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Poesie di Serena Cerullo

Studentessa, nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Leggi di Murphy e in Frasi per ogni occasione.

Stille

Se vivessimo in un mare di piacere
ci lasceremmo trascinare ben presto in basso
e storditi in esso annegheremmo.
Chi mai, invece, vorrebbe annegare nel dolore?
Ci preoccupiamo di tenerci bene a galla,
guai a lasciarsi andare!
Riconoscenti accogliamo quelle piccole gocce
che misericordiose per qualche attimo
rischiarano i bui flutti in cui ci dibattiamo.
Il piacere, per esser definito tale,
deve assomigliare a una minuscola, brillante goccia
che cade in un mare di torbido dolore.
Serena Cerullo
Composta lunedì 8 agosto 2011
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    Eris

    E si dissero:
    da qualche parte dobbiamo pur cominciare!
    Così s'inventarono la ruota,
    che andava avanti senza troppo pensare.
    Ma a quel punto...
    in qualche modo pur indietro potremmo tornare!
    Così s'inventarono la storia,
    che lo faceva senza troppo penare.
    Ma ci voleva qualcosa per stare anche un po' fermi!
    Quindi s'inventarono la discordia
    che rende tutti un po acerbi,
    rompe le ruote e sfalda la storia.
    Serena Cerullo
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      Per esser poeta

      Per esser poeta, cosa ci vuole?
      La retorica, le emozioni o lo stile?
      Forse basterebbe non pensarci più di tanto
      non tentare di definire, di (rin)chiuderci.
      Cominciare a costruire qualcosa,
      parole che si tengono per mano
      vicine per non perdersi e farsi coraggio.
      Parole che dicono tanto,
      anche quello che non vorremmo.
      Per esser poeta,
      basta prendere per mano le parole
      e non sentirsi più soli.
      Serena Cerullo
      Composta venerdì 16 luglio 2010
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        La marcia dei pinguini

        Lo sapete come marcia un pinguino?
        Ondeggia, traballa ma non cade
        e soprattutto va avanti,
        fino ad arrivare lì nel blu,
        e la marcia diventa danza.
        Dopo tornano risoluti a marciare
        certi che rivedranno presto il loro cielo.
        Forse dovremmo imparare un qualcosa dai pinguini.
        Serena Cerullo
        Composta venerdì 2 luglio 2010
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          La luna nel pozzo

          La notte avanzava con passo incerto,
          tessevan i grilli un morbido concerto
          ma qualcosa proprio non andava,
          guardai in alto e proprio lei mancava!

          Di questa assenza molto mi rammaricai
          e del resto più non mi preoccupai.
          La serata era proprio rovinata
          la mia bella non s'era presentata.

          Stolto! mi chiamai quando infine seppi
          e dir che avrei preferito esser ai ceppi!
          Ma la luna era caduta nel pozzo,
          non era il racconto di un pazzo,
          era scesa davvero per ripescar le stelle,
          se ne stavan ammollo le birbantelle!

          Raggiunsi celer la mia vera amata
          e così passò quella bizzarra nottata.
          Ogni tanto ancor oggi si mostra la luna
          facendo capolino senza remora alcuna
          ed è felice di rimaner dov'è
          senza nessuno che la costringa con sé.
          Serena Cerullo
          Composta martedì 29 giugno 2010
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            La metafisica delle schegge

            Ingaggiamo piccole e grandi crociate contro il mondo.
            Continuamente agiamo, ci muoviamo
            e davvero poco riflettiamo
            ma non ne abbiamo proprio tempo!
            Nessuno non ci aspetterebbe!, e quindi corriamo
            per un dove
            inseguendo un qualcosa
            spinti da un perché
            partendo da chissà cosa.
            Il presente non esiste e il passato non è di moda!
            Viviamo nel futuro?
            Quindi da nessuna parte,
            e se partiamo da nessuna parte dove vogliamo arrivare?
            Se ci muoviamo dal nulla a nessun posto alla fine restiamo fermi,
            ma allora torniamo al punto di partenza!
            Però il mondo così proprio non gira
            e quella chimera che fatalisticamente invochiamo come la realtà non c'è
            o più semplicemente non la vediamo come vorremmo
            e ci siamo proprio in mezzo.
            Il problema allora diventa:
            viviamo nelle schegge della realtà o in una realtà scheggiata?

            Si scelga il male minore.
            Serena Cerullo
            Composta mercoledì 5 maggio 2010
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              Naufragar

              Poetico viaggiare è ondeggiare, cadere e risalire
              lieti di non aver un fine.
              Ed è poetico soffrire perché è un po' come morire,
              e poter galleggiare in quel triste mare senza rischiare di affogare.
              E navigo come un legno in balia dei flutti,
              senza mai poter fermare le lacrime
              che indolenti macchiano le pagine
              di questo mio spirito
              imperterrito e sciocco
              che infine si abbandona vilmente
              e precipita sempre più lentamente
              in quel triste mare buio preludio d'oblio.
              Serena Cerullo
              Composta martedì 16 febbraio 2010
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                Solitudo

                Come obelischi di solitudine
                proiettati verso un cielo vuoto.
                Come gabbiani scampati a una tempesta
                La meta è ormai perduta e poco c'importa.
                Vuoto e avvizzito è il nostro animo
                e con esso languono Speranza e Amore.
                Esuli in questo deserto (da noi stessi voluto)
                arsi dal cocente astro
                come torri solitarie
                godiamo della compagnia della nostra sola ombra
                che indifferente ci assisterà fino alla nostra caduta.
                Serena Cerullo
                Composta lunedì 18 gennaio 2010
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                  Dove gli aerei volano basso

                  Ho visto un posto dove gli aerei volano basso
                  e i bambini non hanno sogni
                  Ho visto e non avrei voluto vedere
                  perché ai miei occhi di bambina
                  è apparso il più squallido dei mondi.
                  Ho visto e non potrò dimenticare,
                  i miei occhi non sono più ottenebrati dall'innocenza infantile
                  ma portano le lenti troppo nitide della realtà.
                  Serena Cerullo
                  Composta martedì 3 novembre 2009
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                    Fantasie

                    Dall'alto delle mie fantasie giudicavo la realtà inutile e inferiore,
                    non sapevo di vivere su un castello di carte
                    che al primo colpo di vento è stato spazzato via.
                    Sono caduta di schianto in quella squallida realtà
                    e non c'erano rose ad attendermi ma le loro spine a ferirmi.
                    Serena Cerullo
                    Composta nel 2009
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