Vorrei incontrarti in una giornata di sole O sotto la pioggia Quando tu sarai più grande E quando lo sarò anche io. Vorrei parlare con te E raccontandoci le nostre vite Capire che la tua È magnifica anche senza di me. Vorrei riparlare del passato E di quando eravamo giovani Cuori amanti E che senza un perché Io mi ero innamorata di te. Chissà cosa sarà di noi Un domani Chissà cosa diventerai tu Amore della mia giovinezza E chissà io cosa sarò Perché ora proprio non lo so.
Frammenti d'indicibile pensiero, briciole d'umana inconsistenza, si accalcano disordinatamente in mente quali stormi in fuga dal cielo.
Impazientemente tutto crolla come fosse niente: scaraventati giù verticalmente, ribaltiamo tutto in cerca di sentenze, cercando l'acuta saggezza tra avanzi d'insipida ignoranza.
Il dolce e l'amaro del giorno rivive la notte, sì che -anche a volerlo- non potremmo più nasconderlo tra le mani: basterebbe togliersele dagli occhi per accorgersi di mentire a se stessi...
Intanto l'uomo invisibile del giorno fattosi notte si gode in solitudine quell'attimo maturo di trepidante attesa, seguendo da anni le luci inconsistenti dell'alba.
Sul letto inondato di fiori ho baciato il tuo volto immobile
Mani fredde cingevano rose rosse rose appassite
Sul freddo letto la tua fronte luminosa ricordava lampi di vita di felicità
Dal letto vergine di giovinezza spezzata il canto candido la voce eterna della tua anima ancora sale alle stelle, del nostro amore eterne silenziose testimoni.
Noto qualcosa strana camminare nel silenzio della notte oscura. Il cuore si rifugia nella grotta ascoltando un silenzio maturo. È un bisbiglio nel cielo un fantasma nella luna un raggio di tristezza trasformato in paura? La sveglia ritma la notte un cane risponde a una stella il tarlo della memoria avanza rodendo il legno della mente. Il sogno si tinge di rosso una donna cavalca nuda un cavallo con la coda nera su una spiaggia piena di sirene. Sarà la voce del pensiero, sarà la spada della guerra, o il vuoto che portiamo dietro? È un fiore bianco una ferita nella sera una luce spenta in tenebre senza veli. Noto qualcosa conosciuta nella luce: la notte è giorno senza più paura. Il cavallo ritorna nell'azzurro: quest'uomo ritorna fanciullo.