Poesie personali


Scritta da: Simone Sabbatini
in Poesie (Poesie personali)

Home sweet home

Cercando lo schema ogni giorno migliore
abitiamo vite sempre più piene
fitte di griglie, tabelle e direzioni,
precedenze, giustizie, noie ed eccezioni;
al punto di sentirle creature,
sapendole sempre prigioni.
Finché stanchi soffiamo queste sbarre di fumo,
ma tanta libertà in un respiro
ci fa troppa paura. E allora
aggiungiamo una freccia, domani una griglia
cerchiamo uno schema migliore
perché in fondo è accogliente
la nostra prigione.
Composta lunedì 17 gennaio 2011
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    Scritta da: Don Juan
    in Poesie (Poesie personali)
    Amo il buio,
    l'ho sempre amato,
    l'ho sempre venerato.
    Amo il buio
    e tutte le sue sfumature,
    amo il buio
    e restare tra le sue maglie,
    amo illuminare gli altri
    e nella mia oscurità riuscire sempre
    ad essere quello che sono realmente.
    Amo il buio
    e nel buio amo i miei più grandi difetti,
    amo il buio
    e tutto quel vorticoso senso
    di vuoto che mi viene a guardarlo.
    Amo il buio
    e quella scintillante emozione
    che mi accende dentro,
    quella fiamma che rende più buio tutt'intorno.
    Composta sabato 4 giugno 2011
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      in Poesie (Poesie personali)

      Intermezzo

      Nuvole basse
      rubano il crinale alla collina;
      e soffoca, la nebbia, a poco a poco,
      il nostro presepe
      fatto di casette accovacciate
      tra il muschio, sulla roccia.

      Contorni spenti
      di una giornata uggiosa
      fanno da cornice al paesaggio
      divenuto bianco,
      tutto da dipingere
      col nuovo sole di domani.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Colori

        Non amo i colori accesi,
        le tinte smaglianti,
        i contrasti vivaci
        e, talora, discordi.

        Amo le sfumature tenui,
        i toni soffusi,
        gli accenni discreti,
        le monocromie.

        Godo della luce del sole
        quando scaglia le sue frecce,
        all'aurora,
        o quando indugia - vanitoso - allo zenit;

        ma rimango assorto
        quando, al tramonto, effonde
        l'ultimo sbadiglio
        che prelude al sonno della notte.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Visioni

          Voci indistinte,
          arabeschi di tetre ragnatele,
          innocenze profanate
          irrimediabilmente.

          Gineprai di facezie insulse,
          vomito di roventi invettive
          affidate al vento del deserto e proclamate
          con altissimo suono di corno.

          Aspre, rocciose pietraie,
          intrise del veleno
          di mille scorpioni brulicanti
          in un continuo, incessante fermento.

          Algide e misere lande
          illanguidite da un silenzio irreale,
          snervato, come di spirito vagante
          alla ricerca dell'eterno nulla...

          Esseri informi, mostruosamente fluttuanti
          sopra un mare di catrame nero
          come nera è la morte
          di chi ha vissuto senza Dio!
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