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Scritta da: Enzo D.

Vivrò

Tu eri quell'età che non ho mai avuto,
una stagione che non ho mai vissuto,
un sorso d'acqua senza una fontana,
una luce senza una candela.
Che me ne faccio di sorrisi e gioie,
di fiori profumati, cieli azzurri, verdi prati
che ti sei portati via?
Mi basta che la pioggia non mi bagni,
il sole non mi bruci, il freddo non mi geli.
Le tue mani sono quel soffitto.
O sei quel ciocco che arde nel camino
o quella lanterna appesa all'abbaino.
E dico quiete il mio silenzio mesto
e pace la mia solitudine romita,
acque amare che batte ma non fende
il remo inutile di pensieri alla deriva.
E consumerò l'audacia di frutti nuovi
raccolti quasi acerbi ancora,
la voluttà di un desinar bollente,
la lussuria di un buon bicchier di vino.
Una sigaretta da baciare lentamente.
Il dormiveglia sereno di preghiera.
Ed è già notte.
Composta venerdì 23 gennaio 2009

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    Scritta da: Enzo D.
    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

    Commenti

    3
    postato da , il
    Grazie Dana.
    Grazie Gaetano. Col "ed è subito sera" si può intravedere forse un certo parallelismo come cadenza in chiusura,per il resto sono terminologie,significato e,specialmente spirito diversi.
    2
    postato da , il
    una lieta sorpresa, semplice ma efficace nell'esprimere i sentimenti.
    la chiusa mi ricorda troppo
    ... ed è subito sera... ma è sopra la media, decisamente
    1
    postato da , il
    Bella!

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