Poesie personali


Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)

Lo sfumare dei colori

Le parole dei poeti sono nuvole di vento
sono calendari vuoti dove non è scritto il tempo

le parole dei poeti sono labbra di bambini
sono fiumi senza sponde quando annientano confini

le parole dei poeti sono quadri in movimento
lo sfumare dei colori l'orizzonte il firmamento

le parole dei poeti sono gocce di colore nella fretta della gente
sono sedie dove ti puoi riposar tranquillamente

le parole dei poeti sono angoli di vita
son prigioni senza sbarre la curiosità infinita

le parole dei poeti sono strade di silenzi lastricate di dolore
un continuo girotondo intorno al cuore.

Le parole dei poeti
sono semi che germogliano... come quando nasce un fiore.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Non basta l'amore per salvare il mondo

    Sangue, dappertutto sangue,
    alita il dolore,
    un cane ha morso un altro cane,
    il gatto ha catturato un uccellino,
    un ragazzo è immobile nel mezzo della strada,
    ancora gira una ruota del suo motorino.
    Sangue, dappertutto sangue,
    scorre vermiglio
    nelle case, nelle piazze,
    schizza dai cannoni e stilla sui volti impauriti di bambini,
    muoiono i malati negli ospedali,
    manca il sangue
    sprecato, perso dai innocenti.
    Ne anche il Dio lo ferma questo male,
    ma la sostiene con l'indistruttibile
    forza ogni cattiveria
    di questo mondo feroce.

    ...
    Non basta l'amore per salvare il mondo,
    ci vogliono sovrani uomini
    che insegnano all'umanità
    di rispettare la vita donandolo
    il migliore di se stessi.
    Composta mercoledì 29 giugno 2011
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      Scritta da: Gerlando Cacciatore
      in Poesie (Poesie personali)

      Sicilia

      Tu si la terrra di lu suli;
      Tu si la terra di lu mari.
      Si frisca comu na rosa,
      tu si na terra, na terra gioiosa.
      Mi ricordu li mennuli in sciuri,
      eri bianca comu la nivi;
      lu sulu ca ti baciava,
      eri la terra di chi ti amava.
      Tu si la terra di la lava.
      Tu si la terra di lu focu.
      Tu si la terra di lu suli.
      Tu si la terra di lu me cori.
      Tu si la terra di l'aranci.
      Tu si la terra di li limuna.
      Quannu sciurisci diventi di milli culura.
      Tu si la terra di chi t'adora.
      E pi finiri, ti mannu un salutu di luntanu,
      pi diriti quantu t'amu.
      Tu si la terra di lu Sicilianu.
      Composta mercoledì 30 aprile 1980
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        Scritta da: Maria Di Grumo
        in Poesie (Poesie personali)

        Mio figlio, dov'è?

        Sono mamma,
        voce di donna che piange e dispera,
        s'interroga,
        chiede risposte a una sola domanda:
        mio figlio, dov'è?

        Sono mamma,
        voce di donna che ha un solo motivo di vita,
        l'attesa della verità,
        del volto, del sorriso
        di quel figlio strappato...
        ai suoi cari!

        Sono mamma,
        voce di donna che si commuove
        che soffre con le donne che soffrono.

        Mio figlio, dov'è?

        Domanda di una mamma,
        di tutte le mamme.

        Ecco, sono tornato!

        Presenza, finalmente!
        Risposta, quella che
        una mamma,
        tutte le mamme
        vorrebbero ascoltare.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Amore

          Ecco la riva nella quale il fiume riposa,
          oltre il senso conosciuto delle cose,
          come le rocce che ne cambiano la sfumatura del corso,
          per poi riunirlo nella sua essenza.
          Solo l'Amore è capace di tanta meraviglia,
          con il Figlio che si genera in esso,
          nascente e vivente come tutte le cose della natura,
          che muoiono solo agli occhi degli uomini.
          Di vita eterna si sogna da miseri,
          Di eternità si vive amando.
          Composta sabato 5 febbraio 2011
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            Scritta da: Gianni Berna
            in Poesie (Poesie personali)

            All'alba

            Svegliarsi all'alba
            Quando sol parvenza c'è di luce.
            E quel debole chiaror
            Di un sole non ancora sorto,
            Dirige gli occhi tuoi
            Allo sfocato viso
            Adagiato sul tuo fianco,
            Nella calma del sonno ancora immerso
            O forse perduto in un suo sogno.
            Mentre lieve il suo respiro,
            Dalle labbra sol socchiuse,
            Dolcemente accarezza la tua spalla,
            Infondendo in te quel sentor di pace,
            Per lunghi anni da te cercato per il mondo,
            Ma che sol l'arrivo di quel volto
            Ti ha donato.
            Intanto la luce del mattino prende vigore,
            E gli occhi di quel volto
            Lentamente si dischiudono.
            Incontrano i tuoi.
            Lieve un sorriso sulle sue labbra,
            E tenue la voce
            Ti sussurra:
            "Ti amo, ho sognato di te".
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