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Poesie di Cristiano Comelli

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Diario.

Scritta da: criscri

Seduzioni d'arte

Tuonan architravi e contrafforti
ontici fasti d'ancor virgin cesello figli
dall'inaccessibile e inviolabil basalto erompe
di disarmoniche guglie
soave e nobile al tempo
l'accattivante respir
a solenni riti d'un incenso avvinto.
di santità ricolmo leve accostasi
del pellegrin il mortale eppur sublime passo
lo scintillio esulta d'un santino
ala sommita della consunta sua bisaccia;
riverenti dell'aroma dell'uran ricolme
salutan le statue
lo sbocciar in santità dell'orizzonte.
Cristiano Comelli
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    Scritta da: criscri

    Divora l'ombra

    Divora l'ombra
    d'irridenti arsurè l fantasma
    seppur incanutita la freschezza pavoneggiasi
    qual donna che schiavitù di rughe
    a sbeffeggiar imprese sottobraccio a Cronos.
    in barbaro candore incarcerata
    a motteggio componendosi va
    indefinita parata d'astri e anco deforme;
    esausti vortici di lontananza
    impotenti a occultar si scorgono
    pensier che la verginità serbavano
    nell'involucro dell'incompiuto lor.
    rotolano diari strappati
    tra indifferenti urla di neve
    tutto è offrirsi per poi ritrarsi.
    Cristiano Comelli
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      Scritta da: criscri

      Arcani passi

      Arcani passi nel fosco divenir si stagliano
      orfani giacendo di primigenio totem
      ch'ingoiarono al fin di corteggiar l'oblio
      o forse l'anelito assecondando d'un fiorir di Dio.
      D'illusioni svergognate è la tribù ricolma
      dei giorni che Cronos in celia diede in strenna
      rinsecchita è la nervosa punta della penna
      ch'invan del contingente elevarsi volle a norma.
      Tremebonde gesta a ritrarsi vanno
      in metropolitane di fetida indifferenza.
      Cristiano Comelli
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        Scritta da: criscri

        Clochard dimenticati

        D'onde di disiato e mancato nutrimento
        d'idrico balsamo orfano e mendicante
        ritratto d'obliata dignità giace
        tra labbra di stazione che dimenansi sanza pace.
        Vipera di basalto striscia la pavoneggiata indifferenza
        che del velen è madida d'una feroce diffidenza
        e soffocan rumori di sbuffanti passi del suo respir la biografia
        lascerà forse di vomito un lezzo, ma anco una poesia;
        scritta tra bottiglie con l'indelebil inchiostro del vino
        che di suo malfermo naviglio fu lido, ma pur assassino,
        e dal morbido e poi chiassoso sferragliar del treno
        a dipartirsi avrà l'alma sua verso l'urano più sereno.
        Chissà ove la terra vergin fissò per lui un riposo
        chissà sotto qual pietra di nome privata sarà ascoso
        l'inintercettabile divin a sé lo ha chiamato
        e dell'uom l'esister smarrito ha un frammento di fiato.
        Cristiano Comelli
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          Scritta da: criscri

          Luci da piano bar

          Tenui tessuti di note vergini
          orbite inesplorate ai tasti s'affacciano
          discreto hanno il respiro
          trame di sonore concupiscenze.
          S'incunea il verseggiare delle dita
          del pianista di fantasie e amori ebbro
          d'acquari incandescenti hanno 'l sembiante
          queste processioni di diesis e bemolli
          di far sguazzare melodie inebrianti compiaciuti.
          Gin e whisky
          labbra avide e vissute corteggiano
          e tappeti cesellano per inconsuete armonie
          sprofondano gocce di luce
          sul volto mai prostrato del musicante
          scintillano sbuffanti bicchieri
          su onde di jazz e lente melodie
          sfila irriverente e compiaciuta
          la ragazza dalla gonna ubriacante
          che di tutti sarà e perciò di nessuno.
          Arcani di amori mai sbocciati
          o forse sbocciati maledettamente presto
          con unghie di smalto consumato
          ai vetusti tavolini s'avvincono;
          altro non è il pianoforte
          che un guscio di preghiera traballante
          un tessuto di spine mai estratte
          una pagina vergata con serenate di lacrime,
          la sera s'accuccia indifferente
          e i tasti a riposare tornano
          nell'inquietudine severa
          di sonorità ancora da inventare.
          Cristiano Comelli
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            Scritta da: criscri

            Canto per Rossella

            Ondeggi dolce
            a guisa di luna complice d'amore verso amori
            nel fruscio di soavità composta del tuo sguardo,
            rosseggia la tua chioma fiera carezze vergando
            sul dilatarsi del bacio del lago
            sull'estasi di lariani seducenti incantesimi.
            Ebbro mi scorgesti della tua interior beltà
            tra quelle aule d'ancestral sapienza ruggenti
            della meneghina università.
            Battito ti ricamasti d'ali di solidarietà
            in ogn'angolo di questa tremebonda realtà
            Icona di zucchero d'un sorriso aperto al mondo
            A dar avvezzo di sé il suo colore più profondo.
            Lucido brilla e sempre rifulgerà
            il tuo fiore di profumo comacino incantato
            sempre nel cuor ti serbo, limpidissima Rossella,
            rosa purissima che mai dimenticherò
            né mai ho dimenticato.
            Cristiano Comelli
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              Scritta da: criscri

              Bambini mai nati

              Bambini mai nati
              virgole dorate soffocate dal destino
              per sempre ignari resteranno
              del loro mancato cammino,
              fioriti per poco in grembi luccicanti
              e sul sorriso iridescente di madri festanti.
              Bambini mai nati
              corpi logorati dalla maledizione
              generazione da cui mai germoglierà
              altra generazione,
              cristalli di neve su cui il sole ha troppo urlato
              annientandone il presente,
              cancellando ogni passato;
              bambini mai nati
              in piccole tombe fatti riposare
              e dagli sguardi di chi passa tra i viali
              si lasciano carezzare
              rapito hanno loro la storia
              ma almeno resti la memoria
              di un vissuto senza identità
              che mai si compierà,
              bambini mai nati
              con madri strangolate dal pianto,
              che non si sono scoperti voce
              e non si sono scoperti canto,
              bambini mai nati
              sorrisi che potranno soltanto essere immaginati
              dipinti dai cuori devastati
              di chi li perse, dopo tanto averli desiderati.
              Bambini mai nati
              se esiste un Paradiso
              ha i contorni delicati
              del vostro sorriso
              il tenue abbracciare il vento delle vostre manine
              inghiottite da traiettorie assassine,
              bambini mai nati
              c'è un angolo di vento
              in cui sovrano rifulge l'immortale sentimento
              di noi che mai vi conoscemmo né vi conosceremo
              ma sempre nel futuro con noi vi porteremo.
              Cristiano Comelli
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                Scritta da: criscri

                Su selvaggi temporali

                Su selvaggi temporali arrampicarsi odo
                del pensar mio l'infrangibil abulia
                pur prostrato e di tristezza madido ì godo
                dell'alma il folle parto che nome reca di poesia.
                Fogli indifesi asperger cò illusioni di parole
                ispide e impietose qual chi tagli fa di gole
                orfica mission è d'un indecifrabile peregrinare
                nel qual fasci di speme pungon a guisa di zanzare.
                Or non m'è l'ordinato articolar compagno e amico
                dal retaggio scacciato d'un malesser antico
                tempo v'è in cui scrittura rimar faccia con paura
                ma del risorger ho il disio di quel che significhi avventura.
                Cristiano Comelli
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                  Scritta da: criscri

                  Omaggio a Silvan

                  Dolce, appagato ostaggio
                  di mani addestrate a stupire,
                  che digitazioni di dispettosa,
                  eppur carezzevole illusione,
                  si scorgono ogn'ra infuocate demiurghe.
                  Eccovi
                  moto instancabilmente perpetuo
                  di carte che frusciano
                  al docile richiamo di falangi complici
                  prestigio ch'a truccarsi dispettoso s'adopra
                  del nome mai svelato di poesia;
                  sim sala bim
                  onomatopea sempiternamente fulgida
                  d'invenzioni ribollenti,
                  magie che guisa possiedono
                  di preghiera tenue ma fiera
                  alla scienza dell'inconsueto.
                  Freschezza di inviolabili bimbi
                  Hanno questi conigli sbarazzini
                  che dal cilindro emergono
                  ad atavico fascino s'abbevera
                  stupefacente e arcano
                  l'illusionismo di un fendere
                  che mai sarà real fendere
                  divini corpi di assistenti
                  racchiuse in un rilucente baule.
                  qui siamo e resteremo
                  sul palco indiavolato e amabilmente vergine
                  a invitar a cena di fantasmagorie mai cesellate
                  voi e lo stupore che ci è padre e figlio.
                  Sim sala bim
                  su velivolo di fantasia incantata si vola.
                  Cristiano Comelli
                  Composta martedì 26 marzo 2019
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                    Scritta da: criscri

                    Lacrime sul ponte Morandi

                    Respiri senza rifugio evaporano
                    tra il ruggir di tremebondi, ancestrali campate
                    e un incanutito figlio orfano resta d'un frammento
                    ch'a decomporsi va, frantumato dall'aria,
                    in polvere umiliandosi.
                    Geme l'impotente pur mai doma lanterna
                    dileguasi 'l sol dalla pelle di Genova
                    e sola l'abbandona alle fauci d'un dolor
                    ch'il color serba di quarantatré fruscii d'esistenze
                    da sfuggente gaudio strangolate
                    e or sul cocchio dell'eterna consunzione
                    gemme or cosparse
                    dell'aroma d'un ricordo.
                    Cristiano Comelli
                    Composta martedì 26 marzo 2019
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