Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Assopiti silenzi

Assopiti Silenzi

Sovente son desto la notte ed il ricordo mi prende del tempo andato.

Una figura di donna avviluppata nelle sue passate primavere
con lo sguardo nel vuoto quasi a rivedere le sue lontane paure,
vedo, o forse sogno,
e di quel viso lontano la nostalgia nel cuore geme.

Un'infinità di voci candidamente deboli,
quali silenzi assopiti riemergono in questo mare
schiumato di tempesta che non lascia speranza
alcuna di salvataggio e da uno stridere
di chiavistelli sento chiudere veloce
la porta al di qua del tempo.

Questo tempo che non s'arresta mai e non mi da tregua.
Mi ruba la vita e le passate cose e le presenti fuggono
e del futuro non ho ragione.

Sento odor di morte che spia, scruta, passa, ripassa,
si ferma, si allontana e poi si volta a guardare.

Di fiori smorti sparsi senza senno l'acre
profumo invade il passante che si volta
e negli occhi la malinconia si specchia
e di questa vita né manco il ricordo
alcuno avrà.
Composta martedì 2 marzo 2010
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    Scritta da: Marisa Marimare
    in Poesie (Poesie personali)

    Che stupidità

    Chiedo venia nel pronunciar codesta cosa,
    agli occhi miei pari un giullare
    e sembra che l'unica cosa che sai fare
    l'istituzione coniugale criticare.
    Lo fai con battute umoristiche talvolta sarcastiche...
    semmai mi piacerebbe sapere caro maschilista,
    se una donna potrà cambiare il tuo pensiero qualunquista...
    sicuramente la tua è una difesa
    ovviamente per parare l'offesa,
    suvvia non tutte le donne sono opportuniste o delle arriviste,
    bisogna saper valutare e cercare l'isola dove approdare...
    comunque mi piace la tua simpatia
    reca nel gruppo una costante armonia,
    non fraintendere questa mia poesia,
    elogiar l'uomo che è in te è un invito
    serbane di me il ricordo affinché ti sia gradito...
    Composta lunedì 10 gennaio 2011
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      in Poesie (Poesie personali)

      A un'amica

      Mia cara amica,
      tu che mi comprendi,
      che mi sopporti
      e mi ascolti,
      grazie.
      La mia gratitudine è grande
      come un urlo di gioia in uno stadio,
      o come il silenzio che mi coglie
      davanti a un cielo pieno di stelle.
      Grazie amica mia
      per tutta la comprensione che mi dai,
      per la premura che forse non merito,
      ma che accetto a piene mani.
      Sento di avere con te un debito
      che forse non riuscirò a pagare
      se non con un affetto profondo
      che si sprigiona dal mio cuore
      e che mi scalda.
      E spero scaldi anche te.
      Composta lunedì 22 maggio 2006
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        Scritta da: Piero Valle
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        Fiammiferi

        Bruciano di fuoco effimero.
        Luci distorte che tagliano gli occhi.
        Vivono e muoiono nel brillare di un timido attimo.
        Anime roventi di pensieri perduti, di pensieri nascosti.
        Di sogni pensati.
        Di sogni vissuti.
        Ad uno ad uno,
        si dissolvono nel nero manto di una notte che cela i suoi segreti.
        Ad uno ad uno,
        raccontano qualcosa di noi.
        Brillano, di riflesso cangiante di una luce interiore.
        Un fiammifero.
        Una piccola luce.
        Una piccola fiamma che muore, al soffio, dell'esile vento della nostra speranza.
        Composta venerdì 17 dicembre 2010
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          Scritta da: Michele Pettirossi
          in Poesie (Poesie personali)

          Ansimando stella

          Sdraiato e mirando
          di uno sguardo ansimante
          a quel inver silenzio,
          si appella...
          alla ricerca di quella amata stella

          che passa fievole per così umana vita, è eterna.
          immortalando un pensiero speranzoso...
          possa essere custodito
          legandoci a quest'astro moto,
          così da suggellare, lassù...
          nel cielo argenteo, l'unione del nostro tempo

          finché di noi non rimarrà memoria,
          che di quella polvere cosmica
          di perpetuata armonia,
          come il vento che nasce e vola via
          dove altri come allora al veder la scia,
          si uniranno ansimando di quell'amor magia.
          Composta martedì 10 agosto 2010
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            in Poesie (Poesie personali)

            Papà

            Papà,
            Caro papà, in questo momento mi rendo conto,
            di quanto pochi siano stati 26 anni.
            Pochi per amarti tanto... averne altri cento.
            Dolce papà, vorrei che tu mi accompagnassi ancora,
            sulla strada che mi manca,
            se non tutta... almeno tanta.
            Caro papà, ho avuto poco tempo, credi,
            e solo ora mi rendo conto, di quale grande compagnia ho avuto nella vita.
            Mi sento sola, ora.
            Dolce papà mio, capisco, devi andare,
            ma la "tua bimba" è addolorata... si sente abbandonata.
            Padre continua se potrai, a proteggerla nella via che ancora deve fare... non la lasciare.
            Mi manchi tanto Papà.
            Composta giovedì 11 novembre 2010
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              in Poesie (Poesie personali)

              La farfalla

              Ho inseguito una farfalla... per ridere,
              o forse per curiosità,
              si è fermata sul tuo albero preferito,
              dove riposavi nelle ore di sole all'ombra,
              e ho pianto di gioia ricordando te,
              compagno di giochi e di tante
              avventure e di corse sfrenate contro il vento.
              La farfalla è volata ed è tornata da te.
              Composta martedì 14 dicembre 2010
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                CXLI

                A passo leggero, cadenzato e lento
                Monaco domenicano a veste bianca,
                barba lunga e andatura stanca
                movesi ver me in fruscio di vestimento.

                I lenti passi a mala pena sento
                e sol lo scricchiolio della mia panca
                Fa sì che lo mio udito si rinfranca,
                così ravviva in core lo lenimento.

                Movenza delicata, fare cortese
                La mia tra le sue mani va carezzando
                e lievemente un sussurro manda:

                Il padre priore, il frate venerando
                Che il peso vive delle tue attese
                Domani appagherà la tua domanda.
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                  Scritta da: Nello Maruca
                  in Poesie (Poesie personali)

                  CXLVIII

                  Penoso è lo restare entro lo limbo
                  Pure se di spazio n'è in sopravanza
                  Chè libertate mai è abbastanza
                  e desioso n'è pur docile bimbo.

                  Fanciullo d'incerto passo al lembo
                  Di veste di mamma s'attacca con speranza
                  e nell'abbraccio cessa sua doglianza
                  . Così vedrebbe lo cuor mio cader lo piombo

                  Che lo rilega in sì tale disagio
                  Sol se s'avesse di Beltà qualche spiraglio
                  e realtà scostasse falso miraggio.

                  Nel cuore m'è scolpito dorato fregio
                  da Mano divina che pote simil taglio
                  ma mano d'uomo mai può farne omaggio.
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