Poesie personali


Scritta da: Mariella Mulas
in Poesie (Poesie personali)

A te, un bacio

A te,
che delirante
guardi il tempo depresso,
che involontario di destino
scorri le pagine dei desideri...
A te,
che abbandonato
ti perdi nella solitudine,
e giochi con le nuvole
cercando il suo volto...
A te,
che allunghi pene
nel misterioso ricercare
la felicità negli angoli
ombrosi e oscuri di silenzi...
A te, l'amore...
A te, un bacio sulla bocca
che sia invito
a ritrovare nelle carezze
l'arrivo verso quelle mete
impossibili e fragili.
A te, mio spirito
che hai lasciato nei ricordi
lo slancio dei suoi occhi...
A te, un bacio sulla bocca
per un sogno nel cuore
custodito fedele
tra sussurri dell'anima!
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    Scritta da: Simone Sabbatini
    in Poesie (Poesie personali)

    Binari

    Su questo treno l'amore viaggia dentro i nostri cuori,
    ce lo teniamo stretto un po' per vergogna un po' per coraggio,
    ce lo teniamo stretto per non farlo uscire fuori.
    Sarà solo un errore o la rinuncia
    che quotidianamente lasciamo sui binari?
    Qui è sempre primavera: anche se nevica,
    se fuori fa bufera, e l'acqua scivola,
    se il cielo è grigio gelo, e il vento mormora
    a bruni eroi tenaci ch'è quasi giunta l'ora,
    dei bruni eroi perdenti già porta via le prime
    che bruni eroi pendenti li lascia nella brina.
    Qualunque vista veda attraverso il finestrino,
    l'amore non s'accorge, o se ne frega; vuole Maggio,
    e Maggio fa. Perché si sa, l'amore è cieco.
    Che sia per cattiveria o forse solo per natura,
    il nostro un po' ci marcia, e s'approfitta;
    ma come biasimarlo, la nostra presa è stretta,
    e a volte pare morto. Ma fa finta
    per noi, che il dubbio non fa grandi, ma spaventa,
    e codardi lo lasciamo nel suo buio. E non si sente.
    È il rimorso che ci prende, quella colpa
    che cammina a passi lunghi nei vagoni, gli occhi seri;
    o più semplicemente ci sentiamo troppo soli,
    vuoti a rendere buttati là, ad inquinarci. E lui non torna
    se lo chiami, aspetta invece che dormiamo
    per riprenderci e donarci finalmente un po' di sole.
    Ma sempre meno lacrime ormai bagnano i sedili,
    perché siamo abituati: non si ferma alle stazioni,
    e seduti oppure in piedi tutto accade nei calzoni,
    qui nessuno scende o sale, e se sale o scende è uguale.
    Senza fine il nostro viaggio, senza mèta i nostri sogni,
    si continua a andare avanti per inerzia, certi solo che bisogna.
    Speranzosi, questo è vero, forse un giorno di cambiare,
    ma pur troppo coraggiosi, troppo fieri,
    e troppo incerti di sbagliare.
    Composta venerdì 24 giugno 2005
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      Scritta da: Simone Sabbatini
      in Poesie (Poesie personali)

      ... phfffhh

      Questa storia questa notte nel mio cuore fa paura
      vado in giro ormai straniero per il mondo e per la gente,
      e con l'anima che dentro puzza.
      Sono solo con me stesso, col dolore e con l'angoscia
      son tradito, abbandonato come un cane, e bastonato
      anche se poi non è vero,
      anche se poi non è così.
      Ce l'ho con tutti e con nessuno,
      questo sentimento nuovo
      è così vecchio, troppo vecchio, troppo stanco per morire.
      Composta domenica 18 febbraio 2001
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        Scritta da: Simone Sabbatini
        in Poesie (Poesie personali)

        Letterature

        La vita è un libro lunghissimo e noioso
        mattone raccontato in ogni singolo minuto
        particolare.
        Maschere strane, singolari,
        un po' creature un po' invenzioni,
        un po' finzioni e un po' creatori
        protagonisti lettori
        mezze comparse e mezzi autori,
        viaggiamo.
        E andando decidiamo, o ci proviamo
        a spostare il punto, dove metterlo
        riempiendo il vuoto tra una riga e il sole,
        tra la vita e il dolore.
        Un piede sulla scena, l'altro tra le quinte
        c'è chi sfoglia e si fa vento
        che cancella le parole, o che le sfiora
        solo, o le innamora. E c'è chi fuma
        pagine incendiate del nostro tempo andato...
        chi copia incolla, e c'è chi taglia. Per paura
        rabbia distrazione calcolo o magia
        ci tuffiamo in certi casi gli occhi chiusi in qualche apnea
        pagine incollate, zone inesplorate,
        che in fondo è meglio il vuoto (o almeno
        ci piace attraversarlo).
        Così la storia
        viene fuori e si consuma insieme,
        nell'aria e nelle vene,
        incidente ed emozione.
        Composta sabato 19 dicembre 2009
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          Scritta da: Davide Bidin
          in Poesie (Poesie personali)

          Fregatene del mondo

          Ma se davvero
          l'unica cosa che per te conta
          è l'indifferenza
          il fregartene della gente
          il disinteresse del tutto
          dimmi
          perché dici quest'accozzaglia di cazzate
          che non è tuo interesse far sapere agli altri?
          Perché desideri che chiunque sappia
          quanto sei patetico?
          Piccolo, immaturo, bambolo di peltro,
          piagnisteo antropomorfico
          zittisci le tue lacrime
          tornatene nell'angolo a prendertela
          col la tua inutilità
          e non seminare intolleranza
          verso il cambiamento.
          Se proprio vuoi essere d'aiuto
          impiccati
          è meglio lasciarsi fottere dal mondo
          che interessarsi
          anche per un solo, ameno istante,
          di te.
          Composta domenica 5 giugno 2011
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