Poesie personali


Scritta da: Marco Bartiromo
in Poesie (Poesie personali)

La canzone per te

Scrivo...
con calamo ed inchiostro,
su vergini papiri
purificati al sole,
per stendere parole
fatte di poesia
ricche di profumi
e magiche emozioni.
Lascio scie sfumate
di dolci sentimenti
inondando versi
che parlano d'amore.
Sposo la mia prosa
a note vellutate
coniando la canzone
che canto solo a te.
Composta venerdì 5 novembre 2010
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    Scritta da: CINELLA MICCIANI
    in Poesie (Poesie personali)

    Un sogno magico

    Sei entrato nella mia vita
    come un fiume in piena,
    spazzando via
    ogni possibile incertezza
    che frenava il mio slancio.
    Ti sento ancora scorrere nelle vene
    entrare nella mia anima
    far parte di me.
    Tu hai dato un senso alla mia vita
    troppe volte buttata
    per riempire il pauroso vuoto
    della mia esistenza.
    Con te divido un sogno magico.
    Ebbra di felicità percorro in volo
    gli infiniti spazi dell'universo.
    Ricamo fregi in ogni filo di di vento
    intesso di stelle le nuvole del cielo
    mi ammanto di luminoso splendore...
    Ho incastonato il tuo cuore nel mio cuore.
    Ad ogni battito mi brilla tra le mani.
    Composta mercoledì 1 dicembre 2010
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      Scritta da: SuperEROE
      in Poesie (Poesie personali)

      Senza alcun lamento...

      Quasi per caso, forse voluto,
      son qui che scrivo sul nostro incontro mai avvenuto...
      Il mio sguardo attratto dalla tua foto,
      trascina velocemente nel cuore, tanta vita quanto vuoto...
      Un vuoto sinonimo di dispiacere,
      consapevole che i tuoi occhi questo mondo non potran più vedere...
      Ma il sorriso gioioso che splende sul tuo viso,
      mi dice che finalmente lì hai trovato il tuo Paradiso...
      Non so né immaginare né capire
      quanto la vita a noi possa sfuggire...
      In quell'attimo scivola via
      e già so che Lei non è più mia...
      Perciò vivo, vivo profondo ogni momento,
      senza esser triste, senza alcun lamento...
      Così ho imparato adesso a fare,
      da quando la vita ho capito d'apprezzare...
      Questo è ciò che amavo dirti,
      Mia Cara Amica che son certo che ancora esisti!
      Composta domenica 7 marzo 2010
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        Paese mio

        Accovacciato ai piedi di montagna
        posto è il ridente paese dei miei sogni;
        guarda il Tirreno da sopra la campagna,
        alle spalle coperto è di castagni.

        Imponente svetta Monte Mancuso
        ricco di faggio di verde scuro foglie,
        con l'ontano pregiato di grand'uso
        l'attenzione di chi lo guarda coglie.

        Di piante verdeggianti sempre verdi
        è circondato a mò di mur di cinta,
        la gente l'accarezza di suoi guardi
        innamorata di sua verde tinta.

        Vanta tra nati di suo ventre uomini
        dottii, illustri d'ogni sorta: dottori,
        speziali e ingegneri, sonanti nomi:
        prefetti, generali ed ispettori.

        Ora paesino mio dolce ed amato,
        i tempi sono andati del passato;
        tutti gl'illustri tuoi si son dissolti
        in casse chiuse e in neri panni avvolti.

        Vivono in te solo persone ingrate
        alla materia dal bene già sviate,
        son solo belve ed avvoltoi rapaci
        che d'amor patrio più non son capaci.

        Come appassita pianta dell'alloro,
        non più ridente come gli anni d'oro,
        sol nell'orgoglio tuo mai svalutato
        rimani afflitto, là, dove sei nato.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)
          Sentivo dir di te, Padre, che c'eri
          a mamma che a Maria ardeva ceri,
          sentivo dir che stavi in lontan loco
          quando raccolti s'era accanto al fuoco.
          Parlar sentivo d'Africa Orientale:
          Speriamo, si pregava, ritorni per Natale.
          Mamma in ginocchio: a Dio, tua volontà,
          fa che torni a questi bimbi il lor papà.

          Fa che ritorni a noi il gran tesoro:
          Così, faceanci cantare tutti in coro,
          fa che ritorni a noi il dolce amore
          che qui l'aspetta il pezzo del suo cuore.
          Io non sapevo l'Africa che fosse
          né capivo papà che dir volesse,
          ma un giorno don Arlia* nell'Omelia
          disse esser figlio alla Vergine Maria.

          Indi la mamma che m'avea per mano
          spiegommi che un papà l'ha ogni umano.
          Il tuo, mi disse, sta in altra Terra
          dove chiamato è a far la guerra.
          Ma tosto tornerà: Vedrai che bello!
          La casa allieterà come fringuello
          e mi descrisse, poi, la sua bellezza
          e il cuore mio fu colmo d'allegrezza.

          Fu nell'estate del quarantacinque
          che nelle braccia forti sue mi cinse,
          sul volto dipinto avea l'amore,
          forte batteva il piccolo mio cuore.
          Seguirono, ricordo, giorni felici,
          Non tornarono più: Furon fugaci.
          Furono quando la mano sua possente
          davami il senso d'essere saliente.

          Erano tempi duri, era la fame;
          necessitava ricercare il pane.
          Lo facesti, Papà, coi bidoni in mano
          andando dalla casa ancor lontano.
          A cavalcioni stavi ai respingenti
          di quei vagoni merce traballanti
          ché posto non era su miglior convoglio
          per chi non possedeva portafoglio.

          Fosti amico duro ma sincero,
          ti dimostrasti uomo, un uomo vero,
          burbero padre fosti m'affettuoso
          e pur nell'austerità giammai odioso.
          Sotto finzione della noncuranza
          d'amor profondo segno era presenza.
          Lo sguardo torvo, l'animo benevolo
          piccolo sorriso tradiva finto nuvolo.

          Mi torna alla memoria il tuo dispero
          allorquando finir potevo in cimitero.
          Er'avvilito, confuso e desolato:
          Ah! Povero figlio mio, che sfortunato.
          Ma tutto è solo nella mia memoria;
          l'Anima tua s'è alzata in aria
          e il ricordo ch'è nel mio pensiero
          è che di Te, Padre, fui e sono fiero.
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            in Poesie (Poesie personali)

            Tra l'aurora e il tramonto

            Non ho mai saputo perché ma guardavo sempre a ritroso,
            versi Tempi più oscuri, verso Stagioni di rigori invernali, di Notti infinite.
            In quel Tempo Illusione e Sapienza erano altra cosa:
            l'inebriamento della Ragione era similitudine di Dio,
            la Malattia era Peccato, il Vizio Compagno fidato.
            Tra l'Aurora e il Tramonto una nuova Verità mi fu rivelata,
            una Luce si era fatta nel mio Spirito:
            io ho bisogno di Compagni,
            ma vivi,
            non già di compagni morti, cadaveri che non sanno di essere tali,
            coi quali accompagnarmi in fumose taverne.
            Ho bisogno di Compagni vivi,
            i quali mi seguano, i quali seguire, perché vogliamo obbedire a Noi stessi.
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              Scritta da: wolly
              in Poesie (Poesie personali)

              Attimo felice, per esempio

              Ma io non voglio esser felice
              voglio solo vivere la mia vita in quieta pace
              combattere certe guerre futili
              che ti portano solo a risultati inutili.
              la felicità è un utopia
              è solo un attimo di vita che schizza via
              sta a noi cogliere quel momento
              e ricordarci di lui nello sconforto.
              il mio attimo felice per esempio
              è veder nascere mia figlia in sala parto
              quanto ho invidiato quella donna sul lettino
              che regalava al mondo la vita di quel ragnettino
              mi sarei sostituito a lei in quel tormento
              per riuscire a vivere in pieno quel momento.
              ma quello che per me era un attimo felice
              un momento da ricordare
              per lei era un attimo di vita
              un dolore da dimenticare.
              e ho capito che se ero io al posto suo su quel lettino
              non avrei mai vissuto quell'attimo felice
              quel momento da cretino...
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                Scritta da: wolly
                in Poesie (Poesie personali)

                Pensieri

                So pensieri so attimi de vita
                gli stessi poi che ti sporcano le dita.
                tu pensi che pensi di pensà
                ma è il pensiero stesso che ti fa campà
                lui ti prende ti coccola
                e ti fa sognà
                ti porta in giro per il mondo
                e ti scosta dalla realtà.
                ma il pensiero è infame
                non ci giocà, se gli dai corda
                non ti lascia andà
                ti scosta talmente tanto dalla realtà
                che alla fine ti trovi solo
                solo a pensà.
                quella corda che tu gli hai dato
                con tanto amore
                te la ritrovi stretta al collo
                senza pudore.
                so pensieri so attimi di vita
                gli stessi che alla fine
                ti sporcano le dita.
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                  in Poesie (Poesie personali)
                  Tienimi
                  con te nel tempo del giorno,
                  come
                  l'incanto di un sogno che vela la tua vestaglia
                  come
                  il sapore della notte mangiata assieme
                  come
                  i resti dell'amore che bacio sul tuo corpo.
                  Tienimi
                  con te nel tempo della notte,
                  come
                  la bocca riarsa dalla tua bocca
                  come
                  il segno della fame lasciato sull'aura dei seni
                  come
                  l'ultima goccia partorita dalla tua pelle.
                  Tienimi con te
                  come
                  la luce dei tuoi occhi
                  rivisti allo specchio,
                  in orbita sul tuo viso come lune nascenti.
                  Tienimi
                  con te nel tempo del tempo
                  come
                  un uomo remoto
                  che ha scoperto il fuoco
                  dal
                  tuo fuoco.
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