Poesie personali


Scritta da: Enzo Cangiano
in Poesie (Poesie personali)

I ricordi

C'è chi dice che il passato
è passato e non si può
cambiare.
Restano però i ricordi,
e quelli sono belli
e sono tristi,
ma sono noi,
sono la nostra vita.
Così, ogni tanto, è come
affacciarsi alla finestra,
scostare quelle foglie
che danno fastidio,
e guardare lontano
verso quello che è stato:
"È nato, è nato,"
che festa quel giorno,
era la festa della mamma;
certo, a me l'hanno raccontato,
perché, anche se sono stato
il festeggiato, non mi ricordo
proprio niente di questo "primo ricordo".
È già; questo mi riporta,
almeno nel ricordo,
in braccio a Lei che non c'è più;
e per questo i ricordi
sono tristi e sono belli.
Belli come la spensieratezza,
la felicità di quando ti
facevano un regalo, anche il più piccolo.
E già in quei momenti, mi ricordo che
qualcuno mi diceva "beato te"
"goditi l'infanzia, che poi verranno
i momenti tristi".
Solo più tardi l'ho capita questa frase.
E che belli i ricordi dei primi
anni di scuola, delle prime amicizie,
degli scherzi e delle corse in bicicletta.
Poi mi rivedo ragazzo, i primi peli
in faccia, i primi amori, la prima
macchina, quella di papà.
Ora sembra come una nebbia,
perché, dopo gli anni della scuola,
riesco a vedere solo il giorno
delle nozze e quello della nascita
di Anna, fra i ricordi belli,
e quel primo marzo,
il ricordo più triste.
Ma adesso mi volto dall'altra
parte, cercando di immaginare
come sarà il futuro.
Ed è come se fosse caduto un sasso
nell'acqua e l'immagine è distorta
dai cerchi che si rincorrono
e si allargano
e, dietro quei cerchi,
corrono i miei pensieri.
Per sapere cosa sarà,
fra quarant'anni,
mi affaccerò di nuovo alla finestra.
Composta lunedì 13 maggio 2002
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    Scritta da: Nello Maruca
    in Poesie (Poesie personali)

    L'affetto

    Bisogno quanto l'aria per la vita,
    quanto d'acqua bisognevole n'è corpo,
    non meno del sangue circolante in vena,
    non meno di vena trasportare sangue,
    non meno di lingua a proferir parola,
    non meno d'anca per deambulare,
    non meno d'intelletto per capire
    e quanto occhi necessitano al vedere,
    non meno di narici per l'olfatto,
    non meno di palato per sapore
    e non meno della bocca per respiro.
    Quanto di queste cose vogl'affetto.
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      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      L'attesa

      Alfin ch'io passi dalla Porta angusta
      onde trovarmi nella Città augusta
      è mio intento seguitar via stretta
      ché di quante ne sono è sol la retta.

      Indi, se venir vuoi ad alleviar mia sorte
      aperte fuori e dentro trovi le porte;
      io sono qui che resto ad aspettare
      onde Tu giunga e possati onorare.

      Io nell'attesa sveglio restar voglio
      alfin che non ricada in nessun sbaglio
      ché non so quando e come mi pervieni,
      da quale strada, ché tante ne detieni.

      Se leggi il pensier mio, o Re Risorto,
      vedi che il cuore mio a Te è aperto,
      per questo, o mio Signore Redentore
      vieni, occupa il misero mio cuore.
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        Scritta da: Brunason
        in Poesie (Poesie personali)

        Neve che scalda

        Silenziosa e preziosa,
        scende la neve.
        Chi sempre la vede
        sbuffa e si copre,
        ma qui dov'è attesa,
        sognata e mai scesa
        è un momento di gioia
        di rara bellezza.
        Con stupore di bimbo
        la guardo cadere
        e lieve imbiancare,
        adornando ogni cosa.
        Ogni fiocco è una gemma
        gelida e ardente
        che lava ogni cuore,
        lo inonda d'amore.
        E riscalda la mente
        svogliata e impaziente.
        Composta giovedì 23 dicembre 2010
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          Scritta da: Alfonso Trivisonne
          in Poesie (Poesie personali)

          Dopo tutto è Natale

          È finito anche l'autunno,
          perdendo poco a poco tutti quei gesti,
          nel muoversi dopo così tanto
          tra questi alberi nel lago riflessi.

          Sempre, ogni anno gli stessi,
          su questa via nell'imbrunire invernale
          presi a inchinarsi dove ti volevi sempre fermare
          cercando qualcosa ancora da guardare!

          Costeggiano il viale,
          ornano il cielo terso,
          il mio sguardo è alto
          e nudo son io che li passo attraverso.

          Nudo nell'anima mia
          che si specchia in quest'acqua e timida aspetta
          il lungo incedere del tempo infame
          calpestando i ricordi e questo esausto fogliame.

          In fondo, nel bene e nel male,
          abbasso gli occhi,
          dopo tutto...
          ... è Natale.
          Composta sabato 4 dicembre 2010
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            Scritta da: Rosarita De Martino
            in Poesie (Poesie personali)

            Immacolata

            Entro in luce
            di mia chiesa.
            Oggi Ti fanno festa
            sette girasoli
            che, intrecciati
            a rosso bagliore di rose,
            ridono in Tua presenza
            nel loro breve fulgore
            di bellezza.
            Io, inebriata
            capto il fiore eterno
            dei Tuoi operosi silenzi
            e respiro lieve
            in oasi di preghiera.
            Guida Tu, o Madre,
            la mia ascesa.
            Composta venerdì 3 dicembre 2010
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              Scritta da: Brazir
              in Poesie (Poesie personali)

              SenZazioni

              Ho scritto
              scaffali di libri
              di dubbi e incertezze,
              inseriti in ordine emozionale
              nella biblioteca dell'anima.
              Dilato lo spazio e il tempo,
              alla ricerca di nuovi angoli
              da esplorare.
              Incerto sfoglio le pagine
              ricercandone una bianca
              dove poter scrivere
              chi sono.
              Composta giovedì 17 gennaio 2008
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                Il destino

                O che sorriso sia oppure lagna
                L'ineluttabile destino t'accompagna
                Così come legge Suprema ha stabilito
                Finché il corso di vita sarà finito.

                Deciso è sin dall'attimo vitale
                Quale d'ognuno sarà il percorso reale;
                potere sovrumano l'ha stabilito
                e mutamento non si avrà all'infinito.

                Per quanto ci si maceri e dimeni
                Nulla si cambia l'oggi né il domani;
                nessuno mutarne mai potrà il corso
                ch'ogn'essere conficcato l'ha nel dorso-
                Così ha deciso il Re, per suo volere,
                Colui che tiene in mano ogni potere.
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