Poesie personali


Scritta da: Veronica
in Poesie (Poesie personali)

A te...

Non merito di averti
non più, non merito i il tuo sorriso,
non merito la tua voce,
non merito le tue mani,
non le tue braccia.
Ho scelto me a te, io non ti merito...
Non c'è futuro... non c'è, non lo vedo,
ma il mio cuore si ostina, soffre, ti cerca,
che dolore... quando finirà?
Quando smetterò di avere bisogno di avere qualcuno
per respirare, per vivere e non avere paura.
Ti lascio andare, questa volta non mi volterò indietro,
ho bisogno di andare avanti, non voglio più nascondermi,
l'ultimo lembo del mio cuore si è lacerato, è finita!
Allontanati da me amore mio, lontano,
dove io non posso più trovarti.
ti ricorderò ogni giorno e ogni ricordo sarà indelebile
perché scavato nel mio cuore,
mi hai tagliato ed è uscito sangue...
Ti dimenticherò? Io non posso dimenticarti,
non voglio dimenticarti, voglio effiggerti nella mia anima, nasconderti dove solo io posso trovarti ed amarti segretamente
senza dubbi e paure... e non ti lascerò... non ti lascerò mai più.
Composta martedì 4 gennaio 2011
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    Scritta da: geggio
    in Poesie (Poesie personali)

    Buon anno del cazzo

    L'ho fatta entrare

    senza rendermi conto di niente

    è giunta all'interno

    l'ho vista

    mi ha fatto tremare come una foglia

    non capivo niente

    mi voleva

    non ci sono mai andato così vicino

    un sorriso inquietante e malefico

    mi fissava

    era dentro di me

    stava guardando nella mia anima

    mi fissava con due occhi spalancati
    mi voleva

    tutta la mia vita trascorsa in secondi

    sono ancora qui senza motivo

    l'ho vista brutta

    forse non era la mia ora

    ma l'ho conosciuta

    ho trascorso l'ultimo dell'anno

    con la morte.
    Composta martedì 4 gennaio 2011
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      Scritta da: Agatina Sonaggere
      in Poesie (Poesie personali)

      Il tema di Lara

      E su queste stupende note
      La mia anima si lascia trascinare
      Leggiadra verso te
      Sei il mio dolce tormento
      La mia rivoluzione interiore
      Sofferenza gioia e dolore
      Chiudo gli occhi e già vedo le nostre anime
      Volteggiare insieme abbracciate
      Negli spazi azzurri del cielo
      Le stelle ci guardano
      Ci fanno l'occhiolino sorridendoci
      Ecco guarda
      Anche loro ci tendono una mano
      Per farci volteggiare sempre più in alto
      Ancora più in alto verso l'infinito
      No no non voglio l'alba
      No alba no non mi destare
      Da questo meraviglioso sogno
      Non rubarmi questo dolce incantesimo
      Lasciami sognare ancora un po'
      Ti prego alba vattene via
      Regalami l'eterna notte.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        Fuggiasco

        Col nodo in gola,
        spezzato il cuore,
        tremante di sconforto
        e di paura
        su incerto legno
        con acque minacciose,
        turbolenti
        sferzanti i fianchi
        esule desolato
        strascicante va.

        Trepidante alfin
        su sconosciuto suolo
        approda
        e pausa che generoso
        cuore ad esso va.

        Or se l'umanità
        Fosse men cruda
        E se un poco d'amor
        Tenesse in cuore
        Né tu, né io e nessuno
        Terremmo corpo
        E anima a digiuno.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Stammi vicino

          Stammi vicino,
          quando sono intrattabile.
          Stammi vicino, quando ascoltando una canzone
          sogno ad occhi aperti.
          Stammi vicino,
          quando guarderò vecchie foto
          e mi verrà in mente il mio passato.
          Stammi vicino,
          quando avrei voglia di urlare...
          Stammi vicino,
          quando correrò sotto la pioggia!
          Stammi vicino,
          così cresceremo insieme,
          tante esperienze faremo...
          insieme, vivremo!
          Composta lunedì 3 gennaio 2011
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            Prisma

            Certo cosa non è gratificante
            disfare tutto quel che pria è fatto,
            imporre altro pensiero alla tua mente
            quando concluso avea il primo atto.
            Quarta è questa fatica che su foglio
            appresto e che la precedente rende straccio
            e della cosa assai molto mi doglio
            ch'era lavoro caldo, non di ghiaccio.
            Quella che prima era è cestinata
            e la fatica tutta andò sprecata;
            loco ha trovato nell'immondezzaio
            perché scontrata s'è col ferro e acciaio.
            Quando fu scritta curvo era il soggetto
            ch'era stordito, stracco ed avvilito;
            d'egli si parlava come d'oggetto
            e ognuno lo credea spento e sfinito.

            Perciò la mente mia che non è lesta
            confusa fu a seguir quell'altre teste;
            però l'ha fatto con la penna mesta
            sapendo quelle d'innanzi poco vaste.
            Ora sta qui a dettar quest'altro scritto
            pensando onesto dire del rovesciato
            perciò rinnega quel che pria avea detto
            e della medaglia volta l'altro lato.
            Di perspicacia ognuno esiti porta,
            furbizia, capacità, ingegno e dote.
            Pochi, però, quelli con mente accorta
            trascinatori di carro senza ruote.
            ardua appare di già detta condotta
            che impossibile par tirare all'erto.
            nemmeno il cane rimorchiator di slitta
            e quanto lui trascinatore esperto.

            Quando parea nei fondi abissi neri
            avvolto in una nuvola volante
            portassi innanzi a degli accesi ceri
            e a muto appello sibilò: Presente.
            Confusi furono tutti quegli astanti
            all'apparir di sì tale fantasma
            che con felino sbalzo passò avanti
            sviando le lor menti, come luce prisma.
            Posto occupa, ambito, alla Provincia
            e della cosa è fatta risonanza.
            Guai se qualcun s'accosta, se lo lincia
            a scapito di pazienza e d'eleganza.
            contestatori in loco ne son tanti;
            inermi sono i più, imberbi e mosci.
            Pensansi grandi e scarsi sono talenti,
            se sol li guardi tal li riconosci.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              L'arranco

              Al fine d'onorare il suo carisma
              che gl'animi seduce da fantasma
              a Cacciatore dedico quest'inno
              per dire dell'arranco, forse indarno.

              A traghettare anime dall'altrui sponde
              trovossi, per tant'anni, con Caronte.
              La barca vecchia, non regge alla fort'onda
              perciò s'adagia a spiaggia ch'è di fronte.

              Nella palude incaglia e, lì affonda
              ma il nocchiero tenta la fort'onda;
              a nuove leve rivolge idee ardite
              mentre le vecchie tenta tenere unite.

              S'appresta, indi, a far la nuova conta
              onde saper la schiera a quant'ammonta;
              se al recupero tornar di vecchia barca
              o di veliero issarsi d'altra marca.

              La schiera di pria spera l'abbia ancora
              e suffragio crescendo risulti ognora.
              La ciurma che avea prima l'ha tuttora
              e arricchita è ora più d'allora.

              L'idee son chiare, non è dubbio alcuno:
              La rotta invertire deve del naviglio
              e indietro riportare tutti ed ognuno
              e, non lasciare alcuno in quel groviglio.

              Col fare suo suasivo e diligente
              ad una ad una accosta la sua gente,
              cerca persuadere chi digrigna il dente
              e, qui, dimostra quanto ch'è valente.

              Con le bandiere rosse ammainate
              sono al ritorno stanche, amareggiate
              quell'anime che pria avea deposto
              in quello che diceva il giusto posto.

              Era l'orgoglio del Partito rosso,
              era la speme della gente mesta
              or si è posato nel partito grosso
              ed ha lasciato quella gente onesta.

              Ah! Se in vita tornasse l'Alma eletta
              resistere non saprebbe a tanto sfascio,
              non capirebbe mai perché dalla riscossa
              si sia adagiato sul disprezzato Fascio.
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                La serenità

                La serenità non è roba palpabile
                tanto che cosa non è manco visibile,
                nemmanco è qualcosa d'acquistabile
                possederla, però, è anche possibile.

                Di quel che si ha bast'essere contento;
                ti basti il dieci, non cercare il cento,
                non t'irritar se forte soffia il vento
                mentre la pioggia speravi qual'evento.

                Non pensar quel che potea ma che non fu
                pensa, invece, piuttosto a quel ch'hai tu,
                non desiare di scala andar sempre più su
                fermati! Guarda quant'altri a te son giù.

                Indi, restando immoto di serenità
                l'animo t'è pervaso ché sazietà
                ha per quel che il Ciel gli ha dato
                e l'essere n'è tutto inebriato.
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