Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Dopo quasi settant'anni vissuti
sognando sempre di vivere libera
senza briglie in mani di cavaliere
si scopre che è duro essere sola:

Non è facile stare sempre al sole
essere un cavallo di pura razza
saltellare come api di fiore in fiore
preparare ghirlande di illusioni
per un futuro che arriva presto
ma non preso in considerazione.

La gioventù sparisce senza avvisarci
le rughe dell'età scalfiscono il viso
si arriva rapido all'ultima stazione
si scende dal treno della vita, soli.

Si sono bruciate tutte le cartucce
insieme ai fiori freschi di primavera.
L'estate libera e senza lavorare
è moribonda nei tuoi occhi stanchi.
La vita può essere una commedia
o una solitaria, amara triste tragedia.

La vita è una barca in balia del vento
ci vogliono dei remi o un buon motore
per salpare le onde o le dure tempeste.
Da giovane ti portano sul baldacchino
da vecchia ti trovi vestita da Arlecchino.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Daremo presto l'addio alle giornate invernali
    quando il freddo si nasconde nei miei guanti
    dove i geloni piangono perdendo il loro colore
    morto all'apparire del precoce e caldo bel sole.

    Le timide ombre nascoste dietro dei venti gelidi
    si rintanano silenziose sotto boschi con ombre
    dove giocano foglie secche, uccelli e nidi nuovi
    al calore dei corti tramonti e delle colorate aurore.

    Anche gli arzilli vecchietti poggiati al loro bastone
    si avviano lenti ma contenti al loro banco amico
    verniciato con colori nuovi sotto il cielo azzurro
    che loro trattengono con gioia in attesa del volo.

    Diamo l'addio al corto inverno con molta neve
    caduta sulle catene di alti monti con piste piene.
    Le belle colline sono rimaste senza veli di sposa
    per salutare la giovane primavera ricca di tanti fiori.
    Composta domenica 10 marzo 2019
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Nelle fiabe di quando ero bambino
      sentivo vibrare delle forze nuove
      che riempivano il cuore di orizzonti
      pieni di colori e messaggi nuovi.
      Cenerentola e il brutto anatroccolo
      due sogni del brutto e del bello
      racchiusi nel cuore pulito della gente
      apriva le porte del futuro allegro
      vicino al focolare dal fuoco ardente.

      La visione dell'infanzia marcava il cammino
      illuminato dalla fiamma del vecchio camino
      da visioni di animali strani che parlavano
      immaginando lupi, draghi, fate e streghe
      gironzolare nell'ombra di boschi strani.
      Favole popolari che vecchi e mamme
      raccontavano con amore e illusione
      facendo rivivere sullo schermo del cuore
      gli archetipi della bellezza e dell'amore.

      Da vecchio rivedo il messaggio delle fiabe
      con occhi pieni di qualche lacrima che cade
      quando vicino al focolare ancora acceso
      non vedo bambini né mamme raccontare
      i sogni che fanno fiorire il futuro del mondo.
      Le favole sono la base umana della storia
      con una visione che ci spinge a meditare
      incontrando il propio volto riflesso nell'acqua
      di un mondo nuovo senza paura e tanto affetto.
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        Scritta da: Aurora Sisi
        in Poesie (Poesie personali)
        Tempo fa trattenevo molto,
        accumulavo pagine e pagine
        di parole non raccontate,
        forte era il bisogno
        di buttarle via,
        e il mio dialogare muto
        spesso mi confortava.
        Ma avevo bisogno
        di trovare un equilibrio
        interiore, imparare
        a condividere...
        cominciai quindi
        a parlare a gran voce,
        togliermi quel peso,
        mettere quasi a nudo
        la mia anima...
        e che rumore,
        quando ogni
        pensiero si sveglia
        dal suo torpore!
        Quando l'oblio
        viene squarciato
        da una consapevolezza
        di vita.
        Composta martedì 11 aprile 2017
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          Scritta da: Aurora Sisi
          in Poesie (Poesie personali)
          Asseconda comprensioni,
          con un intreccio di mani,
          non abbiamo speso
          parole nuove,
          eppure una diversa
          interpretazione
          si è impadronita di noi.
          Evitiamo di affogare
          in pensieri sbagliati,
          con la consapevolezza
          che il positivo si vive,
          si accetta, ci migliora.
          Regaliamoci la nostra
          presenza, il nostro
          continuo esserci,
          prima di ogni cosa,
          per permettere alle
          nostre parole,
          di non perdere
          il loro primo
          significato.
          Composta lunedì 10 aprile 2017
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            Scritta da: criscri
            in Poesie (Poesie personali)

            Il violino urla

            Urla il violin in sacro gemito
            nell'ormai sgualcita custodia ch'a sua dimora ebbe
            ove dell'arpeggio mille volte ebbe l'anelito
            d'una musica ch'a pizzichi ed arcate crebbe.
            Sempre detien la nobiltà della rosa e l'umiltà della viola
            a sé avvinto e racchiuso in una nota sola
            in lui indomita regna levità di liuto
            che voce dà al natural suono d'un mondo talor muto.
            Allegri in aere sparge a guisa di stelle filanti
            e in  teatral mura insuperbiscesi dinanzi a scalpitanti astanti
            stagliasi libero e inafferrabil il capriccio delizioso
            ch'a manto di tepor sul mondo  si stende armonioso.
            Stradivarian velivolo che sempre s'alza in quota
            estro di Paganini che nell'uran complice ruota
            spalancasi in preghiera qual benigna finestra
            e la sua amorosa goccia dona al mare dell'orchestra.
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              Scritta da: criscri
              in Poesie (Poesie personali)

              De'matematismi

              Assumon le forme armoniose movenze
              ch' in guisa scorgi di parabole e circonferenze
              vola 'l mental travaglio in indiavolate cifre indefesso
              dal cosmo del finito numero a quel del complesso.
              Ondeggi pitagorici, euclidee suggestioni
              ritratto son di quantità delle reali estensioni
              chè quant'intorno giace più e più ancor brilla
              se del misurarlo su d'esso adagi la scintilla.
              E peregrinasi allor tra ellissi e circolarità
              che amici più rendon i pianeti e le lor beltà
              spose son algebre e geometrie in altar di scienza
              e complici germoglian studi di funzioni
              e fascinosi campi d'esistenza.
              Rivelasi il cosmo in tutto 'l suo spumeggiar naturale
              da teoria di relatività avvinto e calcolo infinitesimale
              più non vi son angoli ch'incerti sien  e profani
              se legger li vuoi attraverso gli assi cartesiani.
              Aggiunger o sottrar,divider o moltiplicare
              il matematico idioma sempre ti saprà aiutare.
              Composta lunedì 8 aprile 2019
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                Scritta da: criscri
                in Poesie (Poesie personali)

                Villaggio Crespi

                Umil eppur sovran in orobica landa troneggia
                del laborioso industriarsi l'inconfondibil canto
                che da un braccio all'altro d'una fabbrica echeggia
                e dell'operaia alma effonde le fatiche e il vanto.
                Figliuola intuizion  fu d'un uomo Benigno
                ch' in fatto leggiadro incarnò 'l suo soave nome lucente  
                fiera tessitura cesellò e dignitose case a guisa di scrigno
                perch'in real si mutasser i sogni della povera gente.
                Di tesser e  filar fu orgoglio,
                sulla soffusa musica dell'Adda che scorre silente
                dal morir dell'ottocento a' nostri dì brilla 'l gorgoglio
                e incontaminato offresi a guardi e penser della gente.
                Or giaccion quell'esistenze in un picciol cimitero
                l'una all'altra in fila come in dolce comunione
                da tombe spoglie protendesi la voce del lavoro vero
                che manifesto e lezion sien per ogne generazione.
                Composta lunedì 8 aprile 2019
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                  Scritta da: SAVERIO FERRARA
                  in Poesie (Poesie personali)

                  La forza della vita

                  Credi.

                  Credi in te stesso.

                  Credi nella tua forza,
                  nell'affetto di chi ti vuole bene,
                  in una mano amica
                  che ti aiuta e ti guida...

                  Credi nell'amore.

                  Immergiti nel creato.

                  Credi nel miracolo
                  di una nuova alba
                  e nel tramonto
                  che dipinge l'orizzonte.

                  Credi che il domani
                  realizzerà un tuo sogno.
                  Vivi con serenità
                  le gioie e le amarezze.
                  Scaccia la malinconia.

                  Qualcuno ha bisogno
                  dei tuoi sorrisi.

                  Sorridi.

                  Non temere il temporale.
                  Presto ritornerà il sereno.

                  Credi in tutto ciò che ti rende felice.

                  La vita è tua.
                  Abbine cura.

                  Ama e credi...
                  Composta mercoledì 10 aprile 2019
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