Poesie personali


Scritta da: kundera
in Poesie (Poesie personali)
Ogni cosa segue sempre un percorso come un fiume che in trasparenza mostra ciò che ha dentro. Arrivare a capire il valore di ogni cosa che vedo e la luce dentro di me diventa un fuoco che lima ogni vertiginosa eccedenza. Non è possibile limitare la vita ad uno sguardo perché sarebbe troppo poco ma non si ottiene il sogno con gli occhi di un altro. Ogni cosa ha un senso se la percepiamo con gli occhi colmi di un indefinibile bellezza verso il mondo.
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    Scritta da: Sir Jo Black
    in Poesie (Poesie personali)

    Un amore perso

    Alla tua anima
    porterò il mio pensiero
    nelle notti,
    ora e sempre,
    vuote di te.

    Sentirai:
    il mio dolore,
    intensità,
    baci e carezze persi.

    Alla mia anima
    tornerà la tua incredulità
    nelle notti,
    ora e sempre,
    vuote di me.

    Sentirò:
    la tua meraviglia,
    intensità,
    pensieri e sospiri dolci.

    Da fili di Luna portate
    ricordano
    le nostre anime
    un amore perso.
    Composta martedì 5 aprile 2011
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      Scritta da: Sir Jo Black
      in Poesie (Poesie personali)

      Ancora aspetto

      Una spiaggia di desideri,
      lì era scritto "Noi".
      Il mare l'ha cancellato.

      Ancora aspetto lì!

      Prego il Mare:
      "Restituisci i nostri sogni,
      che lei senta quelle immagini!"

      Ancora aspetto lì!

      Prego la Luna:
      "Scrivi 'Noì nel cielo,
      che lei veda quella luce!"

      Ancora aspetto lì!

      Prego il Vento:
      "Porta 'Noì nel mio urlo,
      che lei senta quella voce!"

      Ancora aspetto lì!

      Su quella spiaggia:

      La tua anima,
      come Mare,
      avvolgerò di me.

      Il tuo buio,
      come Luna,
      illuminerò di me.

      Il tuo essere,
      come Vento,
      trasporterò da me.
      Composta martedì 15 marzo 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        Io scrivo

        Io non scrivo per la gloria
        è nemmeno per onore,
        ma scrivo per me stesso lo faccio per amore

        Non sono i riconoscimenti che
        gratificano il mio fervore, ma l'esprimere
        i miei sentimenti che sgorgano dal cuore!

        Ogni verso scritto determina un fatto
        mi appaga, mi gratifica, sono pace con me stesso
        mi sento soddisfatto

        Ma poi se ciò che scrivo piace
        a qualcun'altro,
        ammiro questo lettore e penso non
        l'ha fatto, ma poteva leggere altro!

        Ma ha voluto dedicare
        un poco del suo tempo
        al mio modesto pensare

        Devo comunque confessare
        che l'ispirazione non mi viene mai a nancare
        e riesco a maneggiare con disinvoltura

        forse è parte della mia natura,
        verbi, aggettivi e locuzioni
        con continuità, senza interruzioni.

        Sino a quando avrò questa vena creativa
        mi diletterò con grande emozione a dare
        sempre vita a poesie, aforismi e canzoni

        Ho un'altra mania vi devo confessare
        compongo e senza perdere il filo
        con una vecchia penna d'osso, una vecchia stilo!
        Composta martedì 5 aprile 2011
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          in Poesie (Poesie personali)

          Ostinato

          Figlio di un amore infedele
          cresciuto su radici inferme.
          Aghi pungenti che penetrano
          una sconosciuta intimità.
          Sono padrona del tuo germoglio
          profumato d'aprile e impollinato
          nell'assenza.
          Ostinato
          come il vento mugghiante
          contro la finestra,
          Pulito
          come il vetro che amoreggia con il sole,
          Insano
          come un idillico delirio.
          Io, primavera bambina
          da bere a piccoli sorsi
          senza che la vita ci congestioni
          in un ultimo gelido bacio.
          Io, falena sciupata nei riverberi accecanti del sole
          che rinsecchisce le mie friabili ali.
          Gufo della notte conosci bene
          quanto dolore ci sia nel vivere il buio
          elemosinando raggi e certezze.
          Solo un grande coraggio,
          più rigoglioso del tuo germoglio
          potrà gettare un nuovo seme
          ch'io custodirò
          come preziosa reticenza del tuo amore.
          E coltiverò un giardino
          e tu sarai il mio tramonto
          bagnato d'orchidea.
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Nei tuoi occhi
            giace sepolta un'eco.

            Vicino a te
            il giorno fugge
            avvolto in uno scialle.

            La vita insegue
            i morti vivi
            di pessima favola.

            Il cielo
            si scioglie in pioggia
            nei tuoi occhi.

            Un volto di donna
            s'aggrappa a rami d'albero.
            Lì dietro piangeranno
            le mie mani bagnate
            di rugiada.

            Frugheranno sotto le foglie,
            smuoveranno sogni insepolti
            per specchiarmi
            nei tuoi occhi.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Nella gioia del giorno
              andiamo insieme
              ai nuovi miti
              quando danzano superbi
              sulle ali del falco.

              Noi siamo i bersaglieri
              del nuovo giorno
              su piste di voci
              nell'alba.

              Dietro colonne di silenzio
              spio il giorno che muore
              in occhi di noia
              e me lo porto dentro.

              Forse non cerco più
              il terrore della sera,
              ma anfore che versano
              silenzio nelle mani,
              balsamo che profuma
              il silenzio che piange.

              Così andrò in cerca
              del mio giorno
              su erbe e fiori
              della mia alta
              montagna.
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                in Poesie (Poesie personali)
                Cornice senza quadro
                la vita dei giorni.
                L'alba recitava
                il sillabario
                uscendo dal pozzo.
                Il gallo aveva nel becco
                l'aurora.
                Le ruote dei carri
                tritavano le stelle
                su strada di pietre
                di fiume.

                L'ombra spariva
                ai latrati dei cani.
                Il giorno cresceva
                su ringhiera del tempo.

                Solo l'uomo
                sostava sul marciapiede
                guardando le stelle.
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il giorno dei mietitori

                  Il mattino presentava il suo fianco
                  insieme al grano che si falciava
                  all'alba.
                  Le dita chiuse nelle canne
                  non udivano il canto dei mietitori.

                  Le ore passavano sul campo di grano,
                  gli uomini rilucevano insieme alle spighe.
                  Nel giorno non aveva sogni il sole,
                  l'azzurro lavava le spighe
                  sporche di notte.

                  Gli alberi posati nell'ombra
                  radunavano il cielo sui rami,
                  non s'udiva più il canto.
                  La terra era sterile
                  per il molto sudore.

                  Una vecchia abbrustoliva
                  la vergine spiga,
                  contava i chicchi verdi
                  caduti nella mano.

                  Poi l'ombra s'allungava
                  nel giorno troppo maturo.
                  Vicino alle spighe
                  già pronte
                  ritornava la vita.
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