Il mar d'inverno con le sue burrasche mi fa trasalire. Il mar d'agosto, placido e armonioso mi rapisce l'anima... "Mare mare, ma perché non m'inghiotti con i tuoi flutti mi trascini su isole caraibiche"? Niente più eros, solo epos. Mare come sei vitale Già a maggio t'assaporo passeggiando sulla proda, Racchiudendo un segreto consumandosi sotto gli abissi intrecciarsi di pensieri.
Camminando sotto la pioggia ho dissolto i miei umori. Sotto questo cielo plumbeo catturai le luci delle vetrine il neon di lampioni. Cambia aspetto la città la pioggia fine che stilla tenue sulla verzura. La natura è contenta; un effluvio vitale ha ridato linfa alle sue radici
Contraddizioni In filigrana osservar la vita quante le contraddizioni, nonsense [...] Non seppi mai cosa fu il vivere In apparenza intuì l'avvilupparsi dei fenomeni indistinti, sensi illogici Il male di vivere spesso ho incontrato (sic) Lo incontrai veramente per lunghi anni Complessi dell'anima immerso nei meandri oscuri della mente approssimativamente valutare ciò che in realtà potrà accadere. Il solito domandarsi abbandonarsi alle certezze Quanta nostalgia... Il dileguarsi degli anni la lotta tra l'ideale e il reale.
Seduto a rimirar il mare, avvolto da mille pensieri, cade il mio sguardo ora su un'onda, poi su di un'altra fin la giù in fondo dove nulla l'occhio mio scorge e dico... Orizzonte!
S'accende la mente, s'avviano i sogni, e passo le ore i minuti i secondi, inteso a pensare che sarà oltre sto mare? Chi sarò se laggiù mai sederò? Chi ci sarà a braccia aperte ad attender di là?
E passano i giorni, poi mese poi anni, mi son seduto, fresco e senza fatica ed ora appena riesco ad alzarmi, e abbasso lo sguardo.
Ma dove sono? Prima la spiaggia, fiori e bei prati... ora qualcuno si è divertito a mescolar tutte le cose, solo rimasto è questo mare, a cui lentamente io mi avvicino sull'acqua un riflesso d'un uomo mai visto al che domando: chi costui mai sarà?
Ed il mio cuore: quello sei tu! Da sempre seduto a pensare ciò che sarebbe mai capitato se altrove ti fossi trovato se in un altro tu fossi mai nato dimenticando che io ero qui e ti avrei aiutato a divenir ciò che tu hai sempre sognato solo e soltanto se le tue gambe avessero mai camminato
E invece solo, e seduto, ti sei annichilito or pronto a morire senza riuscir nemmeno a gioire per ciò che al mondo sei stato chiamato in una parola... vivere!
Nel mondo smarrito segui le orme di un nefasto domani che non ha forme, del tanto dolore ne fai amore il pianto nascosto lo tieni nel cuore.
A colei a cui hai dato lo strazio infinito dona ancora il tuo amore ferito, nulla separa ciò che Dio ha unito, ma nel profondo del cuore niente è proibito.
Di vita vesti i tuoi giorni, metti il sorriso, ma non torni, non leggi le frasi d'amore faresti soffrire il suo cuore.
Le note si alternano strane sul foglio del vostro giardino, non saprai quanto è verde il destino se non avrai mai lei vicino...
Istanti mi appartengono di te... Ricamano la mente... Scaldano il tempo di un pensiero... Istanti pieni di te ad ogni sguardo, ad ogni parola, ad ogni respiro... E ti amo nel mio silenzio e ti rincorro nei miei gesti e ti accarezzo nel mio cuore. Istanti come nubi che lasciano al sole illuminare giardini... risuonanti d'echi d'amore... Istanti dove note accompagnano frasi di sogni... Istanti unici per le mie labbra che sussurrano, ostinatamente, ti amo.
Spero che domani sia un giorno migliore. Spero che possa apparirmi il sole. Spero che possa continuare a respirare. Spero che possa continuare a camminare, se non per la via per un sentiero. Con la dignità ed essere donna di essere fiero. Spero un giorno di essere capita prima che la mia vita sia finita. Spero che resti un brutto sogno, dei ricordi non ho bisogno. Spero presto di cancellare tutto questo immenso male che mi porta a naufragare ogni volta che devo ricordare. Una cosa sola spero che nel mio cuore torni il sereno. La Speranza è un bagliore che arriva dritto al cuore. Il mio io potrà finire... ma lei non potrà scomparire. Lascerò di me qua e la un segno. Così chi legge sentirà lo sdegno Qualcuno dopo di me ci sarà si chiederà un po' qua, un po' la, il puzzle unirà e tanta gente capirà quanto male fa parlare senza sapere puntare il dito, godere.
La vita, un impetuoso fiume, scorre senza sosta, tutto sovrasta, tutto travolge, può far soffrire nei momenti di difficoltà, lo puoi deviare, ma mai lo potrai fermare, se non quando sfocerà nel mare, il capolinea, prima di ritornar a scorrere verso l'ignoto!
Un impetuoso fiume, che sempre evolve, che mai si ferma, accarezza le pietre, superandole dolcemente, non bastano gli ostacoli per smorzare il suo corso, un tetragono inafferrabile, dona la vita a chi di lui si nutre, dona la vita a chi in lui vive, unica fonte per l'esistenza dei mari, unica ragione di vita di ogni essere.
La vita, un interminabile fiume, sempre uguale, ma diverso, dipende dagli occhi e dal cuore, di chi seduto lo osserva, o di chi, sulla barca lo vive!
Mi presento io "non son nessuno" Sono io e basta Ma tu chi sei! Tu, si dico a te che ti prodighi per sapere di me Siamo caduti qui in terra in tutta fretta come angeli dal cielo Chi ha un'ala rotta, chi s'alza in volo e cambia rotta Io sono un'anima sola e basta tu vattenn' a me non ce pensà.