Poesie personali


Scritta da: Nello Maruca
in Poesie (Poesie personali)

CLV

Bel giovane d'aspetto signorile
Passo deciso, modo disinvolto
a noi s'appresta e con dire sciolto:
Chi tra voi è la signora Gentile?

Dovevo essere qui già in aprile
Ma da tanto mala sorte m'ha distolto
Chè sentier già corso è altra volta volto
e da coste brasiliane sono in Cile.

Ma son contento d'essere qua giunto
Che molt'altri passati son per l'armi,
altri seviziati in fetido recinto. * *carcere

Quando, ormai, da stanchezza vinto
e della triste fine già convito
Una scialuppa giunge a ripescarmi.
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    Scritta da: Nello Maruca
    in Poesie (Poesie personali)

    CLIV

    Il solo realizzo è il lavoro,
    In esso abbiamo unico sfogo
    e gratifica la scritta in cima al logo
    Che soddisfa più di miniera d'oro.

    Il nome del caseificio "Teodoro"
    Sorretto da verghe simili spago
    Fuso d'acciaio, ferro e platino vago
    Che sol'essa scritta supera tesoro.

    Quanto in noi il mondo non può pattare
    Perché indelebile fisso è nel cuore
    e mai alcuno lo potrà cacciare.

    Tanto t'ho detto, Tina adorata,
    t'aggiungo che nutriamo grand'amore;
    il resto l'esporrà donna angosciata.
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      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      CLIII

      Parrà strana di certo nostra presenzia
      Altero preserva, però, significato
      e ond'intuirne appieno lo stato * *motivo
      Necessita ritornar pregressa scienzia

      Bisogna far ritroso a tua puerizia
      Rispecchiarsi entro tuo verde stato* giovane età
      Quando bel fiore eri appena sbocciato
      e quando bolliva* in te prim'amicizia. * nasceva

      Bel fiore troneggiava nel nostr'orto
      Alla ricerca del tuo grand'effluvio
      Finché la sorte lo porta alla morte.

      Allora il mondo ci pare contorto
      e da quel dì piangiamo amara sorte
      Che non è giorno che non è diluvio.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        CLII

        In corso di tua prolungat'assenza
        in visita fu il vicino Bonconto
        assieme a donna Maria del Ronto
        a palesar motivo di loro presenza.

        Scusaci, Tina, per la nostr'invadenza,
        così a dir comincia lo grande Bonconto,
        fissare dovevamo appuntamento
        ma siamo certi della tua clemenza.

        Sempre ben venuti in questa casa
        Che di tutte persone del villaggio
        Siete più meritevoli e più degni

        Dico tanto per meritato omaggio
        Che da che m'aggiro in questa casa
        Vostre buon'azioni sono di segni. * * insegnamento.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          CLI

          Quando ai piè dell'assolato fabbricato,
          sorpreso nel trovare donne e bambini,
          al centro mamma a carezzare piccini
          col viso sorridente e radiato.

          Che d'importante, mamma, è capitato?
          Perché tanta gente, tanti bei piccini
          Tante grida festose, tanti cherubini?
          Tripudio chetato parmi qui tramutato.

          In poco ti racconto ciò ch'è stato
          Quanto fulmineo tutto è cambiato
          e io nemmanco poco ho assimilato.

          I titolari del grande Caseificio
          Al lavoro hanno dato commiato
          Stanchi proseguir lor sacrificio.
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            Scritta da: Teresa Libroia
            in Poesie (Poesie personali)

            Cos'è che resterà di me su questa terra?

            Cos'è che resterà di me su questa terra?
            Altro non son che pallida luce che s'affieviolisce.
            Altro non son che un papavero mutilato
            dal suo primo Amor,
            un ortensia che, Ahimè, non appassisce.
            Cos'è che resterà di me?
            Il mio volto, il mio principio, la mia scomparsa.
            Mai si darà ascolto alle mie mute parole,
            alle lacrime d'inchiostro, alla stanchezza,
            al dolore, agli affanni che, maligna,
            questa vita ha scaraventato nella mia anima.
            Quanti macigni sul cuore,
            Quante frecce al cuore,
            Quante pugnalate nel cuore.
            Nessuno mai saprà che tutto ciò che
            un tempo mi rese felice, mi ha bruciato dentro.
            Ho ustionate le pareti del cuore
            che vergognoso si ritira,
            malinconico di solitudine e di vita.
            Pauroso di scherni e trappole,
            trema ad una tenera carezza,
            scappa alla nascita di un nuovo tepore,
            folle diventa volente nolente.
            Divento ora come un gracile Soffione che
            esplode splendente nella tempesta bruna
            e implode vita nella quiete morente.
            Composta lunedì 2 maggio 2011
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              Scritta da: Giuseppe Freda
              in Poesie (Poesie personali)

              Il risveglio del mondo

              E se accadesse?
              Se d'improvviso
              fossi io
              ad aver la ragione
              della realtà e dei fatti
              dalla mia parte?
              Se d'improvviso
              si risvegliasse
              il mondo che dorme,
              quel mondo il cui sonno
              io veglio da sempre,
              attendendo
              che riapra gli occhi
              e mi sorrida?
              Se d'improvviso
              scienziati, filosofi,
              sapienti e benpensanti
              si rivolgessero a me
              per conoscere a fondo
              come funziona
              il nuovo e incredibile
              "meccanismo"?
              Povero me!...
              Non avrei risposta,
              non avrei spiegazione...
              neanche il conforto
              di un discorso
              di circostanza
              da pronunziare in toga,
              tonaca
              o camice bianco...
              Solo un sospiro di sollievo,
              e un sorriso troppo incantato
              per non apparire ebete...

              No, no.
              Quando il mondo
              si risveglierà,
              lo porterò con me
              a scodinzolare felice
              su per i pascoli azzurri
              dei monti del sogno.
              Subito.
              Prima che qualcuno
              possa rubarmelo,
              e addormentarlo di nuovo.
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                CLVIII

                In un minuto padre e madre spare,
                quattro fratelli e bionda sorella
                ricca d'ingenuità e splendore di stella
                e non teme in bellezza lun'eguagliare.

                E'un Angelo su me ch'è a vegliare
                e tutto m'avvolge della sua mantella
                che rigetta ogni micidiale palla
                e in altro loco la porta a posare.

                Anchilosato, disteso accanto
                a grande palma resto tempo quanto
                non so né mai potrò, certo, sapere

                ché la coscienza da me s'è dipartita
                e steso qual morto e non più in vita:
                poggio la testa su mamma, cadavere.
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                  Scritta da: Roy Batty
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Mattino di Pasqua

                  Mattino di Pasqua
                  Cos'è che porta gioia?
                  La luce dalla finestra al mattino
                  I prodigi per i quali mi inchino.
                  Il sorriso degli amici
                  le parole che mi dici.
                  Le lacrime dall'emozione
                  l'amor in ogni sua sensazione.
                  La fine di una guerra
                  un fiore senza terra.
                  La vita dentro un fiore
                  Il desiderio che non muore.
                  Il sesso puro e spensierato
                  ogni attimo vivo e sospirato.
                  L'amore di una madre
                  l'orgoglio di tuo padre.
                  Lo spruzzo delle onde
                  Il rumore tra le fronde.
                  Tuo figlio che ti abbraccia
                  Il vento sulla faccia.
                  L'immensità del mare
                  sapere e poter fare.
                  La mano porta a un vecchio
                  la luna dentro il secchio.
                  La vita che si rinnova
                  la morte che non la trova.
                  Composta domenica 24 aprile 2011
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