Poesie personali


Scritta da: ClaudioL
in Poesie (Poesie personali)

Don Giovanni

Inutili frivolezze
di una vita mal spesa.
Giungi ora
a metà del tuo cammino
per scegliere la buona stella.
Ignavo!
Superbo!
Il fato ti ha da tempo
lasciato nell'oblio:
per idiozia non ti girasti al suo richiamo
ed ora come orfano cerchi la sua mano,
ma è solo aria quella che afferri
in un vile tentativo
di diventar qualcuno
per rimanere
nessuno.
Composta martedì 8 febbraio 2011
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    Scritta da: ClaudioL
    in Poesie (Poesie personali)

    Cimitero

    Girovagare per freddo granito
    non a qualche uso divino.
    Sapere invece
    di incontrare l'anima
    della madre, dell'avo
    o del vecchio giovane amico
    nei profondi reconditi dello spirito mio
    e vedere riflessi in quegli specchi
    la loro passione, la loro gioia
    il loro vivere.
    Configurar in essi il proprio divenire
    ricapitolando il passato
    in una serie di errori, sciagure
    e cattivi presagi, mai curante
    dell'ora che verrà, ma conscio.
    Conscio di un presente passato,
    da consumare fino all'ultimo fiato,
    così come suggerisce
    la fredda immagine di occhi
    chiusi troppo presto per esistere
    Dio.
    Quindi di sola cenere son
    codeste dimore,
    non è di certo quello il loco del riposo etterno!
    Nemmeno può esser
    sentier per un sicuro dialogo,
    ma solo di pietra material
    per finto viso e false promesse.
    Se l'unione,
    data da qualsiasi genere d'amore,
    fu magna e profonda,
    allora nessuna lapide,
    nessuna immagine,
    nessuna frase
    relazionar ancora puote
    come la profonda riflessione.
    Composta giovedì 13 gennaio 2011
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      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      CXXI

      È altalena che sale, scende e risale
      e per poco l'alma acquieta e tace
      indi lo cor ritrova desiata pace,
      poscia timor l'avvolge e lo riassale.

      Quanto pria è giunto ora non vale
      Che sol pensiero è ma non verace,
      Soltanto il desiderio resta vorace
      Ma intorno tutto mi sussurra male.

      L'orologio del campanile antico
      Lento scandisce, qual suo abituale,
      Il tempo che sciorina sempr'uguale.

      I tocchi manda per lo spazio aprico
      e il vento mesce al suo sibilare
      mentr'io m'avvio per lo not'Altare.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        CXX

        Cotanto peso mai fu carco omero
        né mai lo core fu tanto doglioso
        né lo senno mai fu tant'angoscioso
        né lo vivere fu cotanto nero.

        Che tutte cose se dogliose, in vero
        furo tali, sì, ma fui coraggioso
        e scavalcar gl'inciampi fui voglioso
        e l'ostacolo scioglieva quale cero.

        Lo bandolo di matassa è ingarbugliato
        ché matassa non sussiste e bandolo,
        ché regna nell'oscuro anonimato.

        Una lucina lucente entra in garbuglio
        che l'alma solleva in alto volo
        e cheta lo core d'ogni subbuglio.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          CXIX

          Con l'animo disteso e più sereno,
          accanto la figura di quell'angelo
          m'appresso alla Madonna del Carmelo
          a reiterare preghiera del Suo seno.

          Dolce, la suora mi stringe, poi, al seno,
          un bacio in fronte dal calor del gelo:
          Per te prego Gesù nell'alto Cielo,
          avrai ancor di gioia il cuore ripieno.

          Timido un saluto, indi, le volgo
          un grazie e, poi, sussurro piano:
          Se piace a Dio domani qui risalgo.

          Io sono in Chiesa, prego, qui t'aspetto;
          prega tu pure, a Dio porgi la mano,
          Lo guardo umile volgi al Suo cospetto.
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            CXVIII

            Alquanto scosta dal villaggio è posta
            salutare Pieve, in cima campanaria
            due campane ch'armonia spandono in aria
            e al suon dell'Avemaria viandante sosta.

            Il tocco bronzeo dona l'ora sesta,
            giovane, ardita suora missionaria
            prendemi mano e sciente miseria
            con voce gentile, dolce, quanto mesta:

            Qual pena hai fratel mio entro lo core?
            Vieni, prima dillo al tuo e mio Signore
            ch'Egli è Colui che lena ogni dolore.

            Docile la seguo fin sopra l'Altare
            e appresso a lei sono a recitare
            preci che l'alma fann'innalzare.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              Cxvii

              Così com'arduo è ritrovare l'ago
              nel pagliaio in tale misura puranco
              agevole pare che non sia manco
              rincontrare beltà per quanto vago.

              Tanti festeggiamenti: Io non svago
              che tutto dì e notte intera arranco
              per strade, vie, viuzze e, pure stanco
              l'andare mio avanza da girovago.

              Ad ogni bancarella faccio sosta,
              chiedo di beltà, se mai fosse accosta,
              spiego fattezze: No, è la risposta.

              Tornomi indietro col mio occhio veglio,
              più la ricerco più trovar la voglio,
              più il tempo passa più ricerca doglio.
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                Scritta da: Pamela Iani
                in Poesie (Poesie personali)

                Tra i sospiri

                Averti accanto e non poterti baciare,
                accarezzare il tuo corpo con lo sguardo
                e provare un brivido immaginando le mia mani su di te...

                Trattengo il respiro per non rovinare
                l'incanto di queste sensazioni...

                Ma poi quei momenti si disciolgono in sospiri,
                di chi sa che il paradiso lo attende...

                Aspetto trepidante l'istante
                in cui tutta la magia della mia fantasia prenderà vita.

                ... respiri sospesi tra sogno e realtà...
                Non è finzione, ma pura emozione...
                Composta lunedì 6 giugno 2011
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                  Scritta da: ClaudioL
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Ad un'amica

                  Sorridi.
                  Non c'è altro antidoto alla morte.
                  Ora che hai conosciuto la nera dama.

                  Piangi.
                  Non per molto,
                  giusto il tempo per ricordare chi sei.

                  Gusterai
                  il vero dolore
                  a pochi riservato.

                  Osserverai
                  il mondo immutato
                  sempre diverso.

                  Risolverai
                  montagne
                  in polvere.

                  Ascolterai
                  le risa del bimbo,
                  la saggezza dell'avo.

                  Infine
                  capirai
                  e ripeterai.

                  Ricorda.
                  Vivi.
                  Sorridi.
                  Composta sabato 12 marzo 2011
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