Poesie personali


Scritta da: BrutalBruzzi
in Poesie (Poesie personali)

Il Freddo di Agosto

Cercare di amare
Ed essere abbandonati prima ancora
Che succeda di poter amare ed essere amati.
Senza sapere se un giorno
Si amerà e si potrà
essere amati.
Fermare il tempo
Per paura di non avere
Più tempo.
Capire la
Crudeltà del momento.
Sentire il freddo
In Agosto.
Composta martedì 10 agosto 1999
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    Scritta da: Marco Bruni
    in Poesie (Poesie personali)

    Quintetto amoroso

    Per monti e per valli
    seguirò l'amata mia diletta,
    perché descrivere non so
    la bellezza che provo
    alla sua vista.
    La gioia, l'amore, l'allegria
    che l'impetuosa onda
    della sua passione ha
    gettato sulla desolata riva,
    della vita mia.
    Composta mercoledì 18 novembre 2009
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      Scritta da: Salvatore Riggio
      in Poesie (Poesie personali)

      Tu...

      Tu...
      Che vagabondo fin da giovane obbligato sei stato.
      Tu...
      Che troppe città nella tua infanzia hai cambiato.
      Tu...
      Si proprio tu! Che se ogni volta che hai cambiato vita
      rappresentasse una pagina di un libro,
      allora ne avresti riempito di pagine almeno una decina.
      Tu...
      Non so se non aver avuto amici da moccioso
      per te sia stato una fortuna o un peccato,
      eri sempre un vababondo solitario in questo mondo.
      Hai pianto per essere stato solo, ma lo nascondevi
      tratenevi le lacrime davanti gli altri perché tene saresti vergognato,
      era un segno di debolezza per te e questo non lo sopportavi.
      Tu...
      Che consideri comunque di essere stato fortunato,
      non averli avuto almeno significava che nel momento dell'addio
      la tristezza il tuo cuore mai avrebbe potuto sfiorare, si non l'ha toccato.
      Tu...
      Ma chi credi di prendere in giro?
      Preferisci continuare a mentire a te stesso?
      Sappiamo bene che te soffrivi come un cane...
      Avresti preferito essere dalla tristezza sfiorato
      ogni volta che l'addio si avvicinava,
      piùttosto che averla sempre avuto inciso
      nel tuo cuore che dimora per lei è stato.
      Tu...
      Che ormai cresciuto e piccolo uomo sei diventato,
      rimpiangi ciò che hai vissuto da moccioso, il tuo passato.
      Avresti voluto aver avuto un'infanzia piena di amicizie, di sorisi,
      di divertimento, di caldi abbracci come ogni bambino si meritava!
      Ma adesso ti ritrovi a mordicchiarti il labbro perché la tua non è andata
      come te speravi e ti riempie di rabbia perche sai che la tua...
      l'hanno bruciata...

      Tu... Ma perche stai piangendo?
      Io? Per... perché te mi odi...
      No, non odio te, ma la tua infanzia e ciò che ti stette intorno.
      E t... tu per... perché stai piangendo?
      Io? Le mie son solo lacrime di gioia perché
      il tuo è solo passato, una nuova vita ormai stai vivendo...
      Composta mercoledì 18 novembre 2009
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        Scritta da: Salvatore Riggio
        in Poesie (Poesie personali)

        Dinanzi a te col mazzo in mano

        Ora mi ritrovo dinanzi a te,
        con che coraggio lo faccio
        non ne ho alcuna idea.
        Son qui sperando di ritrovare
        una speranza per poter in futuro
        la nostra storia riiniziare,
        anche se dopo quel che accade
        sembrerebbe soltanto una follia.
        Intanto un petalo di biancospino
        scorsi danzare nel aria che in terra cadde.

        Ora mi ritrovo dinanzi a te con questo mazzo di fiori
        stretto in pugno, mi accorsi che tu li iniziasti ad osservare.
        Il tuo sguardo era gelido mi sembrò che le camelie rosa e rosse
        si radrizzassero da quei due diamanti, quasi che stessero per gridare
        ed ora si alzò anche una leggera brezza, ho comesso un sbaglio
        presentarmi qui da te, la speranza si sta affievolendo e ne ho paura...
        Nel fratempo la porta, le finestre sbattero violentamente per la brezza
        che semper piu forte divenne e la luna piena si nascose tra le nuvole
        nere che sembrano voler piangere e che son a forma di calendula.
        Mi sa che anche lei inizio a non sopportare quel tuo gelido sguardo...

        Ora mi ritrovo dinanzi a te ma ormai mene son pentito,
        non ce bisogno di alcuna tua parola io so già di aver capito
        allora mi volsi, mene andai e intrapresi un nuovo cammino
        col mazzo in mano che il tuo sguardo ha fatto appassire,
        finche anche il mio non si posò sulla terra poiché rimasi colpito
        da quei due fiori che per poco calpestai! Un vilucchio, un ciclamino...
        Non credo che io possa mai più dimenticare quello che nel
        mio cuore, nella mia anima in questa notte ho sentito...
        Composta martedì 17 novembre 2009
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          Scritta da: Giovanna
          in Poesie (Poesie personali)

          Perché?

          Perché in questo mondo, che è pieno di dolore,
          io sono nata solo per soffrire?
          Perché nella mia vita non c'è più l'amore
          è tutto sta crollando è mi sembra di morire?
          Perché il destino è cosi crudele è duro
          è non mi ascolta mai quando ne ho bisogno?
          Perché il mio cuore non è caldo è puro
          è sto tranquilla è buona solo nel mio sogno?
          Perché non son'serena quando c'è il sole fuori
          è sto nel mio buio come lo sempre fatto?
          Perché mi sto dicendo: "è ora che tu muori!"
          Io so che di dolore tanto ne ho dato.
          Mi faccio di continuo domande senza senso:
          perché son'infelice è piena di rimpianti?
          Non trovo alcun'risposta anche se ci penso
          è tutto intorno trema per colpa dei miei pianti.
          Composta martedì 25 agosto 2009
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            Scritta da: Giovanna
            in Poesie (Poesie personali)

            Il gioco dell'amore

            Un giorno alla mia porta
            l'amore mi bussò,
            Mi chiese di entrare
            ed io lo lasciò.
            Era gentile è bello,
            cortese è geniale,
            La sedia lui mi chiese,
            voleva solo parlare.
            I suoi occhi grandi,
            la bocca profumata
            Ed ho capito presto,
            Che mi ero innamorata.
            Lui mi parlava piano
            guardandomi negli occhi,
            "sei tu la mia scelta,
            io voglio che tu giochi.
            E tutto solo un gioco
            semplice è chiaro,
            Non puoì giocare ovunque
            perché è un gioco raro."
            Cosi io son cascata,
            Veloce ho imparato
            le regole del gioco...
            Però lui ha barato.
            E poì ho accettato,
            senza pensare troppo,
            che se finisce il gioco
            c'è sempre anche un "dopo".
            Composta martedì 13 ottobre 2009
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              Scritta da: Giovanna
              in Poesie (Poesie personali)

              Amore triste

              Vorrei salvare me stessa
              da questo mondo brutto,
              Dalla paura che ho dentro
              Dall'incertezze che ho avuto.
              Lo so che tutto passa:
              bellezza, amore, vita.
              Vorrei che resti almeno
              la mia anima pulita.
              Son'piena di rimorsi
              Sto vivendo di rimpianti,
              i dispiaceri che mi hai dato
              mi son'rimasti in tanti.
              Ma dimmi come faccio,
              Come potrei salvare,
              me stessa da questo mondo,
              Se non riesco più ad amare?
              Non mi è rimasto niente
              Il mio sorriso è morto,
              Il mio cuore è fermo...
              "Se vuoi, io te lo porto..."
              c'è niente da salvare,
              l'amore mi ha sfinita,
              Ha preso il mio mondo
              è tutta la mia vita.
              Composta mercoledì 4 novembre 2009
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                Scritta da: ElyAngel
                in Poesie (Poesie personali)

                Eco d'infinito

                Sapore d'antico,
                sussurro nel vento,
                eco di vita passata
                risuona, esitante,
                sull'onda del tempo.

                Granelli di sabbia,
                impronte-ricordo,
                ricami di dune deserte,
                designano'l vuoto
                d'un sorriso sordo.

                Cuor di cristallo,
                su ataviche paure,
                con dolor, s'infrange.
                Ali d'aquila, sogna,
                per chimeriche'venture.

                Varcar la soglia
                di porta proibita,
                inseguir una stella,
                desidera un'anima
                in cor suo, ferita.

                Risplende nel buio
                brioso spiraglio di luce
                Sospiro caldo... Dolce soffio...
                Del mio Angelo odo la voce...
                Composta giovedì 19 novembre 2009
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                  Scritta da: ElyAngel
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Frammenti di me

                  Del mio cuor, sol ceneri,
                  sparse in un mar di lacrime
                  nel grido del mio silenzio.
                  Il manto oscuro della notte,
                  la mia anima solitaria,
                  avviluppa.

                  Castelli di terra, sogni,
                  risucchiati dall'onda
                  d'un tempo privo di pace.
                  Su granelli di sabbia,
                  orme contorte di rabbia,
                  incisive.

                  Dio dei venti soffia,
                  corrodi, confondi le tracce,
                  plasma e intrepido dissolvi
                  frammenti di dubbi, tormenti,
                  e perle di saggezza antica
                  cospargi.

                  Cos'è rimasto di me?
                  Lo chiederò alle stelle,
                  quand'Eolo respinto avrà
                  nubi dai contorni indefiniti
                  e un'argentea luna nuova,
                  brillerà.
                  Composta giovedì 19 novembre 2009
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                    Scritta da: ElyAngel
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Diadema dorato di fervida speranza

                    Come dorati granelli di sabbia,
                    come infiniti raggi di sole,
                    in ogni angolo dell'universo,
                    vi son anime e cuori dispersi,
                    dagli usi e costumi diversi.
                    Granello, sei tu, vagabondo,
                    lontan da tua terra, emigrato.
                    Nomade istinto, su dune assolate,
                    superstiste d'un vorticoso ciclone,
                    distinguerti sai, fra tante persone.
                    Come diadema di fervida speranza,
                    brilli e scintilli di luce immensa,
                    gioiosi segni di vita, al cielo, riveli,
                    oscillando nella clessidra del tempo,
                    sospinto da un'esile soffio di vento.
                    Ripudiato da intrepide onde,
                    naufrago di un'esistenza infelice,
                    porgendo ad ognuno, tua man aperta
                    rendi, manifesto, al cuor del mondo,
                    ciò che già possiedi nel profondo:
                    il codice d'un antico mistero
                    in tua natura, docilmente, celato.
                    È il fuoco del calore umano
                    che scioglier sa anche il ghiaccio,
                    dell'animo, dal freddo, più indurito.
                    Composta giovedì 19 novembre 2009
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