Poesie personali


Scritta da: DIEGO FURLAN
in Poesie (Poesie personali)

La malattia

Basta con la malattia...
d'ora in poi penserò solo alla poesia
così il mio fisico sarà più sano
e volerò in deltaplano
raggiungerò le stelle
e dirò loro quanto sono belle
saluterò la luna
che ricambierà
portandomi fortuna
tornerò poi sulla terra
a raccontare a tutti che la vita è bella.
Composta giovedì 19 novembre 2009
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    Scritta da: DIEGO FURLAN
    in Poesie (Poesie personali)

    L'indifferenza

    Fu ritrovata sul ciglio
    di una strada
    spoglia delle sue vesta
    e resa nuda dalla vita
    che le aveva portato via
    ogni cosa
    aveva cercato un appiglio
    dove rimanere aggrappata
    ma è scivolata
    nell'indifferenza.
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      Scritta da: DIEGO FURLAN
      in Poesie (Poesie personali)

      Quel sentiero

      Fiero del mio selvaggio essere
      intrapresi un sentiero sconosciuto.
      Quando all'improvviso...
      un'aquila reale compiacente con
      il mio naso imperiale
      mi scortò nella strada maestra
      di una incontaminata foresta.
      Là nessun'anima protestava,
      e non c'era traccia di vita agitata.
      Ed è stato in quell'istante
      che il mio cervello fumante
      si è spento lentamente
      ed è nato un poeta eccellente.
      Composta giovedì 19 novembre 2009
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        Scritta da: Monica Siracusa
        in Poesie (Poesie personali)

        La danza

        Ondeggio sul pelo dell'acqua...
        muovendo i passi sul riflesso del cielo.

        Mi invade una melodia
        di luce soave... e leggiadra, fluttuo...
        come sirena e medusa,
        un soffice alito di vento
        mi avvolge, mi sfiora i capelli d'oro...
        incerto come l'onda del mare.

        La brezza fresca...
        profuma, sboccia e schiude i miei petali
        di finestre aperte all'afa d'estate...
        mi osservi, e uno sguardo mi sfiora
        le membra... danzo su un prato...
        leggera e mi pingi...
        emersa Beata dal cassetto dei tuoi desideri.

        Stai lì assorto,
        ti incanto di una musica nuova che ci guida,
        fino allo stesso fiato.

        È un sogno... un mistero,
        l'incanto sottile e fragile...
        dell'adorabile.

        Così stupido afferrare un per sempre...
        può succedere di appartenersi per niente...
        su un telo candido di cielo chiaro
        muovendo i nostri piedi caldi,
        passeggiamo sul mondo... e la terra...
        ... spalanca gli occhi sul
        ... cielo del nostro arcobaleno.
        Composta venerdì 30 ottobre 2009
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          Scritta da: Annalisa Franza
          in Poesie (Poesie personali)

          Granelli di luce

          Tra la luce che filtra e si cela
          dietro le persiane,
          tra i granelli di luce
          i miei sogni come tante carezze di vita.
          Vorrei estinguere la fame e la sete
          dei bimbi che mi rendono madre.
          La mia stanza parla come
          amica gentile,
          la luce m'invita.
          Fiera esco tra i fiori d'autunno,
          nella musica soave e delicata
          del rio che gorgoglia.
          Composta lunedì 16 novembre 2009
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            Scritta da: Marco
            in Poesie (Poesie personali)
            Voi che giudicate,
            voi che credete di essere,
            voi che pensate di fare,
            vi siete mai giudicati?
            Vi siete mai posti delle domande?
            Voi,
            proprio voi, che non siete altro che voi,
            vi siete mai accusati?
            Voi che pensate di sapere,
            avete mai visto cosa c'è negli abissi?
            Voi,
            solo voi avete scettro ma non avete mano degna per brandirlo.
            A voi, proprio a voi dico questo,
            voi che siete tutto,
            ma non avete mai visto niente.
            Composta giovedì 19 novembre 2009
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              Scritta da: valii
              in Poesie (Poesie personali)

              Caduti per la Pace

              Attacco vigliacco
              sgorga il sangue tricolore
              le vedove piangono
              l'amore che oggi muore

              Con loro piange il Popolo
              medesime lacrime amare
              Di giovani in mimetica
              ormai resta l'onore

              i sogni si dissolvono
              il futuro è ormai cambiato
              troppo breve a volte
              la vita di un soldato

              chi per la Patria vive
              ancora una volta giace
              in Terra arida e straniera

              in nome della Pace...
              Composta giovedì 17 settembre 2009
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                Scritta da: valii
                in Poesie (Poesie personali)
                Odio lo scorrere inesorabile del tempo
                farmi scivolare le giornate tra le mani
                pensando ad una volta con gli amici sempre in giro
                mentre adesso mi ritrovo a piangere da solo

                Odio quello sguardo che la gente c'ha sul volto
                ti fissa ma di te non ha mai capito niente
                ti guarda come fossi un fantasma in questo mondo
                e allora tu vorresti scomparire veramente

                Odio le parole che alla gente piace dire
                quelle pensate e dette solo per fare male

                Come un vaso rotto
                ormai niente torna uguale

                Odio tutto questo
                perché vi volevo bene.
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                  Scritta da: Luna Blackblood
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Foglie d'inverno

                  L'amore per me
                  è come foglie d'inverno:
                  cadute e lontane,
                  sognanti ma sole.

                  La gioia per me,
                  è come foglie d'inverno:
                  ricordano i sogni,
                  amori e sorrisi.

                  La bellezza per me,
                  è come foglie d'inverno:
                  sfioriscono piano,
                  lontane dal cuore.

                  L'emozione per me,
                  è come foglie d'inverno:
                  foglie cadute che, ormai,
                  foglie non son più.
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