Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Appunti di vita

Prendo appunti di vita.

Errare è umano
Ma apro gli occhi e capisco di avere sbagliato.

Forse non dovevo andare dove mi indicava il cuore o forse dovevo ascoltare il cuore.

Troppo tardi.
Mi lecco le mie ferite.
Mi riprometto di non commettere più il medesimo errore.

Questa volta me lo scrivo.

Poi mi sottolineo
- devi ascoltare il cuore.
Composta domenica 8 aprile 2018
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    in Poesie (Poesie personali)

    Ti sei portato via

    Ti sei portato via le emozioni che parlano di te
    resto qui ad aspettare che possano ricomparire un giorno
    che il mio cuore riprenda a battere e a sorridere
    Ti sei portato via le emozioni che parlano di te non hai pensato al vuoto che lasciavi
    non per la tua partenza ma per ciò che non avrei più saputo provare.
    Composta sabato 6 aprile 2019
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      in Poesie (Poesie personali)

      Futile uomo

      Tradisci ogni tua stessa parola, calpestando la dignità pur di arrampicarti
      Non guardi, non pensi
      agisci, colpisci e te ne vai
      Raggiungere il tuo scopo è unico obiettivo di scaltra vita
      Futile uomo attento perché come te ce ne sono altri, domani potrebbe essere il tuo turno
      solo allora conoscerai quel gusto amaro e capirai...
      Io finalmente riderò.
      Composta sabato 6 aprile 2019
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        Scritta da: criscri
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        Rive incastonate

        Rive incastonate in urla di sabbia
        null'altro siamo in questo van anelito
        ch'a tagliola i fruscii inviluppa di demiurgici passi;
        orazion non v'è che a carezzevol frescura si stagli
        sul germinar del decomporsi della speme.
        Dal silenzio vaniloqui velenosi erompono
        ch'il fortunale della vita estendono
        a ogni grumo di prisco respir.
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          Scritta da: Andrea Calcagnile
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          In quel luogo serale e notturno

          In quel luogo, là dove si divertono perfino le pareti,
          ci sono ragazze e ragazzi, intrappolati da tante reti,
          queste camuffano il loro corpo e la loro entità,
          per poi colmarli di superbia e di socialità.
          Li vedi gioire, ridere, piangere, bere e fumare,
          per loro in estate è una legge andare al mare.
          Li vedi parafrasare, ragionare e filosofare,
          ognuno di loro tantissimi mestieri sa fare,
          alcuni fungono da ottimi e maligni professori,
          nel parlare correggono artisti, geni e assessori.
          Tra vecchi fidanzati non mancano mai i rancori,
          specialmente se entrambi hanno nuovi amori,
          da lontano si guardano in maniera machiavellica,
          gli attuali partner non attuano nessuna azione bellica.
          La magia dell'ebbrezza è la ciliegina sulla torta,
          c'è chi scatena risse e chi vomita dinanzi a una porta.
          Quando la serata finisce magnificamente,
          lo stato può arricchirsi felicemente,
          le multe in questi casi sono indecifrabili,
          i pianti per un addio momentaneo sono sempre stabili,
          amare un mezzo è sempre, sempre meraviglioso,
          ma perderlo per delle sciocchezze è doloroso.
          In quel luogo, là dove si divertono perfino i tavolini,
          c'è tanta ipocrisia e desolazione, poverini.
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            Scritta da: Michele Gentile
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            A Irma

            Sudicio questo cielo
            che trasuda inganni,
            meschina la sua pioggia
            che sporca le tombe.
            Ottennero solo
            il tuo coraggio,
            ancora più piccoli,
            dinanzi al tuo silenzio.
            Siamo degni del tuo sorriso?
            Sei maledetti giorni,
            non oso neppure immaginare
            sei maledette notti.
            Quante croci per la libertà
            non mettono radici
            in questa terra malata,
            deserto di chiese
            e statue che giocano
            a non farsi capire.
            Meritiamo il tuo sorriso?
            Composta lunedì 15 aprile 2019
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              Scritta da: criscri
              in Poesie (Poesie personali)

              Fumigar

              Ancestral scuopresi il soave fumigar
              da complici e intimidite labbra di camini
              ch'il guardo tendon all'immutato soleggiar
              de' raggi che veste recan di festosi bambini.
              Geme ancor dal robusto sbuffar del naviglio
              ch'a titan ergesi dianzi al ribelle periglio
              qual esperto amante a lingua di mar avvinto
              che tra onde di secoli l'ha gaudente sospinto.
              A effigie stagliasi ineffabil di tepor di casetta
              tal fumo che nell'aere scintilla mai domato dalla fretta.
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                Scritta da: criscri
                in Poesie (Poesie personali)

                È da inquieto rimar

                È da inquieto rimar ch'il viaggio mio s'addestra
                di far domestico 'l real ch'è ancestral illusione
                assonnato ancor imprendomi a guatar finestra
                perch'i' scorgavi più elevata dimensione.
                Forse germoglio mai fu per mutar della vita 'l sembiante
                questa parola che tepor reca o lezzo di maledizione
                ch'accompagnar sa al maturo passo dal tremolio di quello infante
                e giace talor intrappolata in gabbia di note di canzone.
                Che sia del cor il tristo o gaudioso effluvio
                o del  decomporsi della speme 'l fedel diluvio
                mai ostaggio cadrà tra le roventi unghie dell'oblio
                quel verbo che già 'l Vangel disse esser presso Dio.
                Di mille festanti e varii idiomi intriso
                mai domato e servo e mai neppur ucciso
                desta lo scriver il prostrarsi del dormiente
                e un ponte disegna al doman dall'incerto presente.
                Composta giovedì 11 aprile 2019
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