Scritta da: criscri

Lingue profane

Lingue profane addensandosi vanno
a guisa d'infedel, menzognera orazione
nel triangolo d'ombra di disperso mondo
che tremante respiri delusi affastella.
Or non s'ode il primigenio brulicar
D'una speme da cui fuoco germini
Di solidali e avvolgenti seduzioni
Di uomini da uomini vestiti
Madidi di sorrisi ormai obliati
Ove il mondo gemente s'asconde.
Cristiano Comelli
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: criscri

    Nel cielo di Superga

    Scintillava in un cono d'aria
    il ruggito d'un orgoglio granata;
    sulla pelle di mille campi di pallone,
    l'impronta color sudore e determinazione,
    di chi nel libro di ogni partita,
    aveva scritto pagine indelebili di vita;
    "che bello poter narrare un giorno ai nipotini,
    i fasti dei nostri calcistici destini,
    grande Toro, in questa maglia che portiamo con onore,
    vedrai il segno di quanto ti portiamo,
    sete di vittoria ed eterno amore".
    Non sapeva, no,
    l'aereo che scelse di alzarsi in volo,
    che il cielo tramortito da nebbia e nuvole,
    lo avrebbe lasciato miseramente solo,
    con esistenze
    di sportivi fieri e indifesi,
    su cui qualcuno aveva scritto,
    la maledizione
    di dover appasssire precoci,
    come le rose di autentica bellezza;
    il sogno
    chiuse gli occhi un istante soltanto,
    e quella storia di trionfi
    dolce, pura, leggiadra come un canto,
    si ritrovò mucchio di frantumi
    al cospetto di una cupola indifferente;
    Superga, lo sai,
    il tuo ricordo ha ancora voce per parlare,
    di quei calciatori invincibili,
    che il tuo esserci ignaro e basaltico,
    andò ad annientare;
    una sciarpa allunga le sue braccia,
    in uno spicchio incontaminato d'urano,
    come a voler ringraziare commossa,
    quelle stelle che le insegnarono,
    il fascino del luccicare festante,
    per una vittoria importante.
    Chiudete lo sguardo, sportivi,
    e la loro memoria ritornerà,
    colorata di immarcescibile mito;
    a voi,
    Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin,
    Dino Ballarin,
    Emile Bongiorni,
    Eusebio Castigliano,
    Rubens Fadini,
    Guglielmo Gabetto,
    Ruggero Grava, Giuseppe Grezar,
    Ezio Loik, Virgilio Maroso,
    Danilo Martelli,
    Valentino Mazzola, Romeo Menti,
    Piero Operto, Franco Ossola,
    Mario Rigamonti, Julius Schubert.
    Lo sport vero,
    non conosce il morso del morire.
    Cristiano Comelli
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: criscri

      Cento passi a Peppino Impastato

      Mai 'l silenzio complice l'alma ammorbi
      che d'omertà l'olezzo giustizia non soverchi,
      ch'il mafioso urlo, che fetido è e anco vigliacco,
      su pelle di fiera Trinacria non s'erga,
      e il suol ove agrumi e zagare la natura cantan sommerga.
      Or sempre di Peppino sentirai la spada di voce
      ch'al legal sentimento anela come a una fresca foce
      l'udrai indomita involarsi lungo frequenze di coraggio
      perché il siculo orgoglio rinasca e più non sia miraggio.
      No quel dì lo stilo mio e l'impegno non tramortirono
      ma incontrastato in volo s'alza da Trapani al Palermitano
      dal mar ch'arabico fu all'ellenico Akragas e al Siracusano
      ovè l rimembrar s'ode di color che anco per noi perirono.
      Non chiedermi, uomo, che mai sia il coraggio
      sei tu sol se credi a beltà e civiltà della tua terra
      e alla velenosa arsura di lettere cinque di follia
      costante t'opporrai, sbarrandole la via.
      Cristiano Comelli
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: criscri

        Delazione

        Or qui or là è letal frusciare
        di velenose labbra l'imbrattar reale
        ch'in traditrici menti il grembo serba
        e l'insolente perfidia innerva.
        Che davver pensi curati di nol rivelare
        ti può ei giugner indietro a detrimento
        che il privato in pubblico si può in un attimo mutare
        e daga divenir che fendè l tuo sentimento.
        Mai vi sarà niuna generazione
        in cui maladetti rettili non faccian delazione
        sol il tuo intelletto e la tua salda coscienza
        scongiurar posson che minin la tua esistenza.
        Cristiano Comelli
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: criscri

          Intermezzo di jazz

          Urla d'indiavolato ardor la tromba
          e ad afro primitivo suon abbeverasi
          soffian di spartiti demiurgiche intuizioni
          che la complice, alleata aere
          di fruscii sonori inesplorati frustan.
          Parlate, tasti, o qualor vi sia disio
          a ostentarvi irridenti imprendete
          sulle mammelle di note ricolme
          d'un piano mille volte violato
          ch'eppur sempre s'erge a basaltico altar.
          D'intarsi onirici l'orchestra sfavilla
          all'eccitarsi orgogliosa offresi
          del gelido melodiar qual del caliente arpeggio
          e schiava si estenua di ancestral
          ma sempre multiforme solfeggio.
          E la chitarra di leonin ruggito ondeggia
          alle festanti corde e al plettro ruvida sposa
          è l musicar nell'arcan suo rappreso
          d'ebbrezza accrescesi e mai più riposa.
          Cristiano Comelli
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di