minuto Ora sono rimasto solo Ora mi hai abbandonato Ero il tuo dolce giocattolo.
Un sogno Quante volte abbiamo fatto l'amore Nascondendoci da occhi indiscreti. Sento ancora il tuo profumo nel mio letto Rilavo e rilavo le lenzuola ma l'odore permane Il tuo profumo sovrasta anche il fiore più odoroso.
Ripenso ai primi momenti e i tuoi attimi di imbarazzo Le tue mani fredde e sudate che per ore stringevo Le tue labbra morbide che adoravo baciare I tuoi capelli sempre spettinati che accarezzavo I tuoi occhi seducenti e sorridenti
Ripenso alla passione mentre ci baciavamo Ripenso alle ore nel letto insieme, Ripenso ai nostri nudi corpi sotto le lenzuola. Ripenso alle volte che abbiamo fatto l'amore Ripenso a quando mi stringevi forte e mi dicevi "ti amo"
Un suono sopraggiunse al mio orecchio e mi svegliai