Poesie personali


Scritta da: Don Juan
in Poesie (Poesie personali)
All'Italia,
a quella valle di sogni e speranze,
a quel balcone che s'affaccia sul mare,
a quel fiore baciato dal sole,
a quella musica, a quella voce
che si staglia netta nell'aria.
All'Italia,
martoriata, derisa e poi ignorata,
schernita a denigrata,
derubata e saccheggiata.
All'Italia di predoni e truffatori,
falsari e cartomanti,
politici e politicanti.
Questa non è la mia Italia,
questo fazzoletto sporcato di vergogna
non è la mia bandiera.
Il tricolore è la mia bandiera,
il rosso della passione ardente,
il bianco d'una nuvole che disegna il cielo,
il verde d'una speranza che non muore mai.
La speranza che questo calvario finisca presto,
la speranza che si chiuda questa immensa parentesi,
la speranza che torni il bel paese,
la speranza di vedere ancora nel mare
il riflesso di questa terra magica,
la terra dei poeti, degli artisti e dei cantanti,
la terra del lavoro, del sudore, dell'amore.
Ridatemi la mia Italia,
restituiteci l'orgoglio d'un vessillo senza eguali,
riconsegnateci quel che c'appartiene.
Composta sabato 30 aprile 2011
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    Scritta da: Gennaro Keller
    in Poesie (Poesie personali)

    In cerca dell'arte

    Vai cercando l'arte,
    io lo so,
    io so dov'è:
    è nei boschi, è nei campi,
    è nel cervello dell'uomo,
    è in fondo al viale
    in un tramonto d'estate;
    è nei tuoi occhi,
    è sui tuoi fianchi,
    è nel sorriso di un bimbo
    ignaro della miseria del mondo.
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      Scritta da: Gennaro Keller
      in Poesie (Poesie personali)

      Silenzio notturno

      Due volti: una speranza
      due mani: un volto prega.
      Monosillabi scanditi,
      tamburo sordo di latta;
      ogni presenza vana,
      ostacolo irriverente,
      ambizioni frustrate.
      Domani un altro giorno
      di inutili illusioni.
      Chiunque, può darsi,
      saprà approdare ad un porto sicuro
      nel buio del mare delle ambizioni.
      Quando il giorno verrà a schiarirti
      io sarò già risuscitato.
      Un urlo lacerante
      dirompe nell'animo:
      agitazione disumana!
      Mille secoli ancora
      separano l'uomo dalla civiltà.
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        Scritta da: Jean-Paul Malfatti
        in Poesie (Poesie personali)

        Scritto nelle stelle

        Pensavo fosse
        sol un'impressione.
        Eppure era tutto
        vero e reale
        e non frutto
        dell'immaginazione.

        Tutto era
        scritto nelle stelle
        ed in esse rimarrebbe
        per sempre,
        come se il
        tempo e lo spazio non
        esistessero.

        Pensavo sarei
        riuscito a cambiare
        il verso delle cose
        ma non ce l'ho fatto,
        le mie conoscenze
        erano limitate
        e troppo confuse.

        Tutto era
        scritto nelle stelle
        ed in esse rimarrebbe
        per sempre,
        come se le notti
        ed i giorni fossero
        una sola cosa.
        Composta sabato 30 aprile 2011
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          Scritta da: Simone Sabbatini
          in Poesie (Poesie personali)

          Volare giù

          Nelle notti a luna vuota
          il vento gela il fondo delle vie del cuore.
          Mi trasformo: la mia preda
          solletica l'istinto fino al non ritorno,
          ed è lì che si divide, e fa il mio nome:
          "Marionetta!" sussurra forte "è l'ora, Marionetta!"
          E sento il nylon tirarmi tra i vestiti
          braccia, testa, piedi ed ogni muscolo del corpo,
          ma tirarmi storto, dietro la luce e verso il fuoco.
          "Burattinaio ubriaco!" le rispondo. Ma più non riesco:
          non c'è terra sotto i piedi, e questa luna
          è vuota pure di parole. Non so
          se giù si arriva al mare, e quale.
          Il mio cadere è a forma di spirale, la mia voce
          gira gira, intreccia lettere e parole,
          taglia i fili ma non posso che girare.
          La noia, il mare, il vuoto: mi vien da vomitare.
          Il buio. La voglia di arrivare
          mi fa sentire il fondo – o è un'impressione?
          Il sangue cade e si raggruma.
          Composta mercoledì 18 luglio 2007
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            Scritta da: Simone Sabbatini
            in Poesie (Poesie personali)

            Sai dire il mio nome?

            Credevo ci fosse almeno un po' di sole
            - sembrava quasi a volte vederlo apparire
            dove la nebbia si arrende, diradandosi un po' -.
            E invece di colpo ho sentito un tuo no,
            e non una luce a darmene avviso.
            Da allora mi sembra la nebbia la sola costante
            quando non piove, né grandina o nevica,
            non sempre tuonando. Ma spesso sto fuori e nemmeno mi bagno,
            più spesso ho paura e mi barrico dentro.
            Composta mercoledì 21 settembre 2005
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Freddo

              Non chiamare la neve:
              la risposta
              pallido silenzio che ti avvolge
              e
              non sentiresti
              che i tuoi dubbi
              le crisi
              le mute grida sotto un sole che non scalda
              la salda morsa che ti serra alla vita la vita
              ma non ti uccide,
              le risa dei fantasmi mascherati
              attimi tremendi rubati alla tua mente
              chiasso assordante.
              Non chiamarla. Semplicemente aspettala
              e poi amala, bramala,
              sentitela scendere dentro la schiena
              come un brivido vivo
              come un attimo eterno,
              un viaggio intestino via dall'inferno.
              Ma non chiamarla
              o
              sentiresti soltanto
              freddo.
              Composta giovedì 19 novembre 2009
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