Assopiti silenzi

Assopiti Silenzi

Sovente son desto la notte ed il ricordo mi prende del tempo andato.

Una figura di donna avviluppata nelle sue passate primavere
con lo sguardo nel vuoto quasi a rivedere le sue lontane paure,
vedo, o forse sogno,
e di quel viso lontano la nostalgia nel cuore geme.

Un'infinità di voci candidamente deboli,
quali silenzi assopiti riemergono in questo mare
schiumato di tempesta che non lascia speranza
alcuna di salvataggio e da uno stridere
di chiavistelli sento chiudere veloce
la porta al di qua del tempo.

Questo tempo che non s'arresta mai e non mi da tregua.
Mi ruba la vita e le passate cose e le presenti fuggono
e del futuro non ho ragione.

Sento odor di morte che spia, scruta, passa, ripassa,
si ferma, si allontana e poi si volta a guardare.

Di fiori smorti sparsi senza senno l'acre
profumo invade il passante che si volta
e negli occhi la malinconia si specchia
e di questa vita né manco il ricordo
alcuno avrà.
Vincenzo Tanzillo
Composta martedì 2 marzo 2010
Vota la poesia: Commenta
    Questo sito contribuisce alla audience di