Poesie personali


Scritta da: Nello Maruca
in Poesie (Poesie personali)

La rondine e la rana

All'apparire del solstizio estivo
vaga la rondine per il ciel sereno
e tutt'intorno inonda del garrir festivo.
Ora repente in alto, ora s'abbassa
or brevemente librasi, ora il terreno
volteggiando lambe con scattante mossa.
Nella belletta posasi per la materia
del costruendo nido e alla rana
che nella fanghiglia sguazza solitaria:
Rotoli sozza e gracidi contenta
e stai in cotanta puzzolente melma.
In acqua, però, poi, mi rituffo attenta
dice la rana; non tu che ne fai letto
e giorno e notte ci rimani accolta.
Mira il tuo sporco e ner'aspetto
così t'accorgi che d'essa resti avvolta.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Nello Maruca
    in Poesie (Poesie personali)

    Serenità

    Quale il motivo di serenità
    ampia sì tanto, per quanto l'intelletto
    sproni e affini intendere sol riesco
    che la Natività n'è causa sola.
    Intorno, pur al cospetto di giornate
    nebulose e fredde col sibilare
    Del vento che in altro tempo tristezza
    impone, vive nel cuore serenità.
    Quest'oggi, fitta torrenziale pioggia cade.
    Copre la nebbia tutto cose intorno.
    Plumbeo il cielo senza alcun spiraglio;
    pare sia notte mentre è mezzogiorno.
    Tutto contemplo dalla mia veranda
    col cuore colmo di tanta speranza
    e pare che al posto dell'inverno nero
    è la festosa, fiorita primavera.
    Indi mi chiedo ancora: Qual è motivo
    di sì cotanta speme? Una risposta sola:
    Natività.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      Omino

      Nitido all'orecchio giunge suono
      che dritto s'inserisce dentro al cuore;
      arriva armonioso da lontano
      e l'alma tutta inebria del suo odore.

      È il saluto del picciol mio tesoro
      d'ingenuità impastato e di bontà;
      lucente alla mia mente è più dell'oro,
      forte lo stringo al petto in lealtà.

      Arriva tutti i giorni, ogni mattina,
      rinnovasi ogni dì nei miei pensieri.
      All'improvviso appare la personcina
      come ogni giorno, come apparve ieri.

      È la figura di quel dolce Omino
      che nella mano mi dà la sua manina:
      La tengo stretta lungo il mio cammino
      e il gesto lo ripeto ogni mattina.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Foriero112
        in Poesie (Poesie personali)

        La notte Santa

        Sul percorso da Nazaret a Betlemme
        Per l'invito di Erode al censimento
        sono in cammino attraverso i monti
        Giuseppe e Maria con pochi cenci.

        Freddo il sentiero di quel niveo suolo;
        la comitiva arranca sulla tortuosa via
        mentre Maria, dal freddo intirizzita
        sta gemendo, di quel dolore intrisa.

        Ecco un giaciglio su cui posare l'ossa
        in quella locanda, lì, a poca distanza;
        giunti: Giuseppe, chiede al locandiere
        un posto caldo per passar la notte.

        Quei gli risponde: "forse tu non sai
        che spazio più non v'è in questi lidi
        per la presenza non proprio usuale
        dei tanti pellegrini da censire".

        Così, riprende il camminare stanco
        di quella coppia sempre più smarrita
        fino alla prossima lontana locanda
        mentre Maria, dal dolore è sfinita.

        Dura è la salita, e nella notte Santa
        un Angelo appare, alla coppia stanca;
        "Fermatevi!" Intima ", in quella grotta;
        scaldatevi e riposate! È giunta L'ora!"

        Una grandiosa luce squarcia il cielo
        in lontananza un suono di campane
        e in questo tempo di sì grande Amore
        è nato a mezzanotte il Salvatore.

        Questo, è l'annuncio del Divino strale
        che al pellegrino ha riempito il cuore
        e tutti in viaggio verso questa luce
        a osannare con canti e doni il Redentore.

        È nato! Cantano alla porta del cielo
        gli Angeli e i Martiri in coro;
        è nato! Gorgheggiano i ruscelli
        nel loro alveo scosceso e tortuoso.

        La stella cometa indica la via
        al pellegrino a trovare l'armonia
        mentre Maria, sul giaciglio riposa
        dalla fatica Divinamente affranta.

        Egli disteso in una mangiatoia;
        Lui, l'Agnello di Dio, il Salvatore
        scaldato a fiato dal bue e l'asinello
        per la gloria sulla Terra del Signore!
        Composta martedì 20 dicembre 2005
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: laura74
          in Poesie (Poesie personali)

          Sordo tepore

          Passi lontani
          si avvicinano
          nel buio
          non si scorge luce
          pur fingendo un sorriso la Luna.

          Nel Tepore la Città si abbandona
          svanisce avvolta da una gelida nebbia.

          Solitamente

          suona solo il Campanile
          ormai privo delle sue campane

          Gira la chiave nella toppa
          si spezza...

          Passi vicini si allontanano
          smarrita è la via del ritorno
          sordo risuona intorno
          solo
          il Campanile
          ancora.
          Composta domenica 26 dicembre 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Marco Barone
            in Poesie (Poesie personali)

            Raggia

            Furia,
            brama,
            violenza,
            impetuosità,
            rabbia.
            Sì, raggia, virulenta per quel dì
            ove inebriato dal mosto di Bacco,
            accarezzata venne la freddezza umana.
            Raggia, sì, rabbia impetuosa
            avverso l'ipocrita aureola francescana da cui nacque un tempo non lontano
            il fior destinato alla sofferenza in tal teatro villano.
            Raggia, sì, ardente brama
            nell'infuocata violenza
            di patir l'ingiustizia vivente.
            Raggia,
            raggia,
            oh repressa rabbia.
            Eppur all'improvviso soave sorriso,
            fiume di vita,
            in tal silenzio
            echeggiante l'alba della nuova era,
            occhi sconfinanti l'oltre;
            ecco la raggia violenta, impetuosa,
            mutar in amor ribelle.
            Quella mattina d'autunno,
            l'abbraccio coccolato dalle lacrime di gioia del ciel figlio dell'estate mai vissuta,
            offrì al grezzo uomo che or sei
            linfa regale
            nel bacio astrale.
            Composta domenica 26 dicembre 2010
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Cristina
              in Poesie (Poesie personali)

              Istanti

              Dall'universo eterno agli inferi
              sull'altalena dell'illusione
              dove la ragione vive
              ma solo per un momento.
              Poi di nuovo il cuore
              a riportare lo strazio dell'anima ingannata,
              umiliata e delusa,
              nel corpo, nella mente.
              Sentimenti in guerra
              emozioni e lacrime
              nel delirio incoerente.
              Razionalità nel caos del vortice
              che inghiotte cuore e ragione
              in alternanze senza tempo.
              Occhi umidi cercano uno squarcio di sereno, una ragione.
              Non il tempo di asciugare il volto
              che subito ricomincia l'incubo
              nel buio del sentiero
              fitto di paura e dubbi
              vicolo dell'incertezza e della consapevolezza razionale.
              Nel fango di questa terra ostile
              nel sogno di una mano tesa
              di una via d'uscita verso l'amore eterno
              cerco l'abbraccio, il calore
              in ogni momento di luce e d'oscurità.
              Inaccessibili i sorrisi al nuovo giorno
              utopia la passione della notte.
              Stella sii tu la guida,
              la mano compassionevole
              lo squarcio di sereno.
              Illumina le notti d'amore
              nutri i sogni
              prendi per mano le solitudini.
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: MiKela
                in Poesie (Poesie personali)

                Nel campo della vita

                Sbocciano fiori di un solo colore
                esili gambi protesi al sole
                sorride la luna alla notte ardita,
                Sognano i fiori nel campo della vita.

                Li cura il giardiniere con amore,
                li nutre d'innocenza e di fervore,
                disseta la gioia tanto ambita,
                Sperano i fiori nel campo della vita.

                Risplende il campo di luci e di colori
                intorno espande profumi e viole
                commossa la terra dall'onda lambita,
                Cantano i fiori nel campo della vita.

                Rompe l'armonia dell'incanto
                il falciator che passa con aria greve
                falciando in un istante sogni e speranze,
                dei fior troncando il loro canto.

                Il vento turbina al mondo l'orrore:
                "Fermate... Vi prego fermate
                la mano assassina
                è un piccolo fiore sbocciato alla vita!"

                Piange la natura sua rugiada,
                muta rimane la terra attonita
                un fiore manca...
                Nel campo della vita.

                Urla il giardiniere il suo dolore,
                S'innalza al cielo
                Un coro di preghiere:
                "Nel suo giardin ritorni piccolo fiore".
                Composta lunedì 13 dicembre 2010
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Simona D.
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Siam fatti tutti di una sola materia: Lacrima...

                  Siam fatti tutti di una materia...
                  Non si può pesare pur essendo visibile agli occhi del mondo...
                  Non si può misurare perché ciascuna di essa è unica e irripetibile...
                  Profonda nell'Anima quanto nel Cuore...
                  Il pianto di un essere umano è la tristezza, la gioia, il dolore, il coraggio, la serenità e la felicità... il pianto d'Amore...
                  L'Universo piange lasciando a noi le stelle cadenti...
                  L'Animale piange attraverso le lacrime...
                  La Terra e gli alberi piangono con la rugiada...
                  Dio piange con il cielo piovente...
                  Siam fatti tutti di una Materia...
                  Allora perché distruggiamo, perché uccidere la Vita...
                  perché far piangere la Vita attraverso la Morte...
                  perché discriminare... perché non comprendere...
                  perché svalorizziamo, perché non rispettiamo,
                  perché svalorizzare le cose più belle della Vita... Perché...
                  Quando siam fatti tutti di lacrime?
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Antonio De Santis
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Benvenuto Natale

                    Benvenuto Natale

                    Ogni anno puntuale arriva, il Natale.
                    Benvenuto per lei che soffre
                    per te che dormi sotto un ponte

                    per te bimbo che guardi lo scintillio
                    delle luci attraverso un vetro d'ospedale,
                    per gli uomini di tutte le razze.

                    Per chi crede ancora che il mondo
                    può cambiare ed essere migliore,
                    benvenuto Natale.

                    Nelle case nelle piazze nei
                    vicoli e palazzi benvenuto Natale.
                    Nello sfarzo di vetrine colorate

                    e nell'umile focolare di una povera vecchietta
                    benvenuto Natale, è Natale per tutti, è Natale.
                    Composta lunedì 13 dicembre 2010
                    Vota la poesia: Commenta