Poesie personali


Scritta da: Matteo Galfredi
in Poesie (Poesie personali)

Non fidarti di me

Sei bellissima,
ma alla fine di ogni romanzo morirai nel sonno
per poi ricominciare. Non fidarti dei ricordi,
sono trappole lasciate sul tavolo
come mazzi di carte
o aftershave. Ogni lacrima
è simbolo di quei sentieri
che conducono a weekend di speranza
o suicidi estivi. Non credere al mio sguardo,
sono perso nel passato,
nel quartiere notturno
dove i barboni indossano costumi da conigli
per vagare le strade silenziosi
e incoscienti. Ho perso la vergogna
mentre tu pensavi a uno sconosciuto.
Composta sabato 2 luglio 2011
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    Scritta da: Rossella Porro
    in Poesie (Poesie personali)
    Come corda tesa
    si stende la mia vita
    sospesa
    su sconosciuti oceani
    non è la resa che
    mi ha spinto fin
    nel mezzo del corda
    stesa
    non è paura che ora
    mi ha frenato
    il passo
    è che nel mezzo
    dell'ardito viaggio
    un dubbio
    mi si presentò insolente:
    con l'arte funambolica
    ero abbastanza attinente?
    Composta martedì 5 luglio 2011
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      Scritta da: Franco Mastroianni
      in Poesie (Poesie personali)

      Il colore delle viole

      Il rumore della gente che calpesta le parole
      impregnandole di falso distruggendone il sapore
      molte volte ci confonde e ci fa dimenticare il profumo della terra il colore delle viole.

      La materia che si amalgama distratta
      lascia solo sguardi vuoti nei riflessi della fretta.

      Lingue pronte ad elargir parole amare son le stesse che si prostrano all'altare.

      Quanta gente che non sa più sussurrare stravolgendo le parole
      deformandone la forma nel godere del gridare... quanta gente non sa più dialogare.

      Scusa è tardi... devo proprio andare.
      Composta martedì 5 luglio 2011
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        Scritta da: Ada Roggio
        in Poesie (Poesie personali)

        Non so più

        Non so più...
        Non so più se fuori c'è il sole oppure piove
        Non so più se.
        Ma continuo a camminare,
        su carboni ardenti, su fili incandescenti; la vita continua a regalare.
        Sapore amaro, sapore disperato.
        Psicologicamente, colpita dal tumore dell'anima.
        Non c'è medicina, non c'è dottore
        Il male è invisibile, ma talmente percettibile
        allo sfiorare del vento, penetra sempre più profondamente.
        Passa un giorno, un'altro giorno ancora.
        Passa così un mese, un anno ancora.
        Non so più pregare, non riesco più a pregare.
        Signore
        Aspetto, aspetto, aspetto.
        Composta domenica 3 luglio 2011
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          Scritta da: Davide Bidin
          in Poesie (Poesie personali)

          Le Lacrime Estive

          Quando i giorni passano
          e il vento gioca coi ciuffi
          e la luna coi grilli riposa
          ripeti in mente parole donate
          frammenti di emozioni perfette
          a cui devi qualcosa
          non per me questi indegni versi
          ma per altri lo faccio
          lo faccio per loro,
          dolci creature del caos.
          lo faccio per Hikmet
          e per le lacrime a me donate
          lì, alle porte di Madrid
          o laggiù a Varsavia
          sul treno della malinconia.
          lo faccio per Bukowski
          l'uomo dai meravigliosi occhi
          lo sprezzante giocatore di ordinarie follie.
          L'uccello azzurro ora è libero.
          davvero!
          A padre Pasolini
          so che è orrendo conoscere i peccati
          della mia nazione
          dai calzoni grigi delle persone anziane.
          ti confido il mio dolore
          Alla sconfinata assurdità di Lovecraft
          poiché egli, più di altri
          ha saputo vedere oltre il
          pallido velo
          di questa cosa che ci ostiniamo a chiamare
          realtà
          e adoro il beat, come si possono odiare i beatnik?
          Sentendo Ginsberg urlare dei giramondo sui binari morti
          Burroughs alla cerca dello yage rivelatore
          Kerouac e Cassady trovando la strada, sulla strada
          e Corso, il più grande poeta che la libertà sa regalare
          Corso che bazzicava senza sosta nel suo, campo mentale
          Corso che dorme a fianco di Shelley nella città eterna
          "the lone and level sands stretch far away"
          a tutti voi la mia pace più greve.
          E non dimenticatevi la voce di Palazzeschi
          che come Cecco ha divelto le porte
          della parola
          giungendo alla sordida mente attraverso
          un nascondiglio fuori dalla natura
          leggete il verbo da lui mosso sul viso
          ha ucciso?
          E tutti coloro che ho letto finora
          e chi ancora leggerò un domani
          e di chi non leggerò una parola
          grazie per ciò che avete fatto
          o farete
          poiché di voi è composta l'essenza dell'uomo.
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