Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Volevo

Mi fermavo a pensare,
vedevo la vita che scivolava via dalle mani.
Volevo trattenerla,
volevo combatterla ma...
Tutto sembrava inutile!
Lasciavo correre un sospiro,
sentivo il battito del cuore
volevo ignorarlo,
respingerlo, soffocarlo...
Volevo non sentirlo più!
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    in Poesie (Poesie personali)

    Speranza

    Navighiamo
    con mare
    calmo
    un leggero
    venticello
    gonfia
    le nostre vele

    All'improvviso
    un temporale
    il mare
    ci scuote
    ci ingoia
    nei suoi flutti
    Siamo nel mezzo
    della tempesta
    ma non temiamo
    di affogare

    Abbiamo
    un porto
    sicuro
    in cui
    riparare

    Si chiama
    speranza
    non deve mai mancare
    è l'ancora di salvezza
    che ci permette
    di veleggiare
    oltre
    la burrasca
    verso
    l'isola felice.
    Composta martedì 4 gennaio 2011
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      Scritta da: Claudia
      in Poesie (Poesie personali)

      Fasi lunari

      Mentre il cielo arrugginisce i colori delle siepi
      e la calma delle onde s'infrange tempestosa
      il giorno si fa freddo per crescere l'inverno
      fatica quella nuvola ad andare un po' più rosa

      E tu anima mia, più nera di un silenzio
      rimpiazza con dei vuoti quei rimpianti.
      Sospira quand'è sera
      ma solo come sfogo,
      la stanchezza è la prova del lavoro

      Adesso ha la mia vita che stringi sempre più,
      la morsa è la ferita
      la presa ti confonde.
      Ridammi quei secondi,
      la luna è sul tuo viso
      tristezza e desiderio,
      la voglia e l'impotenza di toccarti per davvero.
      Il posto adesso è tuo,
      vedrai che farai meglio
      in alto dal tuo sbaglio
      sempre al cielo aspirerai.

      Lo vedi quel dolore
      s'annebbia nei tuoi occhi
      più duro della vita
      più amaro della morte

      E tu anima mia, più nera di un silenzio
      rimpiazza con dei vuoti quei rimpianti.
      Impara dal tuo tempo
      esprimiti nel vento
      non aspettare
      promesse come i pianti.
      Composta lunedì 9 agosto 2010
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        Scritta da: dax
        in Poesie (Poesie personali)

        Rifondare

        Cuore arso
        spettrali ricordi
        navigano
        silenziosi,
        memorie disperse.
        lontani bambini
        dimenticati.

        Sottovoce ricordiamo
        i loro nomi, i sogni,
        le speranze.

        Ricordi di vita,
        di spiagge incantate
        risate e canti,
        ammutoliti, straziati.

        Non uomini uccidono,
        rinascono, si riproducono
        nell'orrore, nella miseria
        delle loro anime.

        Acerbi innocenti
        straziati, ieri, oggi, domani.

        Spezzare il cerchio dell'orrore,
        si può,
        si deve.

        Rincorreremo il vento
        le nuvole, la platonica utopia
        per rifondare la terra.
        Composta giovedì 29 novembre 1010
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          Scritta da: dax
          in Poesie (Poesie personali)

          Vendemmia

          Vedi!
          silenti boschi
          attendono
          ascoltare melodiose
          note portate da una
          fresca brezza,
          da un vento leggero.

          Senti!
          ecco ora arriva
          il profumo del
          mosto antico,
          vetusti
          tini raccolgono
          l'eterno susseguirsi
          del tempo, delle stagioni.

          Vecchi vignaioli,
          degustano novelle
          vendemmie, foriere
          d'antichi ed eterni
          sapori, che sanno
          di terra,
          di rose,
          di ciclamini,
          di genziana.
          di sogni,
          d'amore.

          Ambrate presenze
          brillano al sole
          del tardo
          autunno,
          tra le prime
          nebbie
          che salgono
          dalla valle ombrosa,
          il profumo
          del legno che brucia
          scoppiettante,
          la polenta adagiata
          sul familiare desco.

          Gialla!

          Come un piccolo
          sole domestico
          rinfranca i cuori.

          Il calore della casa,
          della vita d'una
          pacifica serenità.
          Composta venerdì 8 ottobre 2010
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            La Leggiadria

            Dolce immago leggiadra donzelletta
            Da tondeggiante capo da lunghi
            coperto capei castano scuro
            appena cadenti su serena fronte,
            palpebre ondeggianti, cerulei occhi,
            greco nasuccio conferente stile
            a visino liscio, modellato
            da mento ovaleggiante,
            ben formato con su boccuccia
            da carnose labbra sorridenti,
            da prosperoso curvo seno
            a snella vita
            il tutto coronato vedo.
            È natural bellezza in esso
            affissa, al cui cospetto
            umanità resta perplessa
            e nell'opposto sesso
            in vena il sangue trilla.

            In luogo dei capei castano scuro
            teschio deforme è;
            laddove occhio ceruleo
            era favilla trapela buco nero,
            fondo, orrendo al par di sito
            cui pria era di spicco
            bocca da carnose rosseggianti
            labbra.
            Lungo quei ch'erano fianchi
            di crisma infusi penzolano,
            a lato, due ossei arti
            ch'orripilazione hanno
            su corpo tutto.
            Ov'erano due lunghe,
            tondeggianti gambe or sono
            due stinchi, disdegno
            dell'uman vivente.

            Questo d'ossume gli occhi
            della mente vedono allato.
            Ah! Dove finita è leggiadra immago!?
            Come divina natura oprare
            puote mutazione sì tanta?

            Alito è leggiadria che passa e va,
            non spirito che in corpo sta
            per proseguire, poscia,
            l'andar su le celesti vie.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              La bestia

              Il mese Mariano, a tutti è noto
              riempie le mangiatoie del loro vuoto;
              sia d'erba che di fiori e pur d'ortaggio
              avea scarsezza, però, quel mese di maggio
              assai pur'acqua quell'anno n'era poca
              ch'ogn'essere vivente averla invoca:
              E, allora Iddio ch'è bontà infinita
              avea dilemma: A chi non dar la vita?

              Aveva, Egli, già stabilito quanti
              viventi in terra esser presenti
              indi correggere specie potea di qualità
              senza, peraltro, muoverne la quantità.
              Fu così che nel fare degl'asini la conta
              alfine non rendere a nessuno onta
              una unità la trasformò d'aspetto
              lasciandogli di bestia l'intelletto.

              Nacque così quell'essere corrotto
              ch'accaffato posto d'elemento dotto.
              Mostra d'umano tiene sol la scorza,
              ogni suo atto è belluina forza.
              Porcara prima, yena fu di poi
              onta cosparge su ognun dei suoi
              ché sua esistenza pari è a bubbone
              tiranna come di Fère fu Giasone.
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