Poesie personali


Scritta da: Concetta Antonelli
in Poesie (Poesie personali)

Rassegnata all'arrivo del giorno

Una improbabile luce
rivela le ombre del cuscino
in riflessi blu cobalto
dal sapore metallico
con lieve sentore di nebbia

Ecco
scarna la notte affiora

Raccolgo stracci dalla notte
(in fondo sono solo pensieri)
rassegnata all'arrivo del giorno
non mi resta che ricominciare
il mio viaggio con un respiro di mare.
Composta martedì 17 novembre 2009
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    Scritta da: Concetta Antonelli
    in Poesie (Poesie personali)

    Uno dei tuoi pensieri

    Così, quel giorno ho saputo
    d'essermi innamorata

    Era fiorita la tua anima nei pensieri
    aveva messo radici e foglie
    a mia insaputa

    Ed io svernavo silenziosa, ignara
    dei petali di pesco
    addormentata
    sui miei stessi sogni

    Tu, la mia aurora
    e le mie ali e la voglia
    d'essere perdutamente
    niente altro
    che uno dei tuoi pensieri.
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      Scritta da: Mario De Rosa
      in Poesie (Poesie personali)

      Duc in altum

      Ora spazia aquila nei cieli
      dalla luce circonfuso del suo bene,
      da tutti Karol compianto padre.
      D'amore lunga scia, nel cuore
      degli uomini ha tracciato,
      parole dure senza falsi giri,
      oppure dolci, da involare il cuore,
      di umili, avversi o disperati.

      Santo e profeta, con il suo bordone,
      pellegrino negli arsi deserti dell'incuria,
      in alto acuto falco s'è levato,
      per indicarci il sentiero della vita.

      Ora prega per noi, Giovanni Paolo,
      dalle alture alza pure la voce,
      che il popolo di Dio, dura cervice,
      d'oro ha costruito altri vitelli;
      mentre i Leviti già allungano le frange,
      pagine scorrono del vangelo al vento.
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        Scritta da: DolceBuba
        in Poesie (Poesie personali)

        Ladra di sogni

        Nel dedalo di strade meneghine
        vestite d'autunno,
        si deposita la bruma
        in ogni dove - come polvere
        sui mobili in ciliegio di un palazzo d'epoca -
        e della città tutti i colori assorbe.

        Incrocio anonimi visi,
        che si mescolano e si fondono
        sino a divenire uno di quei ritratti
        sulle tele di Picasso;
        le guglie del Duomo sfiorano il cielo,
        dove non giungono nemmeno
        i miei pensieri, intrappolati
        nei fili elettrici che conducono
        i filobus in percorsi obbligati.

        Cammino in quelle piazze
        arredate come salotti accoglienti
        che invitano a prendersi un tè
        e trovo che sia strano sentirsi
        una ladra di sogni a Milano...
        Composta sabato 14 novembre 2009
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          Scritta da: DolceBuba
          in Poesie (Poesie personali)

          Gli amanti

          Sono ladri di ore, gli amanti,
          avidi del tempo
          che si dilata e aderisce
          alle pareti della stanza
          come consunta carta da parati.

          Perduti in languidi sospiri,
          danzano ritmati
          sulle note della passione
          e naufragano
          tra le onde violente,
          che si infrangono
          sui loro corpi intrecciati.

          Si amano, gli amanti,
          ma non si appartengono:
          sono come ombre
          che si incontrano
          di nascosto nella notte
          e sbiadiscono
          alla prima luce del giorno...
          Composta lunedì 26 ottobre 2009
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            in Poesie (Poesie personali)

            L'immenso

            Guardo il mondo che è intorno,
            osservo attonita con lo sguardo
            un fiore, un cane,
            un passo che avanza...
            poi un silenzio mi
            sovrasta.
            Ecco l'immenso,
            qualcosa di astratto, lo
            sento, mi circonda...
            è a due passi dai miei
            desideri.
            La speranza permane,
            il mio cuore si arresta...
            ecco... l'ho raggiunto;
            l'immenso non è più
            un segreto.
            Composta giovedì 5 marzo 1998
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              in Poesie (Poesie personali)

              Messaggero d'amore

              In una notte d'autunno sotto stelle dorate,
              scortato da mille foglie secche dal vento trascinate,
              tu, messaggero d'amore impacciato svolazzavi
              e del mio cuore subitamente ti impossessavi.

              Deliziosa creatura celeste dal visino paffuto e delicato,
              in un attimo la tua tenerezza mi aveva già conquistato,
              quando il tuo sguardo dagli occhietti dolci, brillanti,
              incrociavano i miei commossi e lacrimanti.

              La tua manina piccina ed arrotondata
              un mio dito con forza afferrava,
              provando forse a fuggire ad una morte già stipulata,
              mentre la tua vita alla mia in eterno si legava.

              Tante sono le cose che avrei voluto dirti,
              mille gli insegnamenti da impartirti,
              tuttora di più quelli che avrei desiderato imparare
              dalla tua innocenza e dal tuo modo d'amare.

              Ora non ci sei più... o forse ci sei...
              però la mia anima col diavolo contratterei!
              Per poterti stringerti un volta ancora tra le mie braccia,
              perché tanto dolore e sofferenza non fossero più una minaccia.

              Vola in alto ad ogni modo mio caro angelo,
              con le ali spiegate libra su questo cielo,
              io tra gli astri nella notte ti cercherò,
              ed il mio amore per sempre a te enuncerò.
              Composta martedì 17 novembre 2009
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                in Poesie (Poesie personali)

                Quando sarò vecchia...

                Avrò gli occhi stanchi di tanto osservare,
                ed i piedi gonfi per il lungo andare.
                Prolungato sarà il sentiero transitato
                Non importa gli anni che avrò viaggiato.

                La mia pelle da carezze sarà abbandonata
                e la mia bocca alla mancanza di baci condannata,
                Anche se dentro di me sentirei ancora quel ardore,
                lo stesso che ha infervorato per tanti anni il mio cuore.

                Le mani saranno orfane e nei movimenti lente
                pur se piene di tenerezze e calore da regalare.
                Lo sguardo sarà carico di reminiscenze sonnolente
                ma così ugualmente intense da lacrime far affiorare.

                Il mio riflesso sullo specchio cambierà decisamente.
                I capelli imbiancati dalle nevi del tempo inclemente,
                Il viso segnato, marcato dalla età e da ogni suo evento,
                è questa la immagine che vedrò davanti a me in quel momento.

                Di esperienze il destino, a quel punto, me ne avrà date in verità tante,
                riempiendo la mia mente di una saggezza importante,
                eppure non avrò nessuno a chi il mio patrimonio delegare,
                neanche una persona che da questi miei insegnamenti vorrà imparare.

                Porterò con me ad ogni modo qualcosa di fondamentale,
                e sarà la serenità che dona la consapevolezza
                di aver sempre dato di me stessa quella mia parte essenziale
                amando la vita sempre con passione, e questa è la mia unica certezza.
                Composta martedì 17 novembre 2009
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Quando il silenzio diventa grido

                  Labbra serrate arrestano parole
                  Il mio sguardo è distaccato e perso nella distanza
                  intanto che lacrime scivolano sul viso lente e sole
                  Senza che tu gli dia la giusta importanza.

                  Inerme sei, seduto dall'altro lato della stanza.
                  La tua bocca verbo non proferisce.
                  Da lontano mi osservi quasi con riluttanza,
                  Mentre insidiosa la tua indifferenza il mio animo ferisce.

                  I tuoi occhi la tristezza nei miei ora non leggono,
                  le tue orecchie nella quiete il mio cuore non odono,
                  eppure in questo silenzio funebre esso al tuo non smette di gridare,
                  come mai non lo senti al tuo amore invocare!

                  Non cessa di supplicare, scongiurare, implorare;
                  pregare per un tuo gesto di tenerezza...
                  laddove pensieri malsani la mia mente continuano a torturare
                  provando a capire dov'è finita la tua antica dolcezza.

                  Ascolta questo mio grido esasperato,
                  e spazza via da me questo dolore esagerato!
                  Cancella il mio tormento con infinita amorevolezza
                  e suggella un nuovo patto tra noi con una gradevole carezza.
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