Poesie personali


Scritta da: dax
in Poesie (Poesie personali)

Non ti dimenticherò

Dormi il sonno della speranza eterna,
nel tuo giaciglio di terra
tua madre t'abbraccia nel calore della vita

Il tuo cuore dorme nel petto
germogliando una piccola viola

Sapremo ritrovarci un giorno
quando l'eterno mare dell'esistenza
spingerà la mia barca nel tuo porto silenzioso

Vedremo nel cielo dell'eternità
colorarsi i nostri volti, nel sorriso
di chi contempla l'infinita libertà
l'amore della pietà di Dio.
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    Scritta da: dax
    in Poesie (Poesie personali)

    Libellule

    Libellule dalle ali spezzate
    il cielo ha inghiottito
    i vostri pensieri d'amore

    Sui fiori rattristati
    dalla vostra assenza
    cala il sipario della notte,
    come cade l'illusione
    della libertà, il potere
    vi schiaccia in una
    morsa di ghiaccio sporco

    Libellule dalle ali spezzate
    gli occhi sbarrati
    sul viso del vostro assassino
    si riempiono di sangue vergine

    Libellule dalle ali spezzate
    la severità del vostro giudizio
    condannerà noi ad un eterno pentimento.
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      Scritta da: Giulia Guglielmino
      in Poesie (Poesie personali)

      Piano solo

      Se fossi uno strumento musicale
      sarei sicuramente un pianoforte...
      Come le sue note, che avanzando in punta di piedi generano spesso dolci e silenziose emozioni.
      Come i suoi tasti bianchi a neri...
      Un inevitabile contrasto, una lotta interiore continua...

      Se fossi uno strumento musicale
      sarei sicuramente un pianoforte...
      Che da solo può fare tanto...
      In pochi istanti
      può rendere completo l animo di una persona;
      In pochi istanti può far sorridere,
      può far piangere, può far ricordare, può farsi amare...

      Se fossi uno strumento musicale
      sarei sicuramente un pianoforte...
      Che però ha bisogno del suo pianista
      per poter vivere...
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        Scritta da: Don Juan
        in Poesie (Poesie personali)
        Quando la solitudine diventa rabbia,
        e le notti diventano eterne
        ogni mattino è una nuova condanna,
        ogni respiro è una maledizione.
        Passa il tempo e lascio indietro
        la felicità di esserci ancora,
        cresce il vuoto e crescerà
        ad ogni luna cui urlerò contro.
        Corro instabile su invisibili fili,
        mi aggrappo alle rovine e scopro lividi
        che ormai non fanno male ma scortano
        i pensieri lì dove ho sotterrato
        l'ultimo giorno felice,
        l'ultimo respiro sensato.
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          Scritta da: Rosarita De Martino
          in Poesie (Poesie personali)

          Nuovo prestito

          Ieri,
          dalla banca del tuo cuore,
          ho prelevato
          scintille di luce,
          colorati fiori di speranza,
          trasparenti nuvole di gioia.
          Ma il tempo ha intaccato
          il mio patrimonio d'amore.
          Oggi,
          stringendo fra le mani
          appassiti fiori di speranza,
          incerta m'incammino
          per l'antica strada
          e ritrovo ancora
          aperta per me
          la banca del tuo cuore.
          Vi entro e sicura
          vi riscuoto
          nuovo prestito
          dal tuo intatto
          tesoro d'amore.
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            Scritta da: Don Juan
            in Poesie (Poesie personali)
            Si può chiamare ancora notte
            quell'oscuro manto che non ha più luna,
            quel cielo senza stelle ormai?
            Si può chiamare ancora rosa
            quel fiore spoglio e scuro
            che oscilla stanco al vento?
            È ancora un uomo
            quell'uomo che non ha più sogni,
            che non ha più radici,
            che non vede più la luce del sole?
            Quell'uomo che vaga morto
            nella terra dei vivi,
            quell'uomo che nelle mani stringe
            una vita sconclusionata
            cercando un chiodo cui fissarla?
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              Scritta da: Danilo
              in Poesie (Poesie personali)

              Partenza

              Anche l'ultima nave sta salpando dal Porto del mio Cuore
              ormai inondato dal Vuoto
              che ho creato con la mia Falsità,
              intanto ti saluto con la testa china di chi non l'ha mai alzata
              per paura di Perderti,
              eppure ti stai allontanando lo stesso
              e dall'alto del ponte cercherai ancora il mio Sguardo
              che ti dica di fermarti,
              ma sai che non arriverà
              e quel mare di Lacrime
              ti porterà lontano da me per sempre
              e una volta che varcherai l'Orizzonte
              io entrerò nella Stanza dei nostri Ricordi
              per finire di Sprofondare
              nella Solitudine del Silenzio...
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