Poesie personali


Scritta da: Leandro C.
in Poesie (Poesie personali)

Messina 1° Ottobre 2009

Molti stavano lavorando
Mentre stava piovigginando,
Ogni tanto fuori davi un'occhiata
a quella pioggia sempre più in picchiata.
L'acqua nelle strade sta salendo
Ed i torrenti sta inondando,
La montagna sta assorbendo
Ma pian piano sta cedendo,
Guardate si sta mollando
è un'immensa valanga di fango.
La gente urla e chiede aiuto
Qualcuno non è sopravvissuto,
Sono bastate poche ore
Per creare il terrore.
Il fango ha travolto tutto
e si è portato via molte vite soprattutto,
è arrivato fino a valle
Lasciando solo devastazione alle sue spalle.
C'è la strada da liberare
e per questo bisogna spalare,
Scavare incessantemente
Per salvare quella gente.
La lista dei morti è in aumento
Un altro cuore purtroppo si è spento,
Ancora si cercano i dispersi
Sono ancora diversi.
Sabato 10 Ottobre
Funerali di Stato tra luci ed ombre,
Un omaggio a chi è morto con onore
Noi tutti ci uniamo al vostro dolore.
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    Scritta da: Enzo D.
    in Poesie (Poesie personali)

    Le mie poesie

    Povere umili creature,
    belle come agli occhi del padre le figlie,
    ma in realtà non so come sono.
    Ma so cosa sono.
    Amiche fidate, confidenti pazienti
    sempre disposte ad ascoltarmi,
    senza contraddire i miei deliri,
    senza ridere dei miei sogni grotteschi.
    Fioche candeline
    che nella notte della solitudine
    illuminano il cuore, steso lì, sulla pagina.
    Voci tolte alla mente per far parlare l'anima
    affacciata su spiragli di irrealtà, di sogni,
    su marcite di rimpianti, scorci di speranze.
    Faville del rogo di sensazioni,
    che cova nei recessi cupi dell'essere,
    sprizzate alla luce e spentesi sulla carta,
    per catturare e lenire emozioni.
    Storie di un attimo, di un giorno... una vita,
    nate non per raccontare un libro
    ma per riempire un cuore spogliato.
    Ali di silenzi gravanti, parole erranti,
    rifugio sereno di pensieri smarriti,
    manine giunte per le mie preghiere.
    Complici innocenti dei miei stessi peccati.
    Composta lunedì 21 settembre 2009
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      Scritta da: Enzo D.
      in Poesie (Poesie personali)

      Vivrò

      Tu eri quell'età che non ho mai avuto,
      una stagione che non ho mai vissuto,
      un sorso d'acqua senza una fontana,
      una luce senza una candela.
      Che me ne faccio di sorrisi e gioie,
      di fiori profumati, cieli azzurri, verdi prati
      che ti sei portati via?
      Mi basta che la pioggia non mi bagni,
      il sole non mi bruci, il freddo non mi geli.
      Le tue mani sono quel soffitto.
      O sei quel ciocco che arde nel camino
      o quella lanterna appesa all'abbaino.
      E dico quiete il mio silenzio mesto
      e pace la mia solitudine romita,
      acque amare che batte ma non fende
      il remo inutile di pensieri alla deriva.
      E consumerò l'audacia di frutti nuovi
      raccolti quasi acerbi ancora,
      la voluttà di un desinar bollente,
      la lussuria di un buon bicchier di vino.
      Una sigaretta da baciare lentamente.
      Il dormiveglia sereno di preghiera.
      Ed è già notte.
      Composta venerdì 23 gennaio 2009
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        Scritta da: Mariella Mulas
        in Poesie (Poesie personali)

        Odo un canto...

        Odo un canto...
        e un inquieto suono accanto,
        forse note di violino
        che sommesse poi si liberano
        frizzando di brividi lo spazio...
        Scorrono poi nuovamente lievi
        quasi a voler riconoscere morbidezze
        trovando, all'opposto, inattesi spigoli di toni stridenti.

        E, invece, l'immagine di un archetto tra agili dita
        a carezzare corde
        invoglia solo un tempo sospirato da armonie
        e rassettato da senso di leggerezza
        in cuori ingenui che danzano...
        danzano battiti, nati a sedurre pensieri di felicità
        poi inesorabilmente più frenetici
        in giri di vorticoso destino.

        Questo destino,
        come lupo che lancia ululi alla luna
        di condanna predatrice,
        annusa orme d'innumerevoli sogni lieti
        lungo il percorso di ogni singolo sentiero,
        e, subito dopo, con balzo fulmineo,
        scova divorando quelle arie deboli di attese
        costringendo suoni in vibrati lamenti,
        cupi, ridondanti di sragionata dolenza,
        così che, quelle visioni agognate di paradisi,
        sono esclusivi inferni d'irreale,

        dove venti alteri spogliano rami in primavera,
        dove gocce, credute ristoratrici
        si cristallizzano di sabbia
        su zolle sospiranti già d'arsura,
        fino ad annullare speranze di sguardi all'orizzonte
        in apparenze di sorrisi
        nella vita soggiogata, all'improvviso,
        da sole letture trascritte in spartiti di lacrime.

        Odo un canto, e ancora più forte e infinito
        un inquieto suono accanto... come di cigno morente.

        Mi fascio di penombra di tramonto in questo difficile esistere accompagnandomi, ormai certa,
        a note finali di un violino impazzito.
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          Scritta da: Mariella Mulas
          in Poesie (Poesie personali)

          Inventarsi l'anima felice

          Dolce oblio
          dell'esistenza stanca
          è inventarsi
          l'anima felice...
          e non scandagliare segreti
          nei ripostigli della memoria...
          Trovare solo ingenuità
          di parole,
          brevi parole,
          balbettate di sorrisi
          in prime pronunce d'amore...
          Dolce quindi alienare passioni
          e accomodare
          unicamente istanti
          dove baci
          sono immagini rosa
          fra labbra,
          e non brividi...
          Circuisco pensieri solitari
          fra antiche pagine
          di romanzi
          per essere apparente,
          senza realtà,
          solo romantica di emozioni,
          granelli di sogni
          che non indagano mai
          nel profondo dell'infelicità.
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            Scritta da: Mariella Mulas
            in Poesie (Poesie personali)
            Ogni nube, ogni goccia di pioggia,
            ogni bolla d'aria che, tra nubi, tingerà
            un arcobaleno,
            ogni raggio che scintillerà,
            ogni farfalla che si accosterà di voli lieti,
            ogni canto melodioso d'uccelli,
            ogni fiore che con i suoi petali
            rallegrerà il tuo sorriso,
            sarà lungo sguardo d'amore
            che ti accarezza quando non sei con me.
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              Scritta da: Giusy
              in Poesie (Poesie personali)

              Parole

              Parole
              che tra versi e prose
              v'inondate,
              che tra poesia e musica
              viaggiate,
              lasciando scie sfumate
              dai rosati sentimenti.
              Parole
              potenti e magiche,
              che di profumi intensi
              inebriate,
              chi il sentiero dell'amore
              incrocia.
              Parole
              che attraverso le labbra dei poeti
              cantate la voce dell'anima,
              e attraverso le dita dei musicanti
              danzate di grazia
              tra le melodiche note,
              donando ai cuori innamorati
              palpiti zaffirati dal dolce sentire.
              Parole
              non fermatevi mai di stupire,
              di sedurre
              di conquistare.
              Parole
              che la musica decorate
              di sentimenti e poesia,
              che luoghi lontani raggiungete
              tra sorrisi e dolce malinconia,
              non abbandonate in questa
              gabbia grigia
              l'anima mia.
              Lasciate che da essa
              germogli la mia poesia.
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                Scritta da: Giusy
                in Poesie (Poesie personali)

                A te

                Le tue mani rugose,
                accompagnavano i miei primi anni di vita
                ed in quelle mani,
                v'era il conforto della saggezza.
                Ricordo ancora i tuoi racconti,
                che nelle giornate raccolte
                dal freddo dell'inverno,
                erano pillole di saggezza e d'esempio
                per noi figli
                dei tuoi figli.
                E nelle sere di nebbia un tuo sorriso
                sembrava regalarci la luce
                della tua mai abbandonata speranza.
                E tra quelle mani,
                che di rughe e calli
                il lavoro tuo faticoso incise
                ritrovavo il calore delle tue carezze,
                come un padre che per il figlio
                si scopre,
                per ripararlo dal freddo della vita.
                Ricordo ancora i tuoi sorrisi,
                così come i tuoi rimproveri
                che rafforzavano l'anima mia.
                Ed ho ancora tra le mani
                i tuoi preziosi semi che mi desti
                che adesso semino nel terreno della vita,
                quella vita
                che amaramente mi derubò,
                della tua preziosa presenza.
                Un ultimo respiro tra le mie braccia...
                sentii la placida morte a te arrivare
                che spietata,
                ti strappò da me.
                L'ultimo tuo sguardo al mondo
                un istante agonizzante ti soffocò il respiro,
                quell'istante,
                che mi travolse
                nel dolore per averti perso.
                Quell'istante,
                suggellato da quell'urlo impotente
                che invano ti chiamò a sé.
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                  Scritta da: Giusy
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Fede

                  Camminerò per questa vita
                  con in mano le ricchezze dell'anima mia,
                  i miei sogni faranno da scudo
                  alle correnti che incontrerò
                  errando per queste terre.
                  I miei piedi mi condurranno
                  verso la luce del sole
                  per ritrovarla.
                  Cammineranno su erbe spinose,
                  supereranno gli ostacoli,
                  sanguinanti ma più forti
                  ed ogni volta che cadrò,
                  Tu mi sorreggerai.
                  Ti vedrò negli alberi,
                  tra le nuvole,
                  nella fragilità delle farfalle.
                  Ti ascolterò nei canti degli usignoli,
                  nel pianto di un bambino,
                  nella voce di un anziano.
                  Ti sentirò nel profumo dei fiori degli aranci,
                  nella freschezza della brezza marina
                  nell'odore della terra.
                  Ti toccherò nel dolore agonizzante
                  della vita e lì...
                  Ti troverò.
                  Troverò le risposte nel mistero della vita,
                  accetterò inchinandomi al Tuo disegno
                  e troverò al dolore che si presenterà un senso.
                  Troverò il tutto nel nulla,
                  l'immenso nell'infinito,
                  vedrò il nero bianco,
                  troverò la luce nelle tenebre
                  e sorriderò ad ogni mia lacrima,
                  perché so che Tu sarai con me.
                  Ed io...
                  mi nutrirò di fede,
                  perché nulla ha senso
                  senza la speranza.
                  Composta giovedì 12 giugno 2008
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